Raid a Sansepolcro, arrivano le prese di posizione istituzionali sui dipendenti presi di mira

Comune e Unione montana e Regione esprimono solidarietà agli operatori coinvolti. Brogialdi: “Lesione della dignità personale e professionale”

Dopo il raid della notte fra lunedì e martedì, con scritte sulle facciate di edifici pubblici e manifesti denigratori verso operatori del sociale, nelle ultime ore le istituzioni a vari livelli sono intervenute affrontando direttamente il tema della tutela delle persone colpite.

L’amministrazione comunale di Sansepolcro esprime “profonda solidarietà e vicinanza alle persone e alle realtà coinvolte”, sottolineando come l’episodio non abbia interessato soltanto le strutture, ma anche “operatori, professionisti, impegnati nel garantire assistenza, supporto e inclusione”. L’assessore alle politiche sociali Mario Menichella parla di atti che “non sono semplici episodi di vandalismo”, ma gesti che “colpiscono in primis le persone coinvolte” e “il cuore della nostra comunità”.

Una presa di posizione che amplia quanto dichiarato nei giorni immediatamente successivi ai fatti, quando il focus istituzionale si era concentrato soprattutto sugli imbrattamenti e sui danni agli edifici pubblici.

Sul fronte dell’ente comprensoriale, la presidente dell’Unione dei comuni Marida Brogialdi interviene con una condanna netta, evidenziando anche i possibili profili di rilevanza penale. Nel comunicato si parla di “indebita e oltraggiosa diffusione di immagini e dati riconducibili ai dipendenti”, definita come una “lesione della dignità personale e professionale”.

“Ai lavoratori coinvolti va la mia piena e concreta solidarietà”, afferma Brogialdi, che sottolinea come le azioni compiute non solo offendano le persone, ma colpiscano anche il ruolo dell’ente e dei servizi sociali, definiti “un punto di riferimento essenziale per le famiglie e per le situazioni di fragilità”. La presidente richiama inoltre i limiti della libertà di espressione, che “non può in alcun modo tradursi in atti di intimidazione, diffamazione o danneggiamento”, auspicando una rapida individuazione dei responsabili.

Da parte sua, l’assessora regionale alle politiche sociali Monia Monni, in un post social, parla di che “un odio che non ha precedenti e che porta una firma che negli anni ha rappresentato no vax, no green pass, complottismo di varia natura. Una violenza – scrive – che non ha giustificazione. Le e gli assistenti sociali svolgono ogni giorno un lavoro delicato, in contesti complessi, per garantire diritti, protezione e dignità alle persone più fragili. Colpirli significa colpire lo Stato nella sua funzione più alta e questo non è tollerabile. Alle e agli assistenti sociali coinvolti va la mia vicinanza e l’impegno della Regione a garantire condizioni di lavoro sicure e serene. Perché chi lavora per il bene collettivo va tutelato”, conclude Monni.

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