Ha creato non poche critiche il decreto sul dimensionamento scolastico che, a partire dal prossimo anno scolastico, porterà alla formazione di due grandi comprensivi a Città di Castello. Come spiegato dall’assessore tifernate Letizia Guerri, la soluzione individuata non solo andrà a generare due istituti di dimensioni eccessive, ma porterà alla divisione di un istituto secondario di primo grado che al momento, dopo l’abbattimento della scuola Dante Alighieri, è ubicato in un unico plesso. Non sarà semplice, dunque, gestire il passaggio verso il nuovo assetto, che prevede l’accorpamento delle due parti scorporate dell’attuale Dante-Pascoli (ovvero la sede di Meltina e quella de La Tina), rispettivamente con il primo e il secondo circolo. Come più volte specificato, ciò riguarderà soltanto la parte amministrativa degli istituti. Tuttavia è piuttosto innegabile che diverse ripercussioni potranno verificarsi più diffusamente, soprattutto in termini di organizzazione, autonomia, impiego dei docenti e gestione del personale ATA.
Dopo che nella giornata di ieri sono stati resi noti i prospetti con gli accorpamenti in Emilia-Romagna, Sardegna e Umbria, questa mattina anche l’USR della Toscana – ovvero l’ultima regione delle quattro commissariate – ha pubblicato un decreto per adempiere a quanto richiesto dal Governo. Da Firenze sono dunque stati deliberati i sedici accorpamenti che precedentemente la Regione aveva individuato ma non approvato. Il neo direttore dell’USR toscano, Luciano Tagliaferri, ha dunque firmato un decreto che, di fatto, recepisce le indicazioni (definite ma non deliberate) dall’ente regionale. Al contrario di quanto accaduto in Umbria, in questo caso non ci sono state, dunque, sorprese: i sedici accorpamenti sono infatti gli stessi che erano stati riportati nell’allegato A della delibera della Giunta regionale toscana 1153 del 27/10/2025. Dato che tra questi non figuravano scuole della provincia di Arezzo, il decreto dell’USR ha confermato che in tutto questo territorio la rete scolastica al momento non subirà modifiche. Per quanto prevedibile, tale riscontro fa tirare un respiro di sollievo anche in Valtiberina, dove nelle ultime settimane si era creata un po’ di attenzione sul destino dell’Istituto Comprensivo “Lucio Voluseno” di Badia Tedalda e Sestino. Quest’ultimo risulta, infatti, essere al momento la scuola più sottodimensionata della Toscana. È tuttavia evidente che servendo due comuni montani ultra-periferici, questo non possa non essere considerato come un caso eccezionale; uno dei pochi in cui la rilevanza dei numeri può essere comprensibilmente subordinata all’obiettivo di preservare la piena funzionalità di un presidio socio-culturale come quello che può garantire una scuola.
Le diverse strade che Umbria e Toscana hanno seguito per sospendere gli accorpamenti hanno quindi prodotto esiti differenti ma soltanto dal punto di vista delle aspettative. In altre parole, in Toscana si poteva prevedere quello che sarebbe accaduto, mentre in Umbria no. A Perugia la Giunta Regionale aveva infatti provveduto a deliberare sette dei nove accorpamenti previsti. Per gli ultimi due era stato chiesto un anno di tempo per poter approfondire la questione con il Ministero: così come fatto presente dai vertici regionali toscani, anche l’assessore all’Istruzione della Regione Umbria, Fabio Barcaioli, aveva segnalato possibili difformità tra i numeri reali (e aggiornati) della popolazione scolastica regionale e quelli utilizzati a Roma per definire il numero di accorpamenti da effettuare. Tra l’altro, dato che su questo punto specifico è anche stato presentato un ricorso alla Presidenza della Repubblica, prima dei decreti di questi giorni le regioni commissariate avrebbero voluto attendere un verdetto anche in tal senso.
In definitiva, i commissari sono intervenuti piuttosto rapida e ciò ha immediatamente portato a dure prese di posizione da parte degli amministratori locali e regionali interessati. Inoltre, proprio nelle ultimissime ore, anche i sindacati umbri sono unitariamente usciti sulla stampa lamentando la totale assenza di collaborazione tra le parti.





