“Annigoni non è soltanto il più grande pittore di questo secolo, ma è anche in grado di competere alla pari con i più grandi pittori di tutti i secoli”. Questa frase, del critico e storico dell’arte Bernard Berenson, forse riesce a restituire il valore dell’artista Pietro Annigoni, e di conseguenza la grandezza di quanto accaduto ad Anghiari.
Sabato 13 dicembre si è svolta l’attesa inaugurazione del Museo Pietro Annigoni in via Nova 38, ospitato nella suggestiva cornice di Villa Gennaioli, uno dei momenti culturali più significativi degli ultimi anni per la Valtiberina e la Regione Toscana. Un progetto ambizioso e di ampio respiro, promosso e realizzato dalla Banca di Credito Cooperativo di Anghiari e Stia, che giunge finalmente a compimento dopo un intero anno di intensi lavori di adattamento, modifica e ristrutturazione dell’edificio. La nascita del museo dedicato al “Pittore del Vero” è frutto dell’opera di due donne: Rossella Segreto, seconda moglie del grande artista scomparso nel 1988, che attraverso un lascito testamentario ha donato la collezione alla banca; e la signora Carla Masetti Gennaioli, ultima proprietaria della villa in cui i capolavori hanno trovato dimora.
A 37 anni dalla morte di Pietro Annigoni, uno dei più grandi protagonisti della storia dell’arte italiana del Novecento, Anghiari diventa la sede di un museo stabile dedicato al Maestro del Realismo italiano, conosciuto in tutto il mondo come “il pittore delle regine”. Un appellativo nato dai celebri ritratti di sovrani e capi di Stato che hanno segnato un’epoca, primo fra tutti quello della regina Elisabetta II d’Inghilterra, realizzato nel 1955 e divenuto iconico a livello internazionale – al punto da essere stampato come effige anche sulle banconote di alcuni Paesi dell’allora Commonwealth.
La fama di Annigoni, indiscussa e popolare alla metà del secolo scorso, coincideva con un generale disinteresse e sottovalutazione della critica. Tuttavia, Giorgio De Chirico, altro grande maestro dell’arte del Novecento, espresse rare e sincere parole di lode per il collega:
“Contrariamente a molti suoi colleghi, Annigoni è un gran lavoratore e possiede un mestiere di cui la maggior parte dei pittori d’oggi, non parlo solo degli italiani, ma anche degli stranieri, non hanno più la pallida idea. Pietro Annigoni lavora seriamente e va diritto per la sua strada senza badare alle chiacchiere, agli snobismi, agli intellettualismi e alle scemenze di questa nostra triste epoca e anche senza badare ai livori che la sua opera fa sorgere. Egli è anche un forte disegnatore e acquafortista di prim’ordine”.







Il Museo Pietro Annigoni ospita attualmente circa 160 opere esposte, ma il patrimonio complessivo del lascito è straordinariamente più ampio e comprende più di mille pezzi: dipinti, affreschi, sculture, oltre 500 sanguigne, 700 disegni, oggetti personali, strumenti di lavoro e materiali d’archivio. Tra questi spiccano il cavalletto utilizzato dall’artista, libri, premi, diari autografi inediti e soprattutto l’ultimo quadro a cui lavorò il Maestro durante la sua vita. Tutti questi oggetti rappresentano una fonte preziosissima per la comprensione della vita, del pensiero e del percorso creativo di Annigoni, che non trova eguali nel mondo.
I diari di Pietro Annigoni, ad esempio, raccontano viaggi, incontri, riflessioni artistiche e umane, accompagnati spesso da schizzi e disegni realizzati durante gli spostamenti. Documenti che restituiscono il ritratto di un artista profondamente legato al concetto di “vero”, come amava ripetere ai suoi allievi.
