Lo sblocco, annunciato ieri, dei 55 milioni di euro destinati al ripristino e all’ammodernamento della tratta FCU Città di Castello-Sansepolcro ha suscitato reazioni di segno diverso da parte del gruppo consiliare della Lega nell’Assemblea Legislativa umbra e da parte della Regione Toscana.
A intervenire per il Carroccio sono stati i consiglieri regionali Enrico Melasecche e Donatella Tesei, che contestano la ricostruzione della Giunta regionale. Secondo i due esponenti leghisti, il comunicato diffuso dalla presidente Stefania Proietti e dall’assessore Francesco De Rebotti sarebbe “l’ennesimo esercizio di propaganda costruito per riscrivere la realtà dei fatti”.
Melasecche e Tesei rivendicano il ruolo della precedente amministrazione regionale nell’ottenimento delle risorse e sostengono che la Giunta abbia accumulato ritardi nella firma della convenzione con RFI. I 55 milioni, affermano, sarebbero stati messi al sicuro solo dopo la denuncia pubblica del rischio di perdere il finanziamento.
I due consiglieri annunciano quindi un’istanza di accesso agli atti per acquisire la documentazione relativa ai rapporti tra Regione, RFI, Ministero e Dipartimento per le Politiche di coesione. L’obiettivo, spiegano, è verificare “cosa sia realmente accaduto in questi mesi” e chiarire le ragioni dei ritardi contestati.
Di altro tenore il commento arrivato dalla Toscana. L’assessore regionale ai trasporti e alle infrastrutture Filippo Boni ha definito lo sblocco delle risorse FSC “una notizia importante e molto attesa”, sottolineando il peso dell’opera per la Valtiberina, per i collegamenti con l’Umbria, per il Casentino e per l’intera provincia di Arezzo.
Per Boni, il collegamento ferroviario tra Città di Castello e Sansepolcro “supera i confini amministrativi” e riguarda direttamente il diritto alla mobilità di cittadini, studenti e pendolari. Modernizzare la linea, ha aggiunto l’assessore toscano, è essenziale per la mobilità sostenibile e per l’economia dell’area.





