Gli ultimi sviluppi sulla vicenda dell’assistenza sanitaria di base a Pierantonio arrivano direttamente dall’amministrazione comunale di Umbertide, che nelle scorse ore ha diffuso un ampio comunicato stampa per fare chiarezza sulla cessazione dell’attività del medico di medicina generale nella frazione e sulle prospettive future.
Un chiarimento ritenuto necessario dopo le preoccupazioni emerse nel territorio e alla luce di un nuovo incontro svoltosi in Comune, al quale hanno preso parte amministratori, rappresentanti delle associazioni e dei comitati locali.
La fine dell’ambulatorio e le cause
Nel documento, l’Amministrazione ribadisce innanzitutto che la cessazione dell’attività del medico di base è legata a “una libera scelta professionale del medico stesso” e non a problemi strutturali o logistici. Un passaggio su cui il Comune insiste per sgombrare il campo da equivoci: “La disponibilità di locali idonei non rappresenta un ostacolo all’attivazione di un nuovo medico”, si legge nella nota, ricordando come nel territorio sia presente un ambulatorio già destinato a tale funzione.
Per questo motivo, viene chiarito, “la questione degli spazi, pur affrontata e discussa, non rappresenta l’elemento dirimente per la soluzione del problema”.
Il CVA resta uno spazio della comunità
Un altro punto centrale del comunicato riguarda il futuro del CVA – Centro di Vita Associativa, che negli ultimi mesi era finito al centro del dibattito. La posizione dell’Amministrazione è netta e condivisa con le associazioni del territorio: “Il CVA è riconosciuto dalla comunità di Pierantonio come uno spazio pubblico fondamentale, destinato alla vita sociale, culturale e comunitaria della frazione”.
Un ruolo diventato ancora più cruciale dopo gli eventi sismici del 9 marzo 2023, che hanno privato la frazione di altri luoghi di aggregazione, rendendo il CVA “l’unico spazio dedicato alle attività associative e ricreative della comunità”.
L’eventuale riconversione del Centro, sottolinea il Comune, “non risolverebbe comunque la criticità principale, che resta la carenza di medici di medicina generale”.
“Il nodo vero è la mancanza di un medico”
È questo, secondo quanto emerge dal confronto e dalla nota dell’amministrazione, il punto centrale della vicenda. “Il problema non è la mancanza di spazi, bensì la mancanza di un medico”, viene evidenziato in modo esplicito, chiarendo che la comunità non chiede soluzioni temporanee o improprie, ma risposte strutturali sul fronte della disponibilità di professionisti sanitari.
In questo senso viene richiamata anche la raccolta firme promossa nelle ultime settimane, che ha coinvolto cittadini di Pierantonio e dei territori limitrofi, a dimostrazione di “quanto l’assistenza sanitaria di base sia necessaria e prioritaria per tutta la comunità”.
Prelievi garantiti a domicilio
Nel comunicato si dà conto anche dell’esito delle interlocuzioni con la USL: dopo la chiusura dell’ambulatorio, è stato confermato il mantenimento del servizio di prelievi e analisi del sangue, che verrà ora garantito a domicilio per i residenti del Comune di Umbertide, con particolare attenzione alle fasce più fragili. Un risultato definito “importante” dall’Amministrazione, pur nella consapevolezza che non può sostituire la presenza stabile di un medico di base nella frazione.
Il confronto con USL e Regione
L’amministrazione comunale conclude annunciando che proseguirà l’interlocuzione con USL e Regione, portando nelle sedi competenti le esigenze emerse dal territorio. L’obiettivo dichiarato resta quello di arrivare a “soluzioni concrete e strutturali in grado di garantire un’adeguata assistenza sanitaria” a una frazione che sta affrontando “un percorso complesso e delicato”.





