La tratta ferroviaria Città di Castello-Sansepolcro torna al centro del dibattito politico tifernate. Dopo lo sblocco dei 55 milioni di euro destinati all’ammodernamento dell’ultimo tratto della ex FCU, l’amministrazione comunale annuncia l’intenzione di seguire da vicino la vicenda e di chiedere un confronto istituzionale in commissione consiliare con la Regione Umbria e con Umbria TPL e Mobilità.
Il tema è stato affrontato in Consiglio comunale, dove l’assessore ai Trasporti Rodolfo Braccalenti ha risposto a un’interrogazione del capogruppo di Castello Civica, Andrea Lignani Marchesani, che chiedeva aggiornamenti sul ripristino della tratta altotiberina, sospesa da anni e rimasta fuori dalla ripartenza del servizio ferroviario fino a Città di Castello.
“Sapere che i 55 milioni di euro per la sistemazione della tratta ferroviaria Città di Castello-Sansepolcro sono stati sbloccati è un fatto importante”, ha dichiarato Braccalenti in aula. L’assessore ha ricordato che la Regione si è detta pronta a procedere, nei prossimi giorni, con le varie fasi di stipula della convenzione con RFI e con la firma della consegna dei lavori, passaggi necessari per avviare il completamento dell’ammodernamento dell’ultima tratta della ex FCU.
L’obiettivo, nelle parole dell’amministrazione, è restituire all’Alta Valle del Tevere “un’infrastruttura moderna e sicura”. Braccalenti ha richiamato anche le sollecitazioni già arrivate dal sindaco Luca Secondi nei confronti della Regione per il completamento dell’opera. “Come amministrazione comunale seguiremo da vicino la vicenda, chiedendo tempi certi per la riapertura della tratta”, ha aggiunto l’assessore.
Il passaggio più concreto riguarda la richiesta di audizione in commissione consiliare. Braccalenti ha annunciato che il Comune trasmetterà la richiesta all’assessore regionale ai Trasporti Francesco De Rebotti e che, contestualmente, sarà invitato anche l’amministratore unico di Umbria TPL e Mobilità, Giuseppe Giacchetti. L’intenzione è quella di fare il punto non solo sulla rete ferroviaria, ma sullo stato generale del trasporto pubblico locale, “sia su ferro che su gomma”.
La discussione è partita dall’interrogazione di Lignani Marchesani, che ha definito “kafkiana” l’evoluzione del trasporto su ferro a Città di Castello. “Solo 85 anni fa c’era una ferrovia che andava ad Arezzo, a Fossato di Vico”, ha osservato il consigliere sottolineando che oggi, dopo la ripartenza del settembre 2024, Città di Castello dispone di un collegamento definito “ramo secco” verso Perugia-Ponte San Giovanni, con tempi di trasferimento superiori a quelli degli anni Ottanta.
Nel suo intervento, il capogruppo di Castello Civica ha richiamato anche il confronto regionale sui tempi della riattivazione della Città di Castello-Sansepolcro. Da un lato, secondo quanto riferito in aula, l’assessore De Rebotti avrebbe indicato la fine del 2027 come possibile orizzonte per le riattivazioni; dall’altro, l’ex assessore regionale Enrico Melasecche avrebbe prospettato tempi più lunghi, arrivando a indicare il 2030. Al di là delle diverse valutazioni, Lignani Marchesani ha chiesto che il “rimpallo di responsabilità” lasci posto ai cantieri.
La richiesta avanzata dalla minoranza è quella di un’interlocuzione istituzionale forte, eventualmente sostenuta da un mandato consiliare unanime, nei confronti dei livelli regionali e nazionali. Al centro ci sono le prospettive del trasporto ferroviario in Alta Valle del Tevere e, in particolare, la necessità di ottenere informazioni precise sui tempi della riapertura. “Sebbene non soddisfatto della risposta, accolgo la proposta di convocare un’audizione in commissione. Guardare in faccia le persone fa sempre bene e favorisce un’assunzione di responsabilità”, ha concluso nella sua controreplica Lignani Marchesani.





