Quella che inizierà a breve sarà la prima estate che Montedoglio affronterà in versione collaudata. Per anni si è detto che qualsiasi progetto di valorizzazione turistica avrebbe dovuto attendere il raggiungimento di questa completa condizione di sicurezza e funzionalità. Di conseguenza mai come ora appare naturale chiedersi se, quando e come l’invaso potrà effettivamente dotarsi di strutture e servizi che possano incrementarne il potenziale attrattivo.
Parafrasando un celebre detto, in questo caso si potrebbe, però, affermare che tra il dire e il fare di mezzo c’è non tanto il mare, ma la complessa situazione burocratica e gestionale di un lago artificiale che è stato progettato per ben altri scopi. In altre parole, al momento i comuni che potrebbero catalizzare una fruizione turistica devono, ancora, trovare la quadra per accordarsi tra loro e con gli altri enti preposti al fine di individuare possibili strategie condivise e compatibili con quella che è la funzione prevalente dell’infrastruttura. Da questo punto di vista un’occasione che potrebbe avviare un percorso di questo tipo è rappresentata dal Piano strutturale intercomunale (PSI) che è stato recentemente adottato dai comuni di Caprese Michelangelo, Sansepolcro, Anghiari e Monterchi.
Anche in Valtiberina tale strumento urbanistico si propone di promuovere una pianificazione concertata che, rivolgendosi a un’area più amplia rispetto a quella dei singoli comuni, possa provvedere efficacemente alla definizione delle strategie di salvaguardia e sviluppo delle risorse del territorio. Questo è un dato molto significativo visto che nei documenti che compongono il Piano, in particolare nella parte relativa alle strategie di sviluppo sostenibile, si fa esplicito riferimento alla valorizzazione turistica dell’invaso di Montedoglio e del fiume Tevere. Persino nell’ambito in cui si esprime la volontà di investire sulla cosiddetta “mobilità dolce” (o lenta), viene menzionata una ciclopista che andrà a costeggiare il Tevere e il lago, per poi confluire in altri itinerari che attraversano la Penisola.
Il Piano Strutturale Intercomunale della Valtiberina si pone dunque come una prima vera e propria occasione per iniziare a progettare interventi che possano incrementare la vocazione turistica di Montedoglio. Preso atto di ciò è però doveroso puntualizzare che, per il momento, permangono ancora alcuni rilevanti limiti che potrebbero ostacolare tale cammino. Il primo di questi riguarda il fatto che le azioni pianificate per raggiungere concretamente questo obiettivo sono state definite senza coinvolgere attivamente il Comune in cui ricade la maggior parte della superficie che è occupata dall’invaso, ovvero Pieve Santo Stefano. Tale ente non ha infatti aderito al PSI, pertanto le misure previste dallo strumento di pianificazione potranno trovare una completa attuazione soltanto ricorrendo a uno spazio di collaborazione esterno ad esso.
Un altro possibile elemento che rischia di frapporsi tra gli intenti teorici definiti e la loro concreta attuazione, ha a che fare con il funzionamento stesso del PSI: per ora lo strumento urbanistico che è stato adottato dai quattro comuni si è infatti limitato ad individuare le risorse, i settori e gli assi in cui sarà necessario intervenire per contribuire fattivamente alla tutela e allo sviluppo del territorio valtiberino. I principi riportati nello stesso dovranno quindi essere tradotti in azioni attraverso un successivo piano operativo e ciò non sarà di certo semplice, dato che per adesso – se si esclude la già citata ciclopista – la declinazione pratica di certi spunti non è stata minimamente tracciata. In questo contesto è dunque facile prevedere che di fronte alla complessità della materia (soprattutto in termini gestionali) e alle diverse esigenze dei rispettivi comuni, la valorizzazione turistica di Montedoglio possa non essere avvertita con una priorità realmente alta.
Proprio in riferimento a quest’ultimo aspetto è però doveroso ricordare che i 60 giorni previsti per la presentazione delle osservazioni al PSI potrebbero rappresentare un’occasione per predisporre e inviare contributi attraverso cui concorrere a conferire concretezza agli intendimenti espressi. In altre parole, la finestra temporale che si è aperta ieri (mercoledì 6 maggio) si presta ad essere utilizzata anche per partecipare attivamente alla messa a punto di azioni, progetti e iniziative che, focalizzandosi specificamente su Montedoglio, potrebbero aiutare a definire il futuro sviluppo turistico dell’invaso. Al termine di questi due mesi la palla tornerà poi ai quattro comuni coinvolti, i quali dovranno prima formulare le relative controdeduzioni e poi provvedere all’effettiva approvazione del Piano Strutturale Intercomunale.






