Riprenderà lunedì 24 agosto, in anticipo rispetto a quanto inizialmente previsto, la circolazione ferroviaria tra le stazioni di Perugia Ponte San Giovanni e Perugia Fontivegge. Ad annunciarlo è l’assessore alle Infrastrutture e Trasporti Francesco De Rebotti, che in una nota trasmessa dalla Regione Umbria fa il punto sui lavori in corso sulla rete e indica come obiettivo il progressivo ritorno alla piena normalità dell’intero servizio ferroviario regionale.
La riattivazione della tratta tra Ponte San Giovanni e Fontivegge arriva dopo il completamento di una fase degli interventi di potenziamento infrastrutturale e tecnologico condotti lungo la linea. Secondo quanto comunicato dalla Regione, da lunedì sarà assicurato circa il 70% dei collegamenti ordinari tra le due stazioni.
Resterà invece ancora sospesa la circolazione ferroviaria tra Perugia e Terontola, interessata a sua volta dai lavori. In questo caso il cantiere dovrebbe concludersi, secondo il cronoprogramma indicato dalla Regione, il prossimo 6 settembre.
“Con la riapertura da lunedì prossimo della tratta Ponte San Giovanni-Fontivegge si chiude una fase importante dei lavori di potenziamento infrastrutturale e tecnologico della linea tra le due stazioni, un nodo strategico per la mobilità ferroviaria regionale”, sottolinea De Rebotti. L’assessore ha ringraziato pendolari e viaggiatori per i disagi affrontati nelle ultime settimane e RFI per il rispetto delle tempistiche, assicurando che la Regione continuerà a seguire anche il cantiere sulla Perugia-Terontola.
L’obiettivo dichiarato guarda però al quadro complessivo: “riportare quanto prima alla piena normalità l’intero servizio ferroviario regionale in Umbria”. Una prospettiva che interessa direttamente anche l’Altotevere, dove resta aperta la partita del ripristino della linea ex Fcu tra Città di Castello e Sansepolcro, con la circolazione ferroviaria sospesa dal settembre 2017.
Proprio lungo la tratta altotiberina, intanto, in questi giorni sono comparsi i primi interventi visibili: tecnici e operai sono al lavoro con operazioni di sfalcio e potatura in diversi punti della tratta. Attività che segnano un primo movimento sul campo lungo una linea rimasta inattiva per quasi nove anni, in attesa degli interventi necessari alla riattivazione del collegamento.





