“È stato un grande smacco per il territorio”. Il tifernate Carlo Reali, ex dipendente FCU e oggi presidente dell’associazione Il Mosaico 2.0, parte da qui per raccontare la chiusura della tratta altotiberina della ex Ferrovia Centrale Umbra, dove l’ultimo treno tra Città di Castello e Sansepolcro è passato il 12 settembre 2017.
Nel primo approfondimento video di Binario Unico, il dossier di TTV sulla mobilità ferroviaria tra Umbria e Toscana, Reali ripercorre il significato di quella sospensione per l’Alta Valle del Tevere, le conseguenze sulla vita quotidiana di studenti e pendolari e le prospettive aperte dalle ultime novità sul ripristino della linea.
Secondo Reali, la perdita del treno ha inciso in modo profondo su un territorio che per anni aveva trovato nella FCU uno dei pochi strumenti realmente agevoli di collegamento con il capoluogo umbro e non solo. “Per tanti studenti – ricorda – era l’unico mezzo per poter andare avanti e indietro in giornata senza affittare un appartamento a Perugia”.
In questi anni l’assenza del treno ha modificato le abitudini di molti cittadini. Studenti, lavoratori e pendolari hanno dovuto organizzarsi in modo diverso, ricorrendo all’auto privata, a mezzi condivisi o ad altre soluzioni. È anche per questo che, secondo Reali, la riattivazione della linea dovrà fare i conti con un dato non secondario: “Quando le ferrovie perdono l’utenza è molto difficile poterla riacquistare in tempi abbastanza brevi”. Da qui uno dei nodi centrali dell’intervista: il ripristino dell’infrastruttura, da solo, non sarà sufficiente se non verrà accompagnato da un servizio pensato davvero per chi deve spostarsi ogni giorno.
Nel corso del confronto, Reali giudica non adeguate le misure sostitutive adottate in questi anni, in particolare le corse in autobus, condizionate da tempi di percorrenza, traffico, lavori stradali e minore attrattività rispetto al treno. Al tempo stesso riconosce le potenzialità della tratta già riaperta tra Città di Castello e Perugia, dove gli interventi sull’infrastruttura potrebbero rendere il collegamento competitivo, con tempi sensibilmente ridotti rispetto al passato.
Il tema torna oggi di attualità con i 55 milioni di euro destinati al ripristino e all’ammodernamento della Città di Castello-Sansepolcro. Per Reali, l’intervento può avere effetti importanti: ridurre il ricorso ai bus lungo la E45, recuperare parte dell’utenza perduta e ricucire anche dal punto di vista culturale due città come Città di Castello e Sansepolcro. Ma la condizione decisiva resta l’offerta commerciale: “Non è possibile – sottolinea – che dalle nove di mattina al mezzogiorno e dieci non ci sia nessun mezzo che vada verso Perugia”.
Da qui la proposta di ragionare sulla tratta come su una possibile “metropolitana di superficie”, con treni veloci negli orari di punta per studenti e lavoratori e fermate più capillari nelle fasce di morbida. “Ora non ci sono scusanti per fare servizi diversi”, afferma Reali, indicando nella qualità dell’offerta il vero banco di prova per la riattivazione.
L’intervista affronta anche il tema dello sfondamento ferroviario verso Arezzo, prospettiva ancora lontana ma ritenuta strategica per l’intero territorio. Reali ricorda come il tratto Città di Castello-Sansepolcro sia stato spesso definito un “ramo secco” proprio perché privo di sbocco verso nord. “Quel sibilo non si sente”, dice richiamando una vecchia promessa elettorale attribuita ad Amintore Fanfani sul treno verso Arezzo.
In attesa di un eventuale collegamento ferroviario, che richiederebbe tempi lunghi e nuovi finanziamenti, Reali richiama anche la proposta del Mosaico di un servizio veloce su gomma tra Città di Castello e la stazione di Arezzo: un collegamento diretto, sul modello “Airlink”, pensato come risposta temporanea per avvicinare l’Alta Valle alla rete ferroviaria nazionale e all’alta velocità.
Il filo dell’intervista resta però uno: la mobilità ferroviaria non può tornare a essere tema pubblico soltanto nei momenti di campagna elettorale. Per Reali, il territorio ha bisogno di collegamenti efficaci sia verso Perugia sia verso Arezzo, e la riattivazione della FCU dovrà essere accompagnata da una visione più ampia, capace di tenere insieme servizio, infrastruttura e prospettive future.
“La FCU oggi”: prosegue il viaggio
Il lavoro di Binario Unico prosegue anche sui canali social con “La FCU oggi”, la minirubrica video di TTV dedicata allo stato attuale della tratta Città di Castello-Sansepolcro. Un viaggio per immagini, fermata dopo fermata, lungo il collegamento altotiberino della ex Ferrovia Centrale Umbra. La serie, disponibile su Facebook, Instagram e YouTube Shorts, è arrivata alla quarta puntata su otto e accompagnerà il pubblico fino al capolinea, mostrando ciò che resta oggi della linea sospesa dal 2017.





