Il Museo statale di Palazzo Taglieschi ad Anghiari ha un nuovo direttore. Si tratta del professor Marco Musmeci, funzionario del Ministero della Cultura, che ha preso servizio a fine febbraio come direttore dello storico museo anghiarese.
Nato a Rimini, Musmeci si è laureato in Architettura all’Università degli Studi di Firenze ed è in servizio al Ministero della Cultura dal 2011. Arriva ad Anghiari dalla Soprintendenza di Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, dove ricopriva l’incarico di funzionario tecnico specialista per la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale.
Durante l’esperienza alla Soprintendenza, Musmeci ha assunto diversi incarichi di responsabilità, tra cui quello di responsabile di zona per la tutela dei monumenti e del paesaggio nelle aree della Valle del Savio (con particolare interesse per il territorio dei Comuni di Verghereto, Bagno di Romagna, Sarsina), della Valle del Rubicone e della Bassa Romagna. Ha, inoltre, diretto l’area funzionale del patrimonio demoetnoantropologico e immateriale e il settore dei beni storico-artistici per l’intero territorio romagnolo.
Tra il 2021 e il 2024, presso la Direzione regionale Musei nazionali del Lazio, è stato direttore del Museo Archeologico Nazionale e dell’Area Archeologica di Casinum a Cassino e del Comprensorio archeologico – oggi Parco archeologico – di Minturnae, insieme all’Antiquarium minturnese e al Ponte Real Ferdinando a Minturno, tanto da guadagnarsi nella zona il soprannome di “Sindaco di Minturnae”. Un’esperienza durante la quale ha contribuito attivamente al percorso che ha portato al riconoscimento del sito come Patrimonio Mondiale UNESCO.
Alla carriera tecnica Musmeci affianca anche attività accademica e amministrativa: è docente a contratto all’Università degli Studi della Repubblica di San Marino nel corso di laurea in Ingegneria Civile, dove insegna “Recupero e conservazione degli edifici” e “Composizione architettonica e urbana”. È stato, inoltre, vicesindaco e assessore alla Cultura, Turismo e Comunicazione del Comune di Montegridolfo, in provincia di Rimini. “La comunicazione mi perseguita – afferma scherzando il neo direttore –. In Soprintendenza sono stato anche responsabile della Comunicazione istituzionale, si tratta di un’attività difficilissima ma estremamente necessaria per raccontare, con autorevolezza ma in forma divulgativa, il lavoro della cultura”.
Tra le sale del Palazzo Taglieschi, Musmeci mostra tutta la sua passione per la realtà locale e il grande entusiasmo per le sfide del futuro, che cominciano proprio dalla valorizzazione della sua idea originaria del museo: “Palazzo Taglieschi nasce come Museo delle Arti e delle Tradizioni Popolari dell’Alta Valle del Tevere e questa è la sua missione – afferma il direttore Musmeci –. L’idea è quella di restituire il museo al suo territorio e alla sua Comunità di riferimento, un territorio e una Comunità che nascono dalle sorgenti del Tevere, oggi in Emilia-Romagna, e che, per quanto riguarda la vallata, arriva fino a Città di Castello”.
Sul suo trasferimento ad Anghiari, Musmeci non nasconde la propria soddisfazione: “Ho voluto fortemente essere qui”.








Un museo con pochi visitatori è come una casa vuota. Per far vivere Palazzo Taglieschi, la sua storia e i suoi beni culturali, serve tornare al rapporto con la Comunità anghiarese: “Mi piacerebbe molto che il museo fosse vissuto attraverso il dialogo tra le persone e le opere. Parliamo chiaramente di Medioevo e Rinascimento, che in questi luoghi sono periodi centrali e ancora palpabili, ma la Valtiberina possiede anche una storia molto più antica, che a ritroso passa dalla Romanitas e arriva fino alla Preistoria».
L’archeologia è un altro dei grandi obiettivi che potrebbero costituire un punto di valorizzazione per il museo statale di Piazza Mameli: “È importante affrontare la tematica dell’archeologia – spiega Musmeci – perché rappresenta un elemento caratteristico dell’identità di questi luoghi. Pensiamo ai versanti della valle del Tevere, dove da una parte c’era la regio Etruria e dall’altra la regio Umbria: un dialogo storico poco rappresentato al pubblico e che il Museo Taglieschi può raccontare”.
Un racconto tra storia e arte attraverso i secoli. Tra le novità recenti, introdotte , nelle sale di Palazzo Taglieschi, è presente anche una sezione permanente dedicata al pittore anghiarese Fausto Vagnetti, artista poco conosciuto dal grande pubblico ma del quale figura una targa presso la casa natale in Corso Matteotti. “È stata una scoperta anche per me – racconta Musmeci –. Vagnetti è stato un brillante ritrattista (un esempio noto è quello del primo ministro Giovanni Giolitti n.d.r.) e autore di paesaggi. Quest’anno, il 24 marzo prossimo, ricorrerà il 150° anniversario della sua nascita e insieme al Comune organizzeremo una visita guidata per le scuole. Sarà anche un’occasione per riportare gli studenti a vivere le sale del palazzo”.
Musmeci coglie l’occasione per dedicare anche un ricordo all’amica, collega e predecessora Paola Refice, già direttrice del Museo Taglieschi e presidente della Fondazione Piero della Francesca, scomparsa proprio in concomitanza con la nomina del nuovo direttore lo scorso 26 febbraio: “L’iniziativa culturale che deve essere affrontata prima di tutte le altre, è il riconoscimento verso Paola Refice, una collega che è venuta a mancare da poco e alla quale si deve il rilancio di questa istituzione nei primi anni Duemila. Vorrei creare un momento di incontro tra le persone per poterla ricordare, anche attraverso un documentario che abbiamo realizzato assieme. Ecco, forse questo è proprio il primo passo di restituzione del museo verso la Comunità”. Oltre a Refice, il museo è stato diretto anche da altre due importanti esperte, quali Luisa Caporossi e, più di recente, Rossella Sileno.
Il 2025, per Anghiari, è stato più volte definito “l’anno dei musei”: con l’apertura del Museo Pietro Annigoni e del Podere Maraville, le strutture con esposizioni permanenti nel piccolo Comune toscano sono ben sei, con un patrimonio culturale di immenso valore da custodire ma, soprattutto, organizzare.
Lo sguardo del nuovo direttore Musmeci, esperto nella valorizzazione del territorio e già mediatore tra realtà della cultura e enti amministrativi, è rivolto anche alla costruzione di una rete tra le realtà museali del territorio: “Creare un sistema di musei è uno degli obiettivi per i quali sono stato incaricato. È anche la direzione indicata dal Ministero della Cultura attraverso il Sistema Museale Nazionale”. Un progetto che potrebbe rafforzare il ruolo culturale di Anghiari, rendendola una meta di turismo, ricerca e investimenti per tutto il pubblico di appassionati e studiosi. “Costruire un polo museale per Anghiari è davvero possibile”.
Lo scorso 6 settembre, il Museo delle Arti e delle Tradizioni Popolari dell’Alta Valle del Tevere ha compiuto 50 anni. Quel giorno del ‘75 vide la presenza di tutte le autorità locali e dell’allora ministro per i Beni Culturali e Ambientali Giovanni Spadolini, a coronamento di un progetto fortemente voluto dallo storico proposto di Anghiari Don Nilo Conti, scomparso due anni prima. L’anno del 50° sarà costellato di grandi novità: “È una ricorrenza importante – conclude Musmeci – che deve essere celebrata non come un gesto autoreferenziale, ma come un momento di dialogo con le altre istituzioni culturali e la Comunità”.





