Sansepolcro riscopre Piazza Dotti prima che diventasse una piazza

Al Museo Civico sono stati presentati i risultati delle indagini archeologiche che hanno accompagnato i recenti interventi di riqualificazione dell’area

Anche quest’anno il Comune di Sansepolcro ha partecipato a “Le Notti dell’Archeologia”, la rassegna promossa dalla Regione Toscana che in questo mese sta proponendo iniziative volte alla valorizzazione del patrimonio archeologico regionale. Lo ha fatto con un appuntamento che si è tenuto venerdì 24 luglio nella Sala delle Pietre del Museo Civico e che ha praticamente fatto registrare il tutto esaurito.A favorire una massiccia partecipazione ha certamente contribuito l’argomento trattato, visto che la conferenza si è focalizzata su un angolo della città molto conosciuto e apprezzato: Piazza Dotti. Questo slargo che oggi si estende dalle strade che vi confluiscono da Piazza Torre di Berta (via della Fraternita e via dei Servi) e il lato settentrionale di Santa Maria dei Servi, un tempo doveva apparire piuttosto diverso da come lo si può vedere oggi. Questo è quanto emerso dalla relazione che l’archeologa Silvia Cipriani ha tenuto dopo gli interventi introduttivi dell’assessore alla Cultura Francesca Mercati e del Dott. Jacopo Francesco Tulipano della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo.

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Una foto della conferenza che si è tenuta al Museo Civico venerdì 24 luglio.

Nel corso dei recenti lavori di rifacimento della pavimentazione che sono stati realizzati con i fondi del PNRR, la Dott.ssa Cipriani ha infatti avuto modo di effettuare un’indagine su alcune testimonianze archeologiche che erano tornate alla luce durante le operazioni di escavazione e di rimozione della precedente copertura. Per quanto la relatrice abbia più volte premesso che lo studio condotto presenti un carattere comprensibilmente frammentario, la ricerca effettuata può comunque aiutare a ricostruire quello che potrebbe essere stato il passato di questo luogo. Come del resto suggeriva anche il titolo dell’appuntamento (“La piazza che non c’era. Archeologia urbana in Piazza Dotti a Sansepolcro”), il primo dato che i partecipanti all’incontro hanno potuto apprendere è quello che un tempo in questo punto del centro cittadino non c’era una piazza ma soltanto, al massimo, un piccolo slargo. Questo si deve principalmente al fatto che la facciata di Palazzo Dotti (da dove, per intenderci, oggi si accede al pub) si estendeva per alcuni metri verso via Matteo di Giovanni: qui sono stati ritrovati i resti murari appartenenti a due ambienti, ciascuno di circa 40 mq. Difficile capire cosa questi potessero essere, così come individuare i rispettivi tempi di edificazione e demolizione. In merito a tali due riferimenti cronologici, grazie a due testimonianze cartografiche si può però dedurre che le strutture rinvenute erano sicuramente visibili nel 1587, dato che in una carta realizzata in questo anno lo spiazzo davanti a Palazzo Dotti ancora non compare. Negli anni ‘20 del XIX secolo invece, come attestato da una rappresentazione del Catasto Generale della Toscana, l’area doveva apparire già come è oggi. Per quanto manchino ancora dati per avvalorare eventuali interpretazioni, si può forse supporre che ad un certo punto la parte edificata che poneva la facciata di Palazzo Dotti più a sud, sia stata demolita volontariamente in un unico momento. Ciò si può per certi evincere dalla tipologia dei resti analizzati che appaiono tutti allo stesso livello di altezza, pertanto si potrebbe addirittura ipotizzare che la parte che oggi non c’è più sia stata abbattuta per motivi di sicurezza, magari in seguito al terremoto del 1789, ovvero dopo un evento che portò, per decisione granducale, alla rimozione obbligata di tutte quelle strutture (come la parte alta delle torri) che in caso di sisma potevano rappresentare un pericolo.

Grazie alle indagini effettuate sono stati ritrovati anche i selciati di due strade che, essendo collocate a profondità differenti, potrebbero appartenere a due epoche distinte. Una di queste costeggiava Palazzo Dotti seguendo la sagome della vecchia architettura di cui sopra, per poi immettersi dove è ora via Matteo di Giovanni, al di sotto di cui già nel medioevo si trovava la fogna. L’altra strada, probabilmente più antica, dallo sbocco di via Fraternita si dirigeva invece verso via Santa Croce.

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Testimonianze murarie dei due ambienti rinvenuti di fronte alla facciata di Palazzo Dotti e resti del selciato relativo a una delle due strade. Foto realizzata da Silvia Cipriani. Copyright © Soprintendenza ABAP per le provincie di Siena, Grosseto e Arezzo, vietata la riproduzione.

Nel piccolo slargo che si apriva in fondo alla già citata via Fraternita è stato, inoltre, rinvenuto un fontanile di forma trapezoidale con una capienza di 25 mc. Dotato di una curiosa bocca da cui sgorgava l’acqua (che sembra riprodurre la testa di un animale), questo aveva anche uno scolmatore e una canalina per il deflusso. Non è al momento possibile conoscere quando e perché la fontana sia stata dismessa e interrata, ma quasi certamente anche questo intervento dovrebbe essere stato disposto in maniera intenzionale.

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Il fontanile con, a sinistra, la bocca che sembra ritrarre la testa di un animale. Foto realizzata da Silvia Cipriani. Copyright © Soprintendenza ABAP per le provincie di Siena, Grosseto e Arezzo, vietata la riproduzione.

Infine, oltre ad alcuni reperti mobili, dai saggi effettuati sono stati individuatati anche altri elementi, come i resti di una parete vicina e parallela al lato settentrionale di Santa Maria dei Servi, il basamento del portale di quest’ultima e altre canaline. Nel complesso, l’occasione degli interventi di riqualificazione dell’area sono stati una preziosa occasione per riportare in luce una parte della storia urbana di Sansepolcro che però è ancora quasi tutta da scrivere. Per questo, dopo questo primo passo, l’auspicio non può che essere quello di continuare la ricerca e lo studio attraverso altre fonti che possano fornire maggiori spunti e informazioni sul passato di Piazza Dotti.

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Pianta con i rinvenimenti archeologici di Piazza Dotti. Immagine realizzata da Silvia Cipriani. Copyright © Soprintendenza ABAP per le provincie di Siena, Grosseto e Arezzo, vietata la riproduzione.
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Ricostruzione del contesto storico archeologico tramite uso di IA. L’immagine non è attendibile a fini scientifici ma solo divulgativi. Generata con IA da Alessandro Neri. Copyright © Soprintendenza ABAP per le provincie di Siena, Grosseto e Arezzo, vietata la riproduzione.

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