De André emoziona Sansepolcro: “Mio padre sempre dalla parte degli ultimi”

E porta sul palco la bandiera della Palestina: “Non c'è più tempo, sterminio in un silenzio assenso vergognoso”

La quarta edizione del Berta Music Festival ha preso il via con un concerto di altissimo livello, durante il quale il pubblico accorso a Sansepolcro ha vissuto per oltre due ore e mezza le emozioni regalate da decine di brani immortali di Fabrizio De André nell’interpretazione del figlio Cristiano. A sua volta grande musicista, Cristiano De André è anche l’autore dei nuovi arrangiamenti dei pezzi, frutto di un lungo lavoro cominciato ancora prima della scomparsa di Fabrizio, avvenuta nel 1999.

Durante la serata De André ha raccontato aneddoti legati al proprio rapporto con il padre e ne ha ricordato l’impegno culturale e sociale: “C’è un filo rosso che lega le canzoni di mio padre dalla prima all’ultima, e credo sia soprattutto la coerenza, l’asse di giustizia, il punto di vista di chi si è sempre schierato dalla parte degli ultimi, degli esclusi. Lui era veramente convinto che dovesse esserci un modo di vivere senza dolore, e ci ha insegnato che non ci sono poteri buoni e che solo l’amore, la compassione e il riconoscersi nel più debole possono salvare l’uomo e di conseguenza il mondo”.

E non è quindi un caso che Cristiano De André abbia esposto sul palco di Piazza Torre di Berta una bandiera palestinese, al grido di “Palestina libera adesso! Non c’è più tempo!” Poco prima il musicista aveva affrontato il tema parlando della canzone Sidún: “Era il 1982 quando il generale israeliano Sharon bruciò la città di Sidone, nel Libano, il paese che ci aveva regalato l’alfabeto e il vetro. Un palestinese stringe fra le braccia i resti di suo figlio maciullato dai cingoli di un carro armato e la fine di quella piccola vita rappresenta simbolicamente la fine di una civiltà intera. Ecco, sono purtroppo le stesse scene che vediamo continuare a ripetersi nelle immagini della Striscia di Gaza, in questo silenzio assenso vergognoso, brutale, orrendo. È una vergogna che nessuno faccia niente, che nessuno metta mano a tutto questo schifo. Tutti i giorni vengono sterminati donne, bambini, uomini innocenti. Tutti i santi giorni. Scusate ma vorrei fare un minuto di silenzio per questa povera gente”. Silenzio che è calato sulla piazza dopo la grande ovazione che aveva accolto le significative parole di De André.

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