Montedoglio-Trasimeno, si apre la condotta: sabato l’inaugurazione

A Tuoro la cerimonia di apertura dell’impianto di adduzione alla presenza delle autorità regionali e locali

L’acqua di Montedoglio è pronta a raggiungere il Trasimeno. Sabato mattina, presso il potabilizzatore di Tuoro, verrà formalmente avviata la procedura di apertura dell’impianto di adduzione che collegherà l’invaso valtiberino al lago umbro, chiudendo un’attesa durata anni.

Alla cerimonia parteciperanno la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti,
l’assessora regionale con delega a Turismo, Agricoltura, Laghi e Parchi Simona Meloni, oltre agli amministratori del comprensorio lacustre e ai rappresentanti della struttura commissariale per l’emergenza idrica del Trasimeno, dell’Unione dei Comuni, di Afor, Eaut, Arpa e dell’Università degli Studi di Perugia.

200 litri al secondo tutto l’anno

L’impianto consentirà di immettere nel lago 200 litri al secondo in modo continuativo durante l’anno. Si tratta di un apporto strutturale che, su base annua, potrà contribuire a un incremento stimato di circa 10 centimetri del livello del Trasimeno.

Un intervento da circa un milione di euro, finanziato dalla struttura commissariale, che rappresenta la prima fase di un piano più ampio. Nei prossimi mesi è previsto anche il potenziamento del sistema in zona Paganico, nell’area di Castiglione del Lago, mentre ulteriori contributi potranno arrivare dal canale artificiale Maranzano.

Montedoglio torna alla quota ottimale

L’apertura della condotta arriva in un momento particolarmente favorevole per la diga di
Diga di Montedoglio. Dopo l’entrata in esercizio ordinario certificata lo scorso settembre dall’Ente Acque Umbre Toscane (EAUT), le piogge prolungate di gennaio e febbraio hanno riportato l’invaso oltre la soglia dei 391 metri sul livello del mare, quota considerata ottimale per la gestione ordinaria.

In poco più di tre mesi il livello è salito di circa quattro metri, passando dai 387,5 metri di fine ottobre agli attuali 391,3. Nei giorni scorsi la quota aveva toccato anche i 391,6 metri, inducendo i tecnici a intervenire con un rilascio controllato di 30 metri cubi al secondo verso il Tevere, ben al di sotto della portata massima transitabile.

In condizioni come queste, destinare parte della risorsa al Trasimeno non comporta criticità. Più delicata sarà invece la gestione nei periodi di minore disponibilità, quando l’invaso dovrà continuare a garantire anche la funzione irrigua e di laminazione.

Nel frattempo anche il bacino umbro ha beneficiato delle precipitazioni: dall’inizio del 2026 il livello del lago è risalito di circa 13 centimetri. Con l’attivazione dell’impianto di Tuoro si apre dunque una nuova fase nella gestione integrata delle risorse idriche tra Toscana e Umbria: una scelta tecnica che ha anche una valenza politica, simbolo di una cooperazione interregionale resa necessaria dalle sempre più frequenti crisi idriche.

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