Come ogni fine anno, anche nel 2025 TTV.it si concede un piccolo esercizio di autoanalisi. Non una classifica fine a sé stessa, né un bilancio autoreferenziale, ma un tentativo di leggere i numeri per quello che sono: tracce di attenzione, segnali di interesse, spie di ciò che intercetta – o scuote – una comunità.
Una serie di informazioni preziose, non solo per noi addetti ai lavori, che ci aiutano a capire come le notizie cambino forma e grado di coinvolgimento a seconda delle diverse piattaforme. Dietro ogni numero c’è una scelta editoriale, un contesto, un pubblico diverso che reagisce in modo diverso.
Il report che segue raccoglie i contenuti più visti di TTV.it nel 2025: ecco a voi una top 10 del sito e i “vincitori” per ciascun canale social.
Sito web: quando il locale diventa nazionale (e viceversa)
Il dato più netto dell’anno è che alcune notizie nate qui – tra Umbria e Toscana, con la Valtiberina sempre sullo sfondo – hanno finito per parlare anche a un pubblico più ampio. Succede quando un tema locale si incastra in un ingranaggio nazionale: infrastrutture, rappresentanza politica, sanità, grandi investimenti.
In cima alla classifica troviamo infatti l’articolo più letto del 2025: “Ponte di Messina, la bocciatura della Corte dei Conti può avere conseguenze sulla E78 (che intanto cambia commissario)”, con 42.588 letture. Un pezzo che, partendo dall’interesse diretto per la Due Mari e per la nostra superstrada, si è agganciato a un tema nazionale (risorse, scelte infrastrutturali, priorità di spesa) e ha beneficiato di un’attenzione molto ampia anche fuori territorio. In mezzo, un dettaglio tutt’altro che secondario: l’annuncio del nuovo commissario per la E78, aggiornamento che TTV ha intercettato e raccontato con tempestività.
Secondo classificato, con 33.411 letture, è “Ecco il nuovo consiglio regionale della Toscana, ancora senza valtiberini”. Anche qui il meccanismo è simile: un tema “di casa” (rappresentanza, peso politico dell’area) che parla a tutta la regione. E nel caso specifico è pesato anche un fattore molto pratico: la pubblicazione per primi della composizione del Consiglio, che ha favorito la diffusione e l’indicizzazione su Google.
Al terzo posto torna la E78 con 18.060 visualizzazioni: “E78, ‘il tratto fra Grosseto e Siena sarà completato entro il 2026’”. È uno di quei contenuti che confermano quanto l’infrastruttura resti una costante del dibattito, e quanto il pubblico premi – banalmente – gli aggiornamenti chiari e frequenti.
Subito dietro, quarto articolo più letto con 11.120 visualizzazioni, l’inchiesta ambientale: “Sansepolcro, preoccupante il livello di PFAS rinvenuti nel Tevere”. Un lavoro nato sulla scia dell’allarme nazionale legato ai PFAS e sviluppato nel corso dell’anno, seguendo dati, segnalazioni, ricadute sul territorio.
La cronaca, pur non essendo la cifra principale di TTV, entra nella top ten quando la comunità viene colpita da episodi di forte impatto. Quinto con 8.477 letture è “Sparatoria a Verna di Umbertide: due feriti, di cui uno in gravi condizioni”. Sesto con 6.925: “Città di Castello: donna muore a 43 anni dopo le dimissioni dal pronto soccorso, aperta indagine”. Vicende che hanno acceso un dibattito ampio, rimbalzando inevitabilmente anche oltre i confini locali.
Spazio poi alla cultura e alla dimensione civile degli eventi: settimo con 4.935 visualizzazioni è “De André emoziona Sansepolcro: ‘Mio padre sempre dalla parte degli ultimi’”, legato al suo emozionante concerto in occasione del Berta Music Festival e al messaggio contro il massacro a Gaza.
Ottavo con 4.403 letture è “Lo stabilimento Newlat di Sansepolcro assume 11 persone”: in questo, oltre all’interesse immediato per l’opportunità lavorativa, ha certamente avuto il suo peso anche il legame storico della città con lo stabilimento ex Buitoni.
Nono con 4.154: “Sansepolcro, così la nuova pista ciclo-pedonale comprometterà la maestosità del bastione di San Nicola”, pezzo di analisi critica sui lavori PNRR nato dalla segnalazione di una professionista del settore, al quale ha fatto seguito un articolo di replica da parte dell’amministrazione comunale.
