In questi giorni è circolata la notizia che da dicembre una parte dell’acqua di Montedoglio sarà destinata ad alimentare il lago Trasimeno. A dichiarare ciò è stata l’assessore regionale con delega ai laghi Simona Meloni, la quale in una seduta del Consiglio Regionale umbro ha spiegato, rispondendo a un’interrogazione del consigliere leghista Enrico Melasecche, che dall’inizio il lago umbro riceverà acqua dalla Valtiberina grazie a un apporto di 200 litri al secondo.
Dopo che da un punto di vista chimico è stata accertata la compatibilità delle acque, a Tuoro è entrato in funzione un impianto di filtrazione che, oltre a impedire possibili contaminazioni, consentirà di mitigare gli effetti delle acque in ingresso al Trasimeno. Tale dispositivo, per ora, potrà garantire l’immissione di acqua per una portata come quella specificata sopra, mentre in seguito, probabilmente a partire dal secondo anno (ovvero dopo che sarà entrato in funzione anche l’altro impianto del fosso Paganico), la stessa passerà da 200 a 1.000 litri (ovvero 1 m³) al secondo.
Il fatto che a breve il sistema di adduzione potrà materialmente fornire una aiuto al Trasimeno è, senz’altro, un dato che contribuisce a conferire concretezza all’accordo che di recente la Regione Umbria e la Regione Toscana hanno sottoscritto. Quanto pattuito sul fronte politico e amministrativo dovrebbe pertanto contribuire a raggiungere un obiettivo di fondo alquanto ambizioso: salvare il lago umbro da un processo di prosciugamento che al momento sembra inesorabile. Lo scorso mese di settembre il livello dell’acqua è addirittura arrivato a toccare la quota di -165 cm al di sotto dello zero idrometrico. In una situazione del genere, la domanda da porsi non può che essere la seguente: quanto aiuto può offrire, concretamente, Montedoglio al Trasimeno?
Sulla falsariga di quanto già proposto in un precedente articolo di un anno e mezzo fa, un’analisi dei numeri può certamente aiutare a quantificare i benefici che un apporto, come quello di cui si è parlato in questi giorni, potrebbe generare. In ordine, i principali passaggi del ragionamento possono essere riassunti nei seguenti due punti:
– in considerazione alla sua estensione, per innalzare il livello del Trasimeno di 1 cm occorrerebbe poco più di 1 milione di m³ di acqua (con esattezza, riprendendo la stima considerata lo scorso anno quando il lago era a -135 cm, 1 milione e 280 mila m³);
– con un apporto di 200 litri al secondo per trasferire questo quantitativo di acqua da Montedoglio al Trasimeno ci vorrebbero 74 giorni.
Ricapitolando, per passare da -165 a -164 sarebbe necessario un lasso di tempo di due mesi e mezzo.
Ovviamente l’impatto cambierebbe sensibilmente se i litri immessi fossero 1.000 invece che 200. In tal caso, infatti, per innalzare il livello del lago di 1 cm sarebbero necessari 15 giorni. Con questa seconda soluzione, che non a caso rappresenta quella che poi andrà a regime, sarà possibile rispettare l’accordo tra regioni che prevede un trasferimento annuo verso il Trasimeno di 10 milioni di m³ di acqua, ovvero un quantitativo tale che potrebbe far innalzare il livello idrometrico del lago umbro di quasi 10 cm. In termini temporali, potendo contare su un’adduzione di 1 m³ al secondo, per produrre questo risultato si impiegherebbero circa 115 giorni, ovvero quasi quattro mesi.





