La conferenza stampa di fine anno della Regione Umbria, svoltasi lo scorso 22 dicembre a Palazzo Donini, è stata l’occasione per fare il punto sul primo anno di mandato della giunta guidata da Stefania Proietti. Un bilancio che la presidente ha voluto impostare più sul metodo di lavoro che sull’elenco dei singoli provvedimenti, rivendicando una linea di governo fondata su pianificazione, partecipazione e visione di medio-lungo periodo.
A introdurre la conferenza è stata un’immagine simbolica: la vittoria mondiale della Sir Sicoma Monini Perugia, con il nome “Umbria” sulla maglia. Un riferimento utilizzato per evocare una regione che, secondo la presidente, sta recuperando consapevolezza delle proprie potenzialità. In questo quadro, Proietti ha sottolineato il ruolo dell’apparato amministrativo regionale, ringraziando le oltre 15.600 persone impiegate nella macchina pubblica, tra uffici e aziende sanitarie, come elemento essenziale per l’attuazione delle politiche.
Uno dei capitoli centrali del bilancio riguarda la sanità, con la stesura del nuovo Piano socio-sanitario regionale, il primo dopo quello del 2009. Un documento ancora in fase di completamento, ma che la giunta rivendica come già operativo nei suoi principi fondamentali. Al centro c’è l’idea della presa in carico complessiva della persona, attraverso reti regionali e nuovi strumenti organizzativi come il Punto unico di accesso e il Polo di orientamento oncologico.
Sul fronte delle liste d’attesa, la presidente ha rivendicato l’azzeramento delle urgenze più gravi e l’avvio di un sistema di monitoraggio permanente, sottolineando che i risultati ottenuti sono stati raggiunti facendo leva esclusivamente sulla sanità pubblica, senza ricorrere all’acquisto massiccio di prestazioni esterne. In parallelo, prosegue l’attuazione dei progetti finanziati dal PNRR, in particolare per le Case di comunità e la digitalizzazione, con un avanzamento che ha già ottenuto riconoscimenti dal Ministero della Salute.
Accanto alla sanità, la presidente ha dedicato spazio alle politiche sociali, in particolare al piano regionale per la disabilità. La Regione ha raddoppiato le risorse disponibili, ripristinato l’Osservatorio regionale e avviato una governance unitaria per l’attuazione del progetto di vita, anticipando alcuni passaggi previsti dalla normativa nazionale. Un’impostazione che punta a superare interventi frammentati, mettendo al centro l’autonomia e l’inclusione.
Sul piano dello sviluppo economico, il bilancio richiama alcuni snodi strategici: l’accordo di programma per Acciai Speciali Terni, l’ingresso dell’Umbria nella Zona Economica Speciale e la revisione dell’Accordo di Coesione FSC, destinato a finanziare infrastrutture e interventi di rigenerazione urbana. A questi si aggiungono le risorse statali per il Giubileo, che secondo la Regione hanno contribuito a sostenere un incremento significativo dei flussi turistici nel 2025, anche in vista delle celebrazioni del 2026.
Ampio spazio è stato riservato anche alla ricostruzione post-sismica. L’inclusione del sisma di Umbertide del 2023 nel cratere e i dati sulle pratiche avviate dal 2016 delineano un quadro in cui la fase emergenziale lascia progressivamente spazio a quella strutturale, con l’apertura di cantieri pubblici e privati e la messa in sicurezza della copertura finanziaria dopo la fine del Superbonus.
Nel bilancio rientrano anche gli investimenti sulla protezione civile, con un rafforzamento del sistema regionale e del volontariato, e il rilancio del ruolo internazionale dell’Umbria, sia sul piano diplomatico sia all’interno delle istituzioni europee, in particolare nel Comitato delle Regioni.
In chiusura, Proietti ha indicato le direttrici per il futuro: l’approvazione definitiva del Piano socio-sanitario, l’avvio del Patto per il futuro dell’Umbria con un maggiore protagonismo delle giovani generazioni e una stagione di riforme orientate a rendere più funzionali le strutture regionali.





