Centro diurno, via alla nuova gestione: lavoratrici stabilizzate

Dopo la crisi che ha portato alla risoluzione del precedente contratto, l’Unione dei comuni ha assegnato il servizio alle cooperative San Lorenzo e L’Albero e la Rua

Si è chiusa ufficialmente una delle vicende più complesse degli ultimi anni per i servizi socio-assistenziali della Valtiberina. Dopo mesi di incertezza sia per i lavoratori che per gli ospiti del Centro della frazione Lama, l’Unione dei Comuni ha ufficializzato il passaggio di consegne alle cooperative San Lorenzo e L’Albero e la Rua. Il Centro Diurno per anziani “Don Terzilio Rossi” avvia così una nuova fase all’insegna della continuità del servizio e della stabilizzazione occupazionale.

La decisione dell’Unione dei Comuni della Valtiberina è arrivata al termine di un lungo periodo segnato da criticità gravi e reiterate. Il contratto di appalto, affidato nel 2023 a un raggruppamento temporaneo d’impresa composto da cooperative con sede fuori regione (nello specifico a Milano e a Caltanissetta), è stato risolto con determina dirigenziale ai sensi dell’articolo 108 del Codice degli appalti. Un atto motivato da una serie di inadempienze, considerate tali da compromettere la buona riuscita del servizio.

Tra le principali problematiche contestate figurano i ritardi e i mancati pagamenti degli stipendi – in diversi casi anticipati direttamente dall’Unione dei Comuni –, l’assenza di accantonamenti del Tfr, la mancata sostituzione del personale andato in pensione, fino alle chiusure anticipate del Centro comunicate con scarso preavviso alle famiglie, che quindi hanno riscontrato difficoltà nell’assistenza dei parenti anziani.

A queste si sono aggiunte criticità nella manutenzione del mezzo di trasporto per gli utenti e difficoltà nella procedura di accreditamento regionale, ostacolata, secondo l’ente, dalla mancata collaborazione dell’appaltatore nella produzione della documentazione richiesta.

Le giustificazioni presentate dalle cooperative appaltatrici nel dicembre scorso sono state respinte dall’amministrazione, che le ha definite infondate, chiarendo come i pagamenti delle fatture siano sempre stati regolari e come le modifiche organizzative del servizio fossero state concordate senza riduzione del monte ore settimanale. Contestualmente, l’Unione dei Comuni ha deliberato l’escussione della cauzione definitiva, pari a oltre 26mila euro, ritenuta comunque inferiore ai danni complessivi subiti.

La risoluzione del contratto è diventata operativa il 31 gennaio, aprendo la strada a un affidamento temporaneo che andrà avanti fino a novembre 2026, necessario per garantire la continuità del servizio in attesa del nuovo bando di gara. Dopo tre giorni di chiusura straordinaria, dal 4 febbraio la gestione del Centro è stata quindi affidata alle cooperative San Lorenzo e L’Albero e la Rua.

“La procedura è conclusa e il servizio è stato affidato a due cooperative del territorio – spiega l’Unione dei Comuni – con l’obiettivo di mantenere il Centro attivo e di non interrompere un servizio essenziale per la comunità”. Un passaggio che ha riguardato anche il personale: tutti i lavoratori, sia a tempo indeterminato che determinato, sono stati riconfermati, garantendo la continuità occupazionale.

Sul fronte gestionale, la Cooperativa San Lorenzo opererà insieme a L’Albero e la Rua in regime di proroga. “Si tratta di un affidamento temporaneo – ha chiarito Mirco Mocarli, presidente del San Lorenzo – ma l’intenzione è quella di lavorare fin da subito in continuità, riprendendo progressivamente anche i servizi che erano stati sospesi, come la fisioterapia, e assicurando stabilità a lavoratori e famiglie”.

Le nuove cooperative hanno, inoltre, assunto il personale in forza, mentre le problematiche economiche pregresse restano in capo alla precedente gestione e saranno oggetto di verifiche da parte dei sindacati e degli organi competenti.

Un passaggio definito “decisivo” anche dalla UILTuCS Toscana, sigla sindacale che rappresenta parte dei lavoratori del “Don Terzilio” della Lama insieme alla Cgil, che ha annunciato la firma per la stabilizzazione delle lavoratrici del centro dopo oltre due anni di precarietà. “È un risultato tutt’altro che scontato – ha dichiarato Luigi Marciano, responsabile UILTuCS Toscana per l’area di Arezzo –, ottenuto grazie a un’azione sindacale costante e a un confronto serrato. Oggi a queste lavoratrici è stata restituita dignità”. Il sindacato ha sottolineato il ruolo determinante dell’Unione dei Comuni della Valtiberina e dell’Amministrazione comunale di Caprese Michelangelo nell’individuare una soluzione concreta.

La UILTuCS continuerà a seguire con attenzione la fase di transizione e il percorso che porterà alla nuova gara. “Non abbasseremo la guardia – conclude Marciano – perché la tutela dell’occupazione e della dignità professionale deve essere un punto fermo. Il lavoro non può mai diventare una merce di scambio”.

Secondo il sindacato, la vicenda dimostra come i servizi pubblici non possano essere garantiti scaricando le criticità sui lavoratori. La UILTuCS ha inoltre chiesto che venga valutato l’inserimento in organico anche della figura professionale il cui contratto è scaduto il 31 gennaio, affinché nessuno resti escluso nel percorso di rilancio del servizio.

Non sono mancate anche le voci critiche. Sulla vicenda interviene anche Mariano Giorgeschi, consigliere comunale di Monterchi e dell’Unione dei Comuni, che parla di una gestione passata segnata da “ritardi e mancati pagamenti che hanno creato forti difficoltà ai lavoratori”.

Per le spettanze arretrate, compreso il Tfr, la strada resta quella del confronto sindacale e degli ispettorati del lavoro, con tempi che si preannunciano lunghi. “Ora – sottolinea Giorgeschi – sarà fondamentale valutare la progettualità. Nei servizi socio-sanitari per anziani e persone fragili, puntare esclusivamente al risparmio economico è una logica che produce solo effetti negativi, motivo per cui il bando di gara pubblicato due anni fa era sbagliato e ha creato questa situazione. Ogni Comune dovrebbe avere un centro per gli anziani e non si può risparmiare su questi servizi”.

Il nuovo corso del Centro Diurno “Don Terzilio” si apre dunque con l’obiettivo di ristabilire normalità e qualità del servizio, puntando su cooperative radicate nel territorio e su un dialogo costante con lavoratori e famiglie.

Quello del Centro non è solo un danno economico, ma anche di fiducia. Negli ultimi mesi, a seguito dei continui problemi gestionali che hanno causato disservizi, le domande di iscrizione sono calate. Cosa assurda se si considera che il Don Terzilio è una struttura accogliente, attrezzata, sita in una località con un altissimo tasso di anziani come Caprese e priva di soluzioni alternative nel raggio di chilometri.

Chiara Cestelli, vicepresidente della cooperativa L’Albero e la Rua, ha affermato: “Pensare a un piano dei lavori per i prossimi nove mesi è molto difficile. I nostri obiettivi sono garantire la continuità del servizio per gli ospiti, la sicurezza lavorativa per i dipendenti e il rapporto di collaborazione con l’Unione dei Comuni e il San Lorenzo, con cui lavoriamo da anni”. Mirco Mocarli, in attesa della nuova gara, ha dichiarato che le cooperative subentrate vogliono organizzare un incontro con le famiglie degli ospiti per raccogliere osservazioni e suggerimenti, con l’intento di ricostruire un rapporto di fiducia dopo una fase lunga e complessa.

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