Il podere delle meraviglie: apre ad Anghiari il Museo della Civiltà Contadina

Il luogo, realizzato grazie alla sinergia della cittadinanza, sarà sempre visitabile e ospiterà cimeli legati alla storia dell’agricoltura

“Una campagna ben coltivata è immagine della ragione”, scriveva Leonardo Sciascia. Ad Anghiari, sabato 4 ottobre, è stato inaugurato, in località Maraville, un nuovo museo che celebra la storia, la tecnica e la bellezza legata al mondo contadino. Quello da cui tutti proveniamo.

Il museo, realizzato su progetto dell’ingegnere Enrico Montini, è stato allestito all’interno di un podere di proprietà di Carla Masetti Gennaioli, storica proprietaria dell’omonima Villa sita in via Nova, oggi utilizzata dalla Banca di Credito Cooperativo di Anghiari e Stia. Maraville è frutto di un ampio intervento di recupero e valorizzazione sostenuto dal Pnrr – M1C3 Investimento 2.2 “Protezione e valorizzazione dell’architettura e del paesaggio rurale”, con il contributo dell’Unione Europea, del Ministero della Cultura, di Italia Domani e della Regione Toscana.

L’inaugurazione è avvenuta in mattinata alla presenza del Sindaco Alessandro Polcri, il quale ha affermato: “Ringrazio tutti coloro che hanno prestato la propria opera per donare questo luogo alla comunità. Oggi Anghiari vanta ben cinque musei, un risultato straordinario per un comune di 6mila abitanti”.

A seguire, ha preso la parola l’ingegnere Montini, illustrando il progetto nel dettaglio: “L’idea iniziale dietro il recupero di questo modello è stata un progetto intitolato ‘Anghiari: tra uomini d’arme e contadini’. Il titolo nasce quando il Museo della Battaglia e di Anghiari allestì una mostra in collaborazione con la Galleria degli Uffizi di Firenze dedicata agli armaioli e ai capitani di ventura. L’artigianato legato alle armi è potuto fiorire ad Anghiari, ma questo perché qui c’era già un’economia che consentiva alla popolazione di vivere dignitosamente, e questo grazie all’agricoltura”.

Il panorama della Valtiberina è noto sin dall’antichità per la sua bellezza, tanto che Plinio il giovane lo definì “un anfiteatro naturale”. A questo proposito, Montini ha affermato: “La Valtiberina è una terra fertile, con una grande produzione agricola. Noi siamo dei contadini, abbiamo tutti un rapporto profondo con la terra. Il ciclo delle stagioni è un sentimento profondo racchiuso dentro le persone. L’intenzione del Museo è quello di riscoprire i valori di una volta. Se guardiamo i paesaggi intorno a noi, possiamo accorgerci che gran parte di essi sono stati caratterizzati dai campi, dai canali, dalle case. Un panorama disegnato da famiglie di contadini per generazioni intere”.

Il percorso museale si sviluppa negli spazi originari del podere, ovvero aia, stalla, seccatoio, fienile e rimessa, ricostruendo ambienti e atmosfere della vita mezzadrile attraverso oggetti, attrezzi, testimonianze e materiali storici. Una sezione speciale è dedicata ai progetti idraulici ottocenteschi della Valle del Sovara, fondamentali per capire il rapporto tra agricoltura, paesaggio e gestione delle acque.

L’area esterna è sempre accessibile e studiata per accogliere cittadini, turisti, pellegrini, diventando così un luogo aperto e vivo, inserito nel paesaggio che racconta. È possibile accedere al museo di Maraville da tre strade distinte: via Cupa, dal cimitero e dalla strada che viene dalla frazione di San Leo. Il Museo è inoltre compreso tra il percorso dei Cammini di San Francesco e la strada ciclopedonale che passerà dalla ex stazione di Anghiari.

Gli interni saranno aperti al pubblico ogni seconda domenica e ogni sabato successivo alla terza domenica del mese con orario continuato dalle 10 alle 18.

Il museo si propone di raccontare anche la storia della mezzadria, contratto agrario con cui il concedente e il mezzadro, capo di una famiglia colonica, si associavano per la coltivazione di un podere e per l’esercizio delle attività connesse al fine di dividerne i prodotti e gli utili. Tale contratto è stato ampiamente diffuso nel nostro Paese fino al 1964, anno in cui, con la legge n. 756, venne vietata la stipulazione di nuovi contratti. Maraville è uno spazio di incontro e conoscenza che rievoca la storia, l’antropologia e l’agricoltura valtiberina, e invita a riscoprire le radici culturali e agricole del nostro territorio per conoscere meglio il presente, e sarà territorio per far crescere, letteralmente, il culto della tradizione: “I campi del podere sono stati nuovamente arati (grazie all’aiuto di Marco Piccini ndr) perché lì verrà seminato il mais quarantino per la polenta – spiega l’ingegner Montini -. Una coltura tipica, che speriamo di raccogliere presto insieme”.

POPOLARI

- Partecipanti sostenitori -spot_img
spot_img

Indaghiamo, raccontiamo, approfondiamo

Supporta l'informazione locale: dona il tuo 5x1000 a Fondazione Progetto Valtiberina

- Partecipanti sostenitori -spot_img
- Partecipanti sostenitori -spot_imgspot_img