Nel corso della visita elettorale di ieri del ministro delle infrastrutture Matteo Salvini ad Arezzo, è stato affrontato, tra gli altri, il tema della realizzazione della nuova stazione dell’Alta Velocità. La questione riveste particolare interesse anche per l’intera Alta Valle del Tevere toscana e umbra, che già da tempo ha espresso la propria preferenza per la collocazione a Rigutino. “La scelta è innanzitutto tecnica, ma se i territori si mettono d’accordo li ascolto”, ha detto Salvini nel corso dell’evento all’hotel Minerva del capoluogo provinciale, oltre a sottolineare che la stazione “si farà”, ma che “il PFTE (piano di fattibilità tecnica ed economica) è ancora in costruzione e non sarà pronto prima dell’autunno”.
Si tratta di un passaggio significativo perché apre alla possibilità di rimettere in discussione la soluzione di Creti, nel comune di Cortona, individuata dal tavolo del Ministero delle infrastrutture nel 2023 e caldeggiata dalla precedente giunta regionale dell’Umbria, quella di centrodestra a guida Tesei. Con le elezioni di fine 2024 e l’insediamento di Stefania Proietti, la regione Umbria si è mostrata molto meno intransigente rispetto a tale ipotesi, avvicinandosi alla posizione della Toscana, a favore di Rigutino, rispetto a cui arriva oggi anche da Salvini una posizione possibilista.
“Avvicinare quest’ opera anche ad Arezzo significa garantire un’opportunità per tutte le vallate aretine e per l’Umbria settentrionale, che oggi soffre la mancanza di collegamenti veloci”, ricorda Matteo Galli, presidente del comitato SAVA a sostegno dell’ipotesi Rigutino. Tale soluzione, oltre che dalla Regione Toscana, è sostenuta anche dal comune e dalla provincia di Arezzo, nonché dai comuni dell’Alta Valle del Tevere toscana e umbra.