“È solo un inizio – ha dichiarato il presidente della Banca di Anghiari e Stia, Paolo Sestini –. Oggi possiamo esporre opere di importanza non solo nazionale, ma di assoluta eccellenza a livello mondiale. Il nostro compito sarà quello di curarle nel miglior modo possibile e renderle fruibili alla comunità, agli studiosi e a tutti coloro che vorranno visitare il museo”. Le opere saranno visitabili già nei prossimi giorni su appuntamento, con l’obiettivo di ampliare progressivamente l’accessibilità e di rinnovare nel tempo il percorso espositivo.
Il direttore generale della Banca, Fabio Pecorari, ha ripercorso le tappe che hanno portato questo eccezionale patrimonio ad Anghiari, sottolineando la volontà del Maestro e della moglie Rossella di mantenere unito il corpus delle opere. “Annigoni non si è mai voluto separare dal suo lavoro – ha spiegato – e desiderava che fosse affidato a qualcuno che se ne prendesse cura. La signora Rossella non voleva che le opere rimanessero a Firenze. Per una serie di coincidenze fortunate e di rapporti costruiti nel tempo, ha indicato la Banca di Anghiari e Stia come destinataria del lascito testamentario”.
Per quanto il valore materiale sia sempre inferiore a quello artistico, l’intera collezione rappresenta una vera e propria fortuna, come spiega il direttore: “Per ragioni assicurative abbiamo dovuto valutare il valore economico dell’intera collezione, ed è stato stimato per la cifra di tre milioni di euro. Il museo sarà convenzionato con quello della Battaglia e di Anghiari di piazza Mameli. Sarà già accessibile e visitabile durante le festività natalizie”.
Il percorso museale è stato concepito per raccontare non solo il pittore, ma anche l’uomo. All’interno delle sale di Villa Gennaioli trovano spazio elementi della vita quotidiana di Annigoni, i suoi abiti, oggetti personali e una ricostruzione della postura che assumeva quando dipingeva all’aperto. “Questo museo – ha spiegato Pecorari – è un po’ a immagine della nostra banca: mette al centro la persona prima ancora dell’artista. Annigoni aveva una grande umanità, un’anima gentile e una personalità profonda, aspetti che abbiamo voluto far emergere nel percorso espositivo”.







Durante la cerimonia inaugurale, un lungo e commosso ricordo è stato portato dall’avvocato Giuseppe Figna, amico personale del Maestro ed esecutore testamentario. Grazie anche al supporto della Bcc di Anghiari, Figna ha realizzato un volume biografico dal titolo Annigoni. La bellezza di un animo grande, che restituisce un ritratto intenso e autentico dell’artista, mettendo in luce non solo il talento pittorico ma anche la sua dimensione umana.
Il valore giuridico e culturale dell’operazione è stato ribadito dall’avvocata Angela Viviani, anch’essa esecutrice testamentaria delle volontà di Rossella Segreto. “L’inaugurazione di oggi – ha affermato – rappresenta la piena esecuzione delle disposizioni testamentarie e una grande soddisfazione personale e professionale. È la dimostrazione concreta della lungimiranza della signora Rossella, che ha lavorato per tutta la vita affinché l’opera del Maestro fosse valorizzata e resa accessibile al pubblico”.
Il Museo Pietro Annigoni non sarà soltanto uno spazio espositivo, ma un progetto culturale in costante evoluzione. È prevista la costituzione di un comitato scientifico, il coinvolgimento del Museo della Battaglia di Anghiari e l’avvio di collaborazioni con università e accademie. L’obiettivo è trasformare Villa Gennaioli in un centro di studio e ricerca dedicato ad Annigoni, capace di attrarre studiosi, ricercatori e appassionati d’arte da tutta Italia e dall’estero. L’assessora Ilaria Lorenzini, di concerto con il Sindaco Alessandro Polcri e l’assessora alla Cultura Alberica Barbolani, ha affermato di voler avviare l’iter per far diventare il Museo di Pietro Annigoni una delle Case della Memoria.
Con l’apertura del Museo Pietro Annigoni, Anghiari rafforza il proprio ruolo di polo culturale, che oggi annovera ben sei musei – praticamente uno ogni mille abitanti.





