Giornata storica per Montedoglio: ora la diga è collaudata

Con la firma del certificato di collaudo l’opera può finalmente considerarsi compiuta

Quella di ieri è stata una giornata che rimarrà senz’altro nella storia di Montedoglio e, più in generale, della Valtiberina. Con la sottoscrizione del certificato di collaudo della diga l’infrastruttura è infatti formalmente entrata in regolare esercizio, pertanto ora l’opera può finalmente considerarsi compiuta.

A comunicare ciò è stato l’EAUT, l’Ente Acque Umbre-Toscane che gestisce lo sbarramento valtiberino, attraverso il proprio sito web. Il certificato di collaudo è stato firmato nella giornata di martedì ad Arezzo, presso la sede dell’ente, in presenza degli ingegneri della Commissione di Collaudo, Ernesto Reali e Valter Pascucci, del Presidente e del Direttore dell’EAUT, rispettivamente Simone Viti e Andrea Canali, nonché dell’Ingegnere responsabile della Diga, Thomas Cerbini.

Dalle dichiarazioni rilasciate traspare nitidamente la soddisfazione per avere chiuso un iter che si era aperto nel lontano 1989. In quell’anno, infatti, iniziarono gli invasi provvisori, fino a che, nel 1997, presero il via i cosiddetti invasi sperimentali. Da quel momento la quota dell’acqua iniziò ad alzarsi progressivamente, fino a che con l’incidente del 2010 il percorso che avrebbe dovuto accompagnare al collaudo subì, per ovvie ragioni, una brusca interruzione. Dopo otto anni di sequestro giudiziario, a cui se ne sono sommati altri quattro per l’assegnazione e l’esecuzione dei lavori di ricostruzione, il cammino verso la conclusione dell’opera ripartii.

Dal 17 gennaio 2023 è dunque ripreso il ciclo degli invasi sperimentali previsti per completare il percorso di collaudo tecnico funzionale. Tale fase si è poi conclusa lo scorso marzo, quando l’acqua ha raggiunto il suo massimo livello di 393,60 metri s.l.m. Dopo 11 giorni di stazionamento a questa quota, dal 13 al 24 marzo, c’è poi stata la visita della Commissione Collaudo che ha provveduto ad acquisire i dati raccolti dall’EAUT e ad accertare il corretto funzionamento dell’infrastruttura. Durante gli ultimi sei mesi la diga è stata comunque oggetto di osservazione, attraverso una nuova campagna di misurazione straordinaria che ha coinvolto tutti gli strumenti istallati in loco: anche tenendo conto di tali dati, oltre che di tutti gli altri raccolti in precedenza, si è quindi arrivati all’emissione e alla sottoscrizione del certificato di collaudo tecnico e funzionale.

In definitiva, con questa tappa si può mettere la parola fine su una lunga vicenda che era iniziata negli anni ‘60, ovvero quando iniziò a prendere corpo l’idea di un lago artificiale da realizzare nel punto di confluenza del fiume Tevere e dei torrenti Singerna e Tignana. Dopo questa prima fase valutativa, nel ‘71 fu realizzato il progetto e nel ‘77 partirono concretamente i lavori di realizzazione dello sbarramento. È in questo periodo che l’acqua iniziò a prendere possesso della piana, costringendo gli abitanti della vecchia Madonnuccia trasferirsi altrove. Oggi, dopo quasi mezzo secolo, la piena entrata in esercizio dell’opera potrà finalmente conferire un significato in più a un lungo percorso storico che è stato animato da sacrifici, fatiche, insuccessi e speranze.

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