Sisma 2023, verso la ricostruzione: a maggio il primo cantiere e 470 milioni per il territorio

A Sant’Orfeto, nel terzo anniversario del terremoto, istituzioni e comunità fanno il punto: nuove scadenze per i cittadini e strumenti operativi per avviare gli interventi

Tre anni dopo il terremoto del 9 marzo 2023, il territorio colpito dal sisma comincia a intravedere i primi passaggi concreti verso la ricostruzione. La novità più significativa emersa dalla giornata commemorativa organizzata ieri al CVA di Sant’Orfeto, nel territorio comunale di Perugia, è l’avvio imminente dei primi cantieri: a maggio partirà infatti l’intervento di ristrutturazione della chiesa di San Paterniano a Pierantonio, primo segnale tangibile di un percorso che finora è stato soprattutto amministrativo e preparatorio.

L’anniversario del sisma – che nel 2023 aveva colpito in modo significativo le comunità di Pierantonio, Pian d’Assino, Montecorona e Sant’Orfeto, tra i comuni di Umbertide, Perugia e Gubbio – è stato l’occasione per un momento di memoria ma anche di aggiornamento sullo stato della ricostruzione.

Alla cerimonia hanno partecipato numerose autorità civili, militari e religiose, oltre a cittadini e rappresentanti delle associazioni che in questi anni hanno accompagnato il territorio nella fase più difficile dell’emergenza. Al tavolo degli interventi si sono alternati i rappresentanti dei tre comuni coinvolti – la vicesindaca di Umbertide con delega alla ricostruzione Annalisa Mierla, la sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi e il sindaco di Gubbio Vittorio Fiorucci – insieme al presidente del “Comitato Rinascita 9 Marzo” Paolo Arcelli.

Nel corso dell’incontro sono intervenuti anche la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, il sottosegretario di Stato Emanuele Prisco, il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli e l’arcivescovo di Perugia Ivan Maffeis, alla presenza di numerosi rappresentanti delle istituzioni e delle forze dell’ordine.

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L’incontro al CVA di Sant’Orfeto

I primi strumenti operativi per la ricostruzione

Il passaggio più rilevante emerso dal confronto riguarda il quadro normativo e finanziario che ora consente di passare dalla fase emergenziale a quella della ricostruzione vera e propria.

“Tre anni fa eravamo impegnati a fare i conti con i danni causati dal sisma; oggi possiamo finalmente guardare avanti e iniziare a parlare concretamente di cantieri”, ha spiegato Mierla, che ha ricordato i due strumenti chiave che rendono possibile l’avvio degli interventi: da una parte le risorse inserite nella legge finanziaria 2026-2028, dall’altra l’ordinanza del commissario straordinario Castelli, che stabilisce tempi e regole tecniche per l’avvio dei lavori.

Proprio il commissario ha confermato che il percorso amministrativo è ormai pronto a entrare nella fase operativa. “La piattaforma per la presentazione dei progetti è pronta e sul fronte dell’edilizia di culto sono arrivati i primi finanziamenti”, ha spiegato, invitando però a mantenere un approccio prudente pur guardando con fiducia al percorso che si apre.

Uno degli elementi più rilevanti riguarda lo stanziamento delle risorse: quasi 470 milioni di euro destinati alla ricostruzione pubblica e privata nelle aree colpite dal sisma, fondi inseriti nella legge di bilancio nazionale.

Le scadenze per cittadini e tecnici

Durante l’incontro sono state ricordate anche le principali scadenze operative che riguardano i cittadini e i tecnici coinvolti nei procedimenti di ricostruzione.

Entro il 30 marzo sarà possibile chiedere il riesame delle pratiche di valutazione del danno qualora i proprietari ritengano che la classificazione sismica dell’edificio sia stata sottostimata. Entro il 30 giugno dovrà invece essere indicato formalmente il tecnico incaricato della redazione del progetto di ricostruzione.

La fase progettuale dovrà poi essere completata entro la fine dell’anno, dopodiché gli uffici competenti provvederanno a decretare le risorse secondo un meccanismo analogo a quello utilizzato per la ricostruzione del sisma del 2016.

L’Ufficio Speciale Ricostruzione Umbria organizzerà inoltre corsi di aggiornamento dedicati ai professionisti per approfondire le procedure tecniche e amministrative, mentre per gli edifici di culto sarà applicato lo stesso iter previsto per la ricostruzione pubblica.

Il primo cantiere: la chiesa di San Paterniano

Il primo intervento concreto riguarda proprio il patrimonio religioso del territorio. L’arcivescovo Maffeis ha infatti annunciato l’avvio dei lavori per la chiesa di San Paterniano a Pierantonio, il cui cantiere partirà a maggio.

Un segnale importante non solo dal punto di vista architettonico ma anche per il valore identitario che i luoghi di culto rivestono nelle comunità locali.

L’obiettivo: una ricostruzione rapida

Nel suo intervento il sottosegretario di Stato Emanuele Prisco ha ribadito l’attenzione del Governo verso il territorio colpito dal sisma. L’obiettivo dichiarato è quello di costruire “un modello di ricostruzione semplice e veloce”, in grado di garantire tempi certi e procedure più snelle rispetto alle esperienze del passato.

La giornata di Sant’Orfeto ha avuto però anche un forte valore simbolico. Oltre agli interventi istituzionali, la commemorazione ha richiamato numerosi cittadini e rappresentanti delle associazioni che nel 2023 avevano dato vita a una rete spontanea di solidarietà. Una presenza che ha ricordato come, accanto agli strumenti normativi e finanziari, la ricostruzione resti anche un percorso umano e comunitario.

In chiusura il presidente del “Comitato Rinascita 9 Marzo”, Paolo Arcelli, ha posto l’attenzione su un altro aspetto cruciale: il rilancio economico delle aree colpite. L’auspicio è che alla ricostruzione fisica degli edifici possano affiancarsi misure fiscali e strumenti di sostegno economico per favorire la ripartenza delle attività produttive e della vita sociale.

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