Il 12 settembre 2017 passava l’ultimo treno della ex Ferrovia Centrale Umbra tra Città di Castello e Sansepolcro. Da allora quei binari sono rimasti lì, in mezzo al territorio: visibili, attraversati ogni giorno dallo sguardo di chi vive nella valle, ma progressivamente usciti dalla quotidianità delle comunità.
Dopo anni di attese, annunci e passaggi amministrativi complessi, il definitivo sblocco dei 55 milioni di euro destinati al ripristino e all’ammodernamento della tratta segna una novità importante, che può aprire una fase decisiva per il futuro del collegamento.
L’assenza del treno, nel frattempo, è diventata una condizione ordinaria. La ferrovia è ancora presente nel paesaggio urbano e rurale dell’Alta Valle del Tevere, ma non svolge più la funzione per cui era nata: collegare persone, scuole, luoghi di lavoro, servizi, territori. Nel tempo la vegetazione ha occupato ampi tratti della sede ferroviaria, diverse fermate versano in stato di abbandono e l’infrastruttura è rimasta sospesa tra progetti, finanziamenti, cronoprogrammi e rinvii.
Da qui nasce Binario Unico, il nuovo dossier di TTV dedicato alla mobilità ferroviaria tra Umbria e Toscana. Un progetto giornalistico pensato per seguire con continuità lo stato delle infrastrutture, gli sviluppi dei progetti, gli iter amministrativi, il dibattito politico, i cantieri previsti e le ricadute concrete sulle comunità del territorio.
Un progetto multicanale
Il dossier raccoglierà articoli di approfondimento, aggiornamenti, interviste, reportage video, contenuti social, documenti, mappe e infografiche. Di volta in volta verranno ascoltati amministratori, tecnici, esperti, operatori del trasporto, cittadini, residenti, pendolari.
Il primo capitolo del nostro racconto è “La FCU oggi”, una miniserie in otto reel pensata per la fruizione social, che vuole restituire un’istantanea dello stato in cui versa oggi l’infrastruttura. Un percorso visivo, da una fermata all’altra, lungo una linea che da anni non vede passare un treno ma che continua a rappresentare una delle questioni più rilevanti per il futuro della mobilità locale.
Presente e futuro della mobilità su ferro
Il progetto Binario Unico prende il via dalla tratta altotiberina, ma seguirà più in generale le questioni ferroviarie che interessano il territorio umbro-toscano, come il tema complesso ma centrale dello sfondamento ferroviario verso Arezzo e le principali novità legate all’Alta Velocità.
Proprio sul fronte Medioetruria, il dossier interverrà in occasione degli sviluppi più rilevanti dentro un dibattito strategico per il futuro dei collegamenti interregionali. La localizzazione della nuova stazione, il confronto tra le diverse ipotesi e il tema dell’accessibilità alla rete AV riguardano infatti da vicino anche l’Alta Valle del Tevere, le sue imprese, il turismo, i servizi e le possibilità di collegamento con il resto del Paese.
La ferrovia come infrastruttura sociale
La mobilità ferroviaria non è una questione tecnica per pochi addetti ai lavori. Riguarda il modo in cui un territorio si muove, studia, lavora, accede ai servizi e costruisce relazioni tra comunità vicine. Per anni il treno ha collegato Città di Castello, San Giustino, Sansepolcro e i territori limitrofi, favorendo spostamenti quotidiani tra due regioni che, al di là dei confini amministrativi, condividono relazioni sociali, economiche, scolastiche e culturali.
Oggi molti di quei collegamenti si reggono quasi esclusivamente sull’auto privata, sulla E45 e su servizi sostitutivi non sempre adeguati alle esigenze reali di chi deve muoversi ogni giorno. Anche per questo il tema ferroviario è decisivo per la qualità complessiva dei collegamenti dell’area umbro-toscana.
Da qui parte il lavoro di Binario Unico: seguire gli sviluppi, tornare sui luoghi, leggere gli atti, verificare gli annunci, ascoltare le comunità e raccontare con continuità una vicenda che riguarda da vicino il futuro del territorio.





