Alta Velocità, si riapre il confronto su Medioetruria: “L’Umbria difenda Creti”

Il consigliere Nilo Arcudi interroga la Regione, mentre dalla Toscana cresce la pressione per Rigutino. Nei mesi scorsi Salvini aveva lasciato aperta la scelta

La localizzazione della futura stazione dell’Alta Velocità Medioetruria torna al centro del confronto politico in Umbria. Il consigliere regionale Nilo Arcudi (Tp-Uc) ha presentato un’interrogazione alla Giunta per conoscere la posizione dell’esecutivo sull’ipotesi Creti e le eventuali iniziative che intende assumere nei confronti del Ministero delle Infrastrutture e di RFI.

L’atto ispettivo arriva mentre dalla Toscana continua il sostegno politico alla soluzione di Rigutino, nel territorio aretino. In un’intervista pubblicata il 20 agosto da La Nazione, il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani ha indicato come “necessario” un incontro con il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini nel mese di settembre, nel quale affrontare anche il dossier Medioetruria. Giani ha inoltre annunciato l’intenzione di coordinarsi con il sindaco di Arezzo, Marcello Comanducci: “Su Rigutino dobbiamo essere molto determinati e muoverci in sintonia“.

È proprio l’iniziativa politica toscana uno degli elementi sui quali Arcudi concentra l’interrogazione. Secondo il consigliere, a fronte di una posizione esplicita della Regione confinante, l’Umbria dovrebbe chiarire quale linea intenda sostenere sulla localizzazione della nuova stazione.

“La Toscana sta facendo esattamente ciò che deve fare una Regione: difendere i propri interessi“, sostiene Arcudi in un comunicato diffuso oggi. “Quello che è incomprensibile è perché l’Umbria non stia facendo altrettanto per Creti“, soluzione che il consigliere considera strategica per il territorio regionale e in particolare per la provincia di Perugia.

Una partita ancora aperta

Nella propria ricostruzione Arcudi torna agli sviluppi del dossier degli ultimi anni. Il consigliere richiama lo studio tecnico di RFI del 2024, che aveva indicato Creti, nel comune di Cortona, come soluzione preferibile, e una stima dell’investimento nell’ordine dei 79 milioni di euro. Ricorda inoltre il passaggio del 1° ottobre 2024, quando il Ministero aveva incaricato RFI di procedere con la progettazione di fattibilità.

Quella indicazione non ha però chiuso definitivamente la partita. Dopo il cambio di amministrazione regionale in Umbria, con l’insediamento della Giunta guidata da Stefania Proietti, la posizione umbra è diventata meno rigida rispetto al sostegno a Creti espresso dalla precedente Giunta Tesei. Nel gennaio scorso Proietti e Giani, riuniti a Monte Santa Maria Tiberina nell’ambito dell’intesa sull’Italia Mediana, avevano chiesto insieme al Governo l’apertura di un tavolo urgente su Medioetruria.

Un ulteriore elemento era arrivato in aprile proprio da Matteo Salvini. Durante una visita ad Arezzo, il ministro aveva spiegato che “la scelta è innanzitutto tecnica, ma se i territori si mettono d’accordo li ascolto“, precisando che il progetto di fattibilità tecnico-economica era ancora in elaborazione e non sarebbe stato pronto prima dell’autunno. Parole che avevano lasciato aperta la possibilità di rimettere in discussione la localizzazione di Creti.

La questione assume una rilevanza particolare anche per l’Alta Valle del Tevere. La soluzione Rigutino, oltre a essere sostenuta dalla Regione Toscana e dalle istituzioni aretine, ha raccolto negli anni il favore anche delle amministrazioni dell’Altotevere umbro e della Valtiberina toscana, che vedono nella collocazione più vicina ad Arezzo una soluzione maggiormente accessibile dal territorio.

Arcudi chiede alla Giunta di chiarire la propria linea

È dunque in una partita ancora aperta che si inserisce l’iniziativa di Arcudi. Il consigliere contesta quella che considera un’asimmetria nell’iniziativa politica delle due Regioni e chiede alla Giunta umbra di chiarire se intenda sostenere Creti e quali interlocuzioni voglia eventualmente avviare con Ministero e RFI.

“A quasi due anni dall’individuazione di Creti come la soluzione migliore per la nuova stazione dell’Alta Velocità Medioetruria, siamo ancora al punto di partenza“, afferma Arcudi, secondo il quale l’assenza di una posizione netta dell’Umbria rischierebbe di lasciare alla Toscana “il pallino del gioco“.

Questa nuova occasione di confronto in Regione permetterà di capire quali aggiornamenti saranno forniti dall’esecutivo e quale linea emergerà su una localizzazione ancora da definire. Un nuovo passaggio di una vicenda decisiva per il futuro della mobilità ferroviaria tra Umbria e Toscana, con ricadute dirette anche sull’Alta Valle del Tevere.

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