Ex Manifattura Tabacchi di Sansepolcro, voto unanime in consiglio per l’acquisto

L’immobile torna interamente al Comune dopo anni di trattative con Cassa Depositi e Prestiti. Tutti i gruppi consiliari votano a favore: «Occasione per il futuro della città»

L’ex Manifattura Tabacchi torna al patrimonio di Sansepolcro, grazie a un operazione che prevede una spesa di 250mila euro più imposte, per un importo complessivo di poco superiore ai 300mila euro. Il consiglio comunale del 14 maggio ha approvato all’unanimità l’acquisto della parte del complesso ancora di proprietà di Cassa Depositi e Prestiti Immobiliare, completando così un percorso iniziato oltre vent’anni fa.

Del recupero della struttura si parla infatti dal 2004, con la progettazione del “Contratto di Quartiere II” per la riqualificazione della zona di Porta Romana, mentre nel maggio 2006 il commissario prefettizio Lorenzo Abbamondi, che reggeva il comune dopo la caduta della giunta Ugolini, segnalò la presenza di un “diritto di reversibilità” a vantaggio del comune nel contratto del 1906 con cui il comune cedeva l’immobile allo Stato.

Tale diritto, sempre contestato dalla proprietà, non consentì all’epoca di rivendicare direttamente la proprietà dell’intero complesso, ma aprì una lunga trattativa con Fintecna prima e con Cassa Depositi e Prestiti poi, con il Comune che riuscì a ottenere una prima porzione dell’immobile, comprendente tra l’altro il piano superiore dell’ex chiesa di Santa Maria degli Osservanti.

In rosso la porzione della chiesa di S. Maria degli Osservanti il cui primo piano era già di proprietà del comune, così come la parte perimetrata in arancione (piano terra e primo piano). In blu la parte finora di Cdp (tavola tratta da una Relazione tecnica del 5 aprile 2018)
In rosso la porzione della chiesa di S. Maria degli Osservanti il cui primo piano era già di proprietà del comune, così come la parte perimetrata in arancione (piano terra e primo piano). In blu la parte finora di Cdp (tavola tratta da una Relazione tecnica del 5 aprile 2018)
Il dibattito consiliare

In consiglio comunale, il sindaco Fabrizio Innocenti ha ricostruito parte della vicenda, che lo ha visto parte attiva anche nella fase 2006-2011, quando era assessore all’urbanistica della giunta guidata da Franco Polcri. Innocenti ha definito l’acquisizione con voto unanime «un’operazione che rimarrà negli annali del nostro Comune», spiegando che l’obiettivo sarà ora quello di trasformare l’area in uno spazio multifunzionale aperto alla città. «Non è detto che sia così facile, ma è un rischio che ci possiamo prendere perché questo è un patrimonio di Sansepolcro», ha spiegato.

Michele Gentili di Adesso-Riformisti ha parlato di «una bella notizia» per Sansepolcro, pur ricordando che il recupero dell’immobile richiederà investimenti importanti e un lungo lavoro di progettazione e reperimento fondi. Andrea Laurenzi del gruppo PD-InComune ha definito l’operazione «un passaggio significativo» dal punto di vista urbanistico e simbolico, sottolineando la necessità di avviare «una riflessione collettiva» sul futuro utilizzo degli spazi.

«Soddisfazione» per il risultato raggiunto è stata espressa anche da Laura Chieli di Fratelli d’Italia, mentre Alessandro Bandini di Forza Italia ha attribuito il merito dell’operazione alla «testardaggine» del sindaco Innocenti nel portare avanti la trattativa. Secondo il vicesindaco Riccardo Marzi, l’ex Manifattura rappresenta «la cartuccia più importante» per il rilancio del centro storico. «Non deve essere intesa come un contenitore da riempire, ma come una grande occasione per la città», ha detto durante il consiglio comunale.

La delibera è stata approvata all’unanimità insieme all’immediata esecutività dell’atto. Il сomune ha già trasmesso la documentazione a Cassa Depositi e Prestiti e procederà ora alla stipula del contratto notarile. L’amministrazione ha annunciato inoltre l’intenzione di predisporre bandi per raccogliere manifestazioni di interesse sul futuro utilizzo degli spazi, mantenendo comunque una parte della struttura a funzione pubblica.

La storia dell’immobile

Una relazione del 2018 dell’allora responsabile del servizio urbanistico del comune, Maria Luisa Sogli, aiuta a ricostruire la storia dell’ex Manifattura Tabacchi di Sansepolcro. Nell’area, in cui dal XIV secolo era di stanza la compagnia di Santa Maria Maddalena, si insediarono dal 1530 i frati Minori Osservanti, che la trasformarono progressivamente in un importante convento con chiesa, dormitori, refettorio e loggiati. Nel corso dei secoli il complesso venne ampliato e abbellito, fino a essere considerato alla fine del Settecento “il più vago e magnifico che fosse in città”.

La stagione delle soppressioni napoleoniche e poi quelle del Regno d’Italia portarono alla fine della funzione conventuale. Nel 1869 il Comune individuò proprio l’ex convento come sede per la lavorazione e lo stoccaggio del tabacco, in un momento in cui si puntava a rafforzare la coltivazione tabacchicola nel territorio. Da allora il complesso fu profondamente trasformato: vennero demoliti chiostri e strutture storiche, costruiti nuovi edifici industriali e saturati gli spazi interni con magazzini e opifici. Nel 1906 il Comune cedette allo Stato gran parte dell’immobile, mantenendo però un “diritto di reversibilità” sul nuovo magazzino costruito nel 1889: in pratica, se l’Agenzia Tabacchi fosse stata soppressa, l’immobile sarebbe dovuto tornare al Comune.

Dopo la chiusura dell’Ente Tabacchi Italiani e la dismissione della struttura, quel diritto venne rivendicato dal comune nei confronti di Fintecna e poi di Cassa Depositi e Prestiti Immobiliare a partire dal 2006, aprendo una lunga fase di contenziosi, accordi e progetti di recupero urbanistico. Nel frattempo, dal 2004 l’ex Manifattura è stata inserita in una serie di programmi di riqualificazione, con l’idea di trasformarla in un mix di residenze, spazi culturali, attività commerciali e servizi pubblici. Parallelamente sono stati introdotti vincoli monumentali e di tutela indiretta per preservare soprattutto l’ex chiesa di Santa Maria Maddalena e gli elementi di archeologia industriale ancora presenti nel complesso.

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