Nel suo intervento in occasione delle celebrazioni per il 200esimo anniversario della fine della Repubblica di Cospaia, la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti ha affrontato fra l’altro il tema dei collegamenti nelle aree interne: “La Regione Umbria si sta impegnando per garantire ai luoghi periferici un migliore collegamento con le strade e i trasporti”, ha detto, sottolineando che “Cospaia ha saputo resistere tra i poteri forti del suo tempo e anche noi cerchiamo di resistere ai nostri poteri forti, per il bene della gente”.
Proietti ha quindi parlato della Ferrovia Centrale Umbra, la dorsale che dovrebbe tornare a collegare Perugia e Sansepolcro. La linea è ancora di gestione regionale, anche se recentemente i dipendenti sono passati a Trenitalia con un nuovo contratto che garantisce condizioni migliori.
Il tratto da riattivare è quello tra Sansepolcro e Città di Castello. Per questo intervento sono stati individuati 55 milioni di euro in occasione dell’Ottavo Centenario di San Francesco, risorse stanziate dalla precedente amministrazione.
La Regione Umbria sta portando avanti le obbligazioni giuridicamente vincolanti insieme a RFI, che sarà il soggetto attuatore dell’intervento. “Siamo ormai vicini alla firma della convenzione con RFI, che permetterà proprio l’utilizzo di questi 55 milioni per riattivare la tratta”, ha detto Proietti, secondo cui, però, serviranno ulteