Trasporti, sanità, ambiente e cultura: sono i quattro assi portanti del nuovo patto tra Toscana e Umbria siglato a Monte Santa Maria Tiberina dai presidenti Eugenio Giani e Stefania Proietti. Un’intesa che consolida il percorso già avviato nei mesi scorsi e che rilancia il progetto politico e territoriale dell’“Italia mediana”.
Nel merito, uno dei temi più urgenti è quello della mobilità ferroviaria. I due presidenti chiedono al Governo l’istituzione di un tavolo urgente sulla stazione dell’Alta Velocità Medioetruria, opera al momento priva di finanziamenti in legge di bilancio. Giani ha ribadito la preferenza della Toscana per l’area di Rigutino, definita più adatta per bacino d’utenza e criticità ambientali rispetto all’ipotesi Creti. Ma la richiesta immediata è il potenziamento degli Intercity con fermate su linea veloce a Orvieto, Arezzo, Camucia e Chiusi. L’accordo prevede anche impegni su altri assi infrastrutturali, come la Perugia–Chiusi e il completamento della E78, compreso lo strategico raddoppio della galleria della Guinza.
Altro punto centrale è la sanità. L’intesa prevede convenzioni tra aziende sanitarie delle due Regioni per ridurre la mobilità passiva e abbattere le liste d’attesa nelle aree di confine. L’Umbria potrà attivare collaborazioni su ricerca e innovazione con i centri toscani, come il Meyer, mentre l’ospedale San Donato di Arezzo avrà un ruolo strategico anche per i pazienti umbri, così come i presidi di Sansepolcro e Città di Castello potranno essere di aiuto per gli abitanti di entrambi i versanti.
Sul fronte ambientale, è stato confermato l’accordo strutturale per garantire l’afflusso di acqua dall’invaso di Montedoglio verso il lago Trasimeno, mentre la cultura vede al centro le celebrazioni per l’ottavo centenario della morte di San Francesco, in programma nel 2026. La promozione congiunta dei territori legati alla figura del santo, da La Verna a Chiusi della Verna, passando per i sentieri francescani fino alla Francigena, rappresenta uno degli assi più identitari del patto.
Il luogo scelto per la firma, Monte Santa Maria Tiberina, è stato definito simbolico per la sua storia a cavallo delle due regioni, visto che solo nel 1927 ha abbandonato la provincia di Arezzo per approdare a quella di Perugia.





