Bastione di San Nicola, il punto di vista dell’amministrazione comunale di Sansepolcro

Un mero restauro conservativo non sarebbe stato sufficiente ad aprire nuove prospettive di valorizzazione e riqualificazione urbana, fanno sapere da Palazzo delle Laudi

A Sansepolcro procede il cantiere nella zona immediatamente esterna alle mura medicee e al bastione di San Nicola che delimita l’area del Campaccio. Grazie a questo intervento, nello spazio compreso tra le strutture difensive cinquecentesche e i viali di circonvallazione, sarà realizzata una pista ciclo-pedonale che sicuramente potrà fornire nuove modalità di fruizione dell’intero centro storico.

Nonostante ciò, nei giorni scorsi l’architetto Daniela Cinti, ovvero uno dei principali studiosi del sistema murario di Sansepolcro, ha illustrato – tramite un’intervista concessa a questa testata – alcune criticità che potrebbero essere intrinsecamente connesse alla trasformazione del luogo considerato. In particolare l’architetto ha sollevato il problema che la realizzazione del nuovo percorso in prossimità dell’ex fossato andrà a compromettere la maestosità del bastione e della mura.

In seguito a tale lettura critica, è stata quindi raccolta l’opinione dell’Amministrazione Comunale che, per voce dell’assessore Riccardo Marzi, ha spiegato il suo punto di vista.

Assessore Marzi, ritiene che il progetto che state attuando possa creare conseguenze negative su un’area urbana di evidente valore storico e architettonico?

«L’intervento che stiamo eseguendo all’esterno del Campaccio fa parte di un più ampio progetto di rigenerazione urbana che coinvolge le aree limitrofe alle mura urbiche. L’idea di fondo è quella di realizzare una passeggiata ciclo-pedonale che, nel ripercorrere il perimetro dell’antica cinta difensiva, possa provvedere a unire tra di loro le porte e i varchi di accesso al centro storico. Tale presupposto è da considerare un importante passo strategico nell’attivazione di un rapporto diretto e funzionale tra la città storicizzata e il tessuto urbano di successiva realizzazione.

Avvalendoci del progetto dello studio Fabbricanove guidato dagli architetti Enzo Fontana e Giovanni Bartolozzi, l’obiettivo che ci siamo posti è proprio questo, ovvero di lavorare su una rinnovata fruibilità del bene storico per reinterpretarne, in chiave contemporanea, le sue mutate vocazioni, declinandole al variare delle esigenze della comunità. Gli spazi che un tempo costituivano il fossato e che si ponevano come limite di separazione interposto tra l’interno del centro abitato e l’esterno da cui ci si doveva difendere, potranno così assumere un nuovo ruolo strategico, oltre che connettivo, di indubbia potenzialità. In altre parole, abbiamo scelto di utilizzare un approccio che vuole andare oltre il mero restauro conservativo, ma non credo che ciò possa generare conseguenze negative per le mura e per il bastione di San Nicola.»

È però evidente che innalzando il piano di calpestio il bastione tenderà a “sprofondare”? Non si poteva mantenere la pista ciclo-pedonale allo stesso livello del prato?

«La pista sarà leggermente rialzata per consentirne le migliori funzionalità e fruibilità possibili in ogni periodo dell’anno. Questa scelta ci ha, peraltro, consentito di minimizzare le opere di scavo, rendendo l’intervento meno invasivo e reversibile. Sono consapevole che questa soluzione contribuirà a cambiare la fisionomia della cornice che inquadra un bene storico, ma abbiamo accettato ciò con l’intento di migliorare l’accessibilità e la vivibilità dell’area. Allo stesso tempo sono convinto che al termine dei lavori l’effetto architettonico finale sarà comunque gradevole».

Cosa potrebbe rispondere, invece, a chi sostiene che sarebbe stato meglio realizzare il nuovo percorso accanto all’attuale marciapiede?

«L’obiettivo di creare una sorta di parco lineare perimetralmente al centro storico, generato da un’infrastruttura destinata alla mobilità lenta e sostenibile, ci ha portato ad intervenire nella parte baricentrica dell’area in cui vorremmo che si realizzasse un corretto rapporto tra il bene storico ed il suo contesto socio-culturale di appartenenza. Crediamo fortemente che l’esperienza di passeggiare e sostare accanto alle nostre mura potrà diventare, soprattutto per le future generazioni, un elemento di forte stimolo e di normale quotidianità, in grado di costruire progressivamente un nuovo sistema urbano flessibile, dinamico e soprattutto aperto a nuove prospettive. Per questo abbiamo voluto distanziare il nuovo percorso dal vecchio marciapiede e dal traffico dei viali. Oltre a ciò, c’è anche da dire che ci siamo trovati d’accordo con l’approccio proposto dal progettista, ovvero quello di enfatizzare, per così dire, la riconoscibilità dell’intervento, mettendo in risalto, anche da un punto di vista spaziale, il carattere contemporaneo dell’opera che vorrebbe fornire nuovi scenari al futuro per innestarsi nel passato.»

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Altro rendering che fornisce un’idea di come apparirà lo spazio immediatamente esterno alle mura dopo il completamento dell’intervento in corso.

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