Decimo con 3.914 letture: “Sansepolcro, è stato inaugurato il secondo ponte sul Tevere”, cronaca di una giornata simbolica per la città, raccontata anche grazie alle immagini raccolte dal nostro team video.
Facebook: la piazza rumorosa della cronaca
Sui social, come spesso accade, i numeri cambiano scala e linguaggio. Su Facebook il contenuto più performante del 2025 è stato il post legato alla morte della donna di 43 anni a Città di Castello, con circa 100.000 visualizzazioni, migliaia di interazioni e un flusso di commenti di ogni tenore.
Un dato che conferma ciò che chiunque frequenti quotidianamente la piattaforma sa bene: Facebook resta la grande piazza della reazione emotiva, dove la cronaca – soprattutto quella sanitaria e giudiziaria – innesca discussioni spesso accese, talvolta disordinate, ma indicative di un bisogno diffuso di confronto e di risposte.
Instagram: il “caso” Noa e l’onda lunga del Festival
Su Instagram il contenuto più visto dell’anno è stato un reel realizzato da TTV per lo speciale dedicato al Festival dei Cammini di Francesco. Protagonista la cantante israeliana Noa e il suo appello per Gaza in occasione del concerto a Santa Croce che ha aperto la rassegna: il video ha superato 1,3 milioni di visualizzazioni. Un contenuto che ha viaggiato da solo, oltre il contesto originario e oltre i confini locali, trasformandosi in un flusso continuo di commenti e condivisioni.
YouTube: divulgazione, tempo lungo e curiosità
Altri due momenti del Festival dei Cammini al vertice degli insights di YouTube. Sul canale di TTV, il contenuto short più visto del 2025 è stato un breve intervento dell’astrofisico Luca Perri, protagonista di un gioco di logica durante il talk in piazza Torre di Berta a Sansepolcro: quasi 500.000 visualizzazioni per un video capace di unire divulgazione scientifica e intrattenimento.
Tra i video lunghi, invece, il primato spetta all’intervento della giornalista Paola Caridi, registrato durante la tappa di Citerna del Festival. Un’analisi approfondita del conflitto a Gaza vista dal punto di osservazione della società israeliana, che ha superato le 100.000 visualizzazioni, confermando come anche il formato lungo trovi spazio quando il contenuto offre chiavi di lettura complesse e non semplificate.
LinkedIn: tra impresa e territorio
Su LinkedIn il contenuto più performante è stato il racconto della startup Helpiness, fondata da due giovani valtiberini. Un post che ha ottenuto ottimi risultati in termini di visualizzazioni e interazioni, segnalando come su questa piattaforma emergano soprattutto storie di impresa, innovazione e impatto sociale, capaci di parlare a un pubblico diverso ma non meno attento.
@ttv.it Addio a Gherardo Dindelli, l’ultimo partigiano di Sansepolcro. Avrebbe compiuto 102 anni il prossimo 11 gennaio. Partecipò ad alcuni episodi chiave della Resistenza, di cui fino agli ultimi mesi di vita, quando le sue condizioni di salute sono peggiorate, è stato testimone instancabile partecipando alle commemorazioni e alle iniziative dell’Anpi. Qui un breve estratto di una nostra intervista raccolta di recente. #perte #foryou #storia #memoria #guerra ♬ suono originale – TTV.it
TikTok: quando la memoria parla ai giovani
Uno dei dati forse più interessanti arriva da TikTok. Qui il video più visto del 2025 è stato quello dedicato alla scomparsa di Gherardo Dindelli, ultimo partigiano di Sansepolcro, morto a 102 anni. Un estratto di una nostra intervista, che verrà pubblicata integralmente nel 2026, ha superato le 218.000 visualizzazioni con migliaia di like, commenti e condivisioni, generando anche centinaia di nuovi follower. Anche la memoria, se raccontata con rispetto e autenticità, può evidentemente trovare spazio e attenzione sulla piattaforma più frequentata dai giovanissimi.
In chiusura, una nota (semi)scientifica
Se i numeri avessero sempre un’identità chiara e univoca, stilare e analizzare questo report sarebbe troppo facile e scontato. La verità è che ogni piattaforma ha tempi, pubblici e dinamiche diverse, ma le sorprese restano parte del gioco: a volte esplode un tema nazionale agganciato a una vicenda locale, altre volte funziona la memoria, altre ancora la divulgazione, o la cronaca che entra di prepotenza nelle conversazioni quotidiane. L’unica certezza è che, anche nel 2025, l’Alta Valle del Tevere ha continuato a riconoscersi (e a discutere) dentro storie molto diverse tra loro. E in fondo va bene così.





