La situazione dei servizi sanitari nel territorio di Umbertide è tornata al centro del confronto politico e istituzionale in Regione Umbria, nel corso dell’Assemblea legislativa che ha discusso due interrogazioni distinte ma legate da un filo comune: la tenuta dell’assistenza sanitaria locale e il ruolo dei presìdi di prossimità nelle aree interne.
I temi affrontati hanno riguardato, da un lato, la carenza di personale sanitario presso l’ospedale cittadino e, dall’altro, la chiusura dell’ambulatorio di medicina generale nella frazione di Pierantonio. A rispondere è stata la presidente della Giunta regionale Stefania Proietti, titolare della delega alla sanità.
Pronto soccorso: gli aggiornamenti della Regione
Rispondendo all’interrogazione presentata dal consigliere Nilo Arcudi (Tesei Presidente-Umbria Civica), Proietti ha riferito le valutazioni della direzione sanitaria della USL Umbria 1: “La copertura dei turni H24 è garantita – ha spiegato la presidente – ed è stata assicurata anche nel periodo estivo grazie al supporto di personale medico proveniente da Città di Castello”.
Proietti ha ricordato l’autorizzazione di un monte ore aggiuntivo per i medici nel mese di agosto, l’inserimento di due medici di medicina generale nel servizio 118 a partire da settembre e il ripristino dell’organico infermieristico a seguito di un pensionamento. “Ulteriori assegnazioni – ha aggiunto – saranno effettuate non appena disponibile la graduatoria regionale degli infermieri”.
Sul fronte strutturale, la presidente ha infine chiarito che i lavori di consolidamento antisismico avviati lo scorso giugno “non hanno comportato decrementi di attività”, con servizi ricollocati in altre aree dell’ospedale “nel rispetto della continuità assistenziale”.
La replica di Arcudi: “Numeri che meritano attenzione”
Di segno diverso la lettura proposta da Arcudi nella replica, che ha riconosciuto il superamento delle criticità registrate nei mesi scorsi al servizio di radiologia, ma ha invitato a non abbassare la guardia sul pronto soccorso. “La dotazione infermieristica di Umbertide è di 13 operatori – ha sottolineato – ed è nettamente inferiore rispetto ad altri ospedali con un numero di prestazioni simile”.
Un dato che, secondo il consigliere, si riflette direttamente sul carico di lavoro: “Qui la media è di 518 prestazioni per operatore, mentre in strutture analoghe si scende a 319, 311 o addirittura 287”. Arcudi ha inoltre segnalato alcune criticità emerse nelle ultime settimane in relazione all’auto medica: “In alcune occasioni non era presente a Umbertide ma a Città di Castello. È un aspetto che va monitorato”.
Ambulatorio di Pierantonio: le cause della chiusura
Il secondo tema affrontato in Aula ha riguardato la chiusura dell’ambulatorio di medicina generale a Pierantonio. Nel rispondere all’interrogazione esposta dalla consigliera Laura Pernazza, prima firmataria dell’atto presentato assieme ad Andrea Romizi per Forza Italia, Proietti ha chiarito che “non si tratta di una scelta programmatoria regionale, né di una riduzione dei servizi sanitari territoriali”, ma di una decisione autonoma del medico titolare.
“La normativa vigente – ha ricordato – non obbliga il medico di medicina generale a mantenere aperti due ambulatori”. La presidente ha tuttavia riconosciuto l’impatto della chiusura su una comunità di circa 500 assistiti, inserita in un territorio già fragile anche a seguito del sisma del 2023. “Per questo – ha spiegato – non ci siamo limitati a una presa d’atto formale”.
Le misure attivate e il cronoprogramma
Nel dettaglio, Proietti ha illustrato le azioni già avviate: “Sono state garantite le visite domiciliari ai pazienti fragili, l’utilizzo della prescrizione elettronica e il potenziamento del monte ore per i prelievi ematici”.
Parallelamente è stato avviato un confronto con il Comune di Umbertide per individuare una sede idonea alla riapertura dell’ambulatorio nella frazione. “Stiamo valutando – ha precisato – la collocazione all’interno del centro di vita associativa di Pierantonio. Se non risultasse idonea, individueremo soluzioni alternative”.
Il cronoprogramma indicato dalla Regione prevede, dopo le verifiche tecniche e gli eventuali adeguamenti strutturali, “il ripristino completo del servizio entro la primavera del 2026”.
Le osservazioni della minoranza
Nella replica, la consigliera Pernazza ha ringraziato per l’attenzione riservata alla vicenda, ma ha richiamato una riflessione più ampia sul ruolo della medicina di base. “Il medico di medicina generale è la prima interfaccia per i cittadini – ha affermato – soprattutto nelle aree interne, colpite dallo spopolamento e con una popolazione molto anziana”. Pernazza ha sottolineato come strumenti digitali e prescrizioni online “non siano sempre accessibili per tutti” e ha auspicato che il tema trovi spazio nel prossimo Piano socio-sanitario regionale. “Verificheremo – ha concluso – che gli impegni annunciati vengano puntualmente realizzati”.





