Torna a Città di Castello lo Stendardo di Raffaello restaurato

Dopo l’intervento dell’Istituto centrale di Roma e l’esposizione al Metropolitan di New York, l’opera sarà presentata con visite guidate gratuite

Lo Stendardo della Santissima Trinità torna nella Pinacoteca comunale di Città di Castello, a Palazzo Vitelli alla Cannoniera. L’opera sarà presentata lunedì 13 luglio alle 18.30, con un’iniziativa pubblica intitolata “Bentornato, Raffaello!”. Nella stessa serata, dalle 21.00 alle 23.00, sono previste visite guidate gratuite alla Sala Raffaello.

Il rientro avviene dopo il restauro condotto dall’Istituto centrale per il restauro di Roma, in collaborazione con la Soprintendenza dell’Umbria e con il Comune di Città di Castello. Lo stendardo è stato poi esposto al Metropolitan Museum of Art di New York nella mostra “Raphael: Sublime Poetry”, curata da Carmen Bambach, dal 23 marzo al 28 giugno 2026.

L’intervento ha riguardato in particolare il rapporto tra le parti dipinte e le lacune dell’opera, con l’obiettivo, spiega una nota della Direzione generale Archeologia, belle arti e paesaggio, di “ristabilire una corretta dinamica percettiva tra immagine dipinta e porzioni mancanti, riducendo l’incidenza visiva delle lacune e riportando in primo piano la continuità dell’immagine”. La nuova fase del restauro si è concentrata sulle lacune non reintegrabili, cioè quelle che non consentivano un’integrazione per insufficienza di informazioni formali e cromatiche.

Dopo una pulitura complessa, eseguita dal Laboratorio Dipinti su tela dell’ICR con metodologie tradizionali e tecnologia laser, sono stati rimossi materiali non originali stratificati nel corso di precedenti interventi. È così tornata visibile “la tela di lino a trama finissima scelta dall’artista”. Secondo la Direzione generale, la tonalità complessiva più chiara ottenuta con la pulitura e l’equilibratura cromatica “riduce l’incidenza percettiva delle lacune e migliora la lettura delle figure e dei passaggi tonali conservati”.

Tra gli esiti più rilevanti c’è anche la scoperta del disegno preparatorio tracciato da Raffaello direttamente sulla tela. Il rinvenimento, definito nella nota “del tutto imprevisto”, riguarda aree oggi prive di pittura che erano rimaste nascoste dai materiali sovrapposti. La scoperta, sottolinea ancora la nota della Direzione generale, offre “una testimonianza diretta e finora sconosciuta del suo processo creativo”.

Lo stendardo, attribuito a Raffaello, fu commissionato dalla confraternita della Trinità come ex voto per la pestilenza del 1499. Dipinto a olio su tela, misura 166 per 94 centimetri e raffigura, tra gli altri, Cristo, San Rocco e San Sebastiano. Fu portato in processione fino al 1627, prima di essere diviso nelle due facce a causa del deterioramento e destinato a una diversa collocazione.

Per l’occasione, anche l’allestimento del museo presenterà alcuni elementi di novità. L’iniziativa segna quindi il ritorno a Città di Castello di una delle opere più importanti legate alla presenza giovanile di Raffaello nel territorio.

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