L’acqua di Montedoglio verso il Trasimeno: “200 litri al secondo da fine gennaio”

L'annuncio dell'assessora regionale Simona Meloni: “Un lavoro di squadra, scientifico e strutturale per il futuro del lago”

È iniziata a Tuoro sul Trasimeno la fase preparatoria del cantiere che consentirà l’adduzione dell’acqua dall’invaso di Montedoglio al Lago Trasimeno. L’intervento, annunciato dalla Regione Umbria, prevede l’installazione di un impianto filtrante in grado di garantire un flusso continuo di 200 litri al secondo, con l’obiettivo di rendere operativo il sistema tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio 2026. Si tratta del primo punto di adduzione attivo dal sistema idrico di Montedoglio verso il Trasimeno, un passaggio inserito all’interno di una strategia più ampia per affrontare in modo strutturale le criticità del lago, che da tempo soffre livelli idrici tra i più bassi mai registrati.

Come ricordato dall’assessora Regionale Simona Meloni nel corso di un incontro con la stampa tenutosi giovedì scorso, l’impianto sarà collocato nel sito di Tuoro e rappresenta il risultato di un lavoro tecnico avviato nella primavera del 2025, basato su analisi scientifiche delle caratteristiche delle acque e su un confronto continuo tra istituzioni, enti gestori e mondo accademico. Alla progettazione hanno collaborato, tra gli altri, il Dipartimento di Chimica dell’Università degli Studi di Perugia, l’Ente Acque Umbre Toscane, AFOR e l’Unione dei Comuni del Trasimeno. La fase esecutiva dei lavori sarà seguita proprio da AFOR e comprenderà le opere edili e idrauliche necessarie al collegamento dell’impianto alla rete.

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Presentazione del progetto a Tuoro

Secondo la Regione, il progetto favorirà un apporto costante, superando la logica degli interventi emergenziali concentrati in brevi periodi. Il flusso di 200 litri al secondo dovrebbe essere garantito per l’intero 2026, contribuendo in modo graduale alla stabilità del livello del lago. “Abbiamo scelto di partire da questo punto di adduzione perché consente un risultato immediato e distribuito lungo tutto l’anno – ha spiegato Meloni – Parliamo di un apporto mese per mese, fondamentale per gli equilibri del lago”.

Il progetto complessivo, tuttavia, non si esaurisce con questo primo intervento. È infatti prevista una seconda fase che riguarda l’area di Paganico, dove potrebbe essere attivato un ulteriore punto di adduzione con una portata fino a 800 litri al secondo, in base a un sistema stagionale operativo tra novembre e aprile. Anche in questo caso, l’attivazione sarà preceduta da ulteriori analisi tecniche sulle acque.

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Parallelamente all’adduzione dell’acqua, proseguono altri interventi sul territorio del Trasimeno. Entro metà gennaio è previsto l’avvio dei lavori a Isola Maggiore per il ripristino dello scalo merci; sono già finanziati gli interventi su un tratto del sentiero di San Francesco, danneggiato da una frana la scorsa estate; tra febbraio e marzo partiranno i cantieri sulle darsene di San Feliciano, Sant’Arcangelo e Mancinelli. Continuano inoltre i lavori su fossi e canali nelle aree di Moiano, Paganico e Maranzano, finanziati con risorse regionali e PNRR.

Resta aperta la questione dei dragaggi. Con l’attuale livello del lago, l’utilizzo della draga tradizionale non è considerato praticabile nell’immediato. La Regione ha avviato una ricognizione su soluzioni alternative, anche di nuova generazione, con l’obiettivo di individuare strumenti adeguati alle condizioni attuali e alle prospettive del 2026.

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