In questi primi giorni dell’anno, a Umbertide, tiene banco la questione della chiusura dell’ambulatorio del medico di medicina generale nella frazione di Pierantonio. Una vicenda che intreccia sanità territoriale, ricostruzione post-sisma e istituzioni, e che nel giro di poche ore è diventata oggetto di dibattito politico.
A sollevare la questione è una nota diffusa mercoledì 7 gennaio dal Partito Democratico di Umbertide, all’opposizione, nella quale si annuncia la presentazione di un’interrogazione urgente al sindaco. Nel comunicato il Pd parla di una “grave perdita per la comunità locale”, sottolinea le difficoltà per la popolazione anziana e chiede all’amministrazione comunale di intervenire per evitare la scomparsa di un servizio essenziale, arrivando a suggerire soluzioni alternative come l’uso di spazi pubblici o strutture prefabbricate.
Questa mattina è arrivata la presa di posizione del Comune di Umbertide. Nel comunicato, l’amministrazione chiarisce innanzitutto che la decisione del medico non è improvvisa. “Il Comune era a conoscenza della volontà del medico di interrompere il servizio nella frazione già dall’autunno scorso” e proprio per questo “ha promosso un incontro istituzionale alla presenza del sindaco, del vicesindaco, del medico interessato e della direzione sanitaria del distretto dell’Asl”.
È in quell’incontro che, spiega il Comune, viene ribadito un nodo centrale della vicenda: “il medico di medicina generale è un libero professionista convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale e, secondo la normativa vigente, non può essere obbligato né dal Comune né dall’ASL a mantenere uno studio in una specifica sede”. Un vincolo che, sottolinea l’amministrazione, può essere superato solo richiamando una responsabilità “di tipo etico e professionale”, ma non imposto per via amministrativa.
Nonostante questi limiti, il Comune rivendica di aver tentato di contenere le conseguenze della decisione. Nel testo si legge che l’amministrazione “si è attivata per mantenere il servizio il più a lungo possibile, riuscendo a ottenere una proroga dell’attività fino al 31 dicembre 2025”, grazie alla disponibilità del proprietario dell’immobile e a un accordo temporaneo tra le parti.
Parallelamente, vengono esplorate soluzioni alternative. Il Comune spiega di aver valutato anche “ipotesi di utilizzo di spazi comunali”, che però non risultano praticabili “a causa della grave carenza di locali disponibili nella frazione”, una situazione ulteriormente aggravata “dalle conseguenze del sisma del 9 marzo 2023 e dalla delocalizzazione temporanea di due edifici scolastici”.
Sul piano sanitario, la nota richiama poi un problema più ampio e strutturale: la Direzione sanitaria conferma infatti “l’oggettiva carenza di medici di medicina generale, che rende al momento impossibile l’assegnazione di un nuovo professionista a Pierantonio”.
Pur ricostruendo i limiti di intervento dell’ente locale, il giudizio politico dell’amministrazione è netto. La perdita del servizio di medicina generale viene definita “un fatto grave e inaccettabile, tanto più in una comunità che sta affrontando un complesso percorso di ricostruzione dopo il sisma”. Per questo, conclude il Comune, “continuerà a mantenere un dialogo costante con la ASL per individuare ogni possibile soluzione futura”, invitando però a evitare “semplificazioni che rischiano solo di alimentare inutili tensioni nella comunità”.





