Centro culturale islamico di Umbertide, il comune: “Non può essere destinato al culto”

L’amministrazione comunale interviene dopo la richiesta di patrocinio per l’inaugurazione della struttura, ribadendo l’incompatibilità urbanistica con la destinazione d’uso di moschea

Dettaglio della facciata del comune di Umbertide

L’amministrazione comunale di Umbertide è intervenuta con una nota sul nuovo Centro culturale islamico di Umbertide, dopo aver ricevuto il 27 aprile dall’associazione islamica cittadina un invito e una richiesta di patrocinio per l’inaugurazione della struttura.

Secondo quanto riferito dal Comune, nella documentazione inviata dall’associazione si farebbe riferimento sia a un “luogo di culto” sia alla “nuova Moschea il Misericordioso”, definizioni che, secondo gli uffici comunali, sarebbero in contrasto con la compatibilità urbanistica e con la destinazione d’uso autorizzata per l’immobile.

L’amministrazione ricorda che già il 6 febbraio il responsabile dell’Ufficio urbanistico aveva comunicato all’associazione che “l’immobile in costruzione non è destinato e non può essere destinato al culto”, spiegando che al momento della presentazione della segnalazione certificata di agibilità sarebbe stato effettuato un sopralluogo per verificare la conformità delle opere rispetto al permesso di costruire.

Dopo la richiesta di patrocinio, il responsabile dell’Ufficio urbanistico è tornato sulla questione con una nuova nota inviata il giorno successivo, nella quale si legge che l’immobile “non è destinato né può essere destinato al culto e che pertanto non può essere considerato una moschea”. Nella comunicazione si sottolinea inoltre che la destinazione d’uso come luogo di culto “non è compatibile dal punto di vista urbanistico con l’area dell’intervento” e che un eventuale utilizzo difforme costituirebbe un illecito urbanistico.

Nella stessa nota viene evidenziato anche che, al momento, non risulta ancora presentata la certificazione di fine lavori e che l’immobile risulterebbe quindi non ultimato.

“Il rispetto della libertà di culto, che è un diritto umano fondamentale, sancito dalla nostra Costituzione, deve però svolgersi da un punto di vista collettivo nel rispetto delle norme urbanistiche e delle corrette destinazioni d’uso”, conclude l’amministrazione comunale.

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