Duomo di Sansepolcro, iniziato il restauro dei portoni lignei

L’intervento riguarda i tre ingressi della Concattedrale e sarà concluso entro il 20 settembre

Sono iniziati il 20 luglio scorso i lavori di restauro dei portoni lignei della Concattedrale di Sansepolcro, intitolata a San Giovanni Evangelista. L’intervento, comunicato dalla Diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, riguarda i tre ingressi del Duomo e si concluderà il 20 settembre.

Il restauro prevede la pulitura delle superfici lignee, la revisione delle vecchie stuccature e la loro eventuale sostituzione nei punti in cui non risultino più coerenti con il materiale circostante. Le superfici saranno poi trattate con sostanze idonee alla conservazione del legno e alla protezione dagli agenti atmosferici. Nella parte interna verranno inoltre revisionati i meccanismi in ferro, così da garantire la corretta funzionalità dei portoni.

L’intervento si è reso necessario anche per lo stato attuale delle superfici, caratterizzate da un’alterazione cromatica che ha modificato nel tempo l’aspetto originario del legno. L’obiettivo è restituire ai portoni una lettura più corretta rispetto all’epoca, allo stile e alla collocazione, facendo riemergere le venature scure del noce e il valore simbolico di un manufatto che da secoli segna l’ingresso principale della Concattedrale.

I tre portoni del Duomo risalgono al primo quarto del XVI secolo e sono inseriti nei portali della facciata romanico-gotica della basilica, caratterizzata dal grande rosone sopra l’ingresso centrale e dai due portali laterali corrispondenti alle navate minori.

Nei portali laterali si trovano due portoni a due ante in legno di noce con fodera in pioppo, organizzati in registri regolari da una sequenza di cornici. Nella parte superiore sono presenti due tondi intagliati a bassorilievo: uno raffigura lo stemma camaldolese, l’altro lo stemma della famiglia Graziani, legata all’ultimo abate dell’abbazia benedettina-camaldolese e al primo vescovo eletto dopo il riconoscimento di Sansepolcro come sede vescovile da parte di papa Leone X nel 1520.

Il portone centrale, sempre in noce con fodera in pioppo, presenta invece una struttura più articolata, con due ante principali e ante laterali processionali. La superficie è scandita da cornici che formano sei registri, nei quali si trovano elementi intagliati a basso e altorilievo. La lettura iconografica dei pannelli richiama la storia religiosa e civica di Sansepolcro, dal suo sviluppo come centro abbaziale fino al riconoscimento come città e alla tradizione che la lega all’idea della “Nuova Gerusalemme”.

Il restauro è affidato ad Antica Maniera di Marco Santi, azienda specializzata in manufatti lignei. L’intervento si svolge con l’alta supervisione della Soprintendenza di Siena, Arezzo e Grosseto, attraverso la dottoressa Ilaria Pennati. La direzione dei lavori è affidata a Michel Scipioni, direttore dell’Ufficio Beni Culturali della Diocesi, con la collaborazione dell’Ufficio Tecnico diocesano nella persona di Vincenzo Sica.

Il lavoro è sostenuto dalla sponsorizzazione di Salvarat srl società benefit di Sansepolcro, su interessamento del titolare Alessandro Salvi e con il coinvolgimento della sua famiglia. La Diocesi sottolinea l’attenzione dimostrata nei confronti della conservazione dei beni storici della comunità.

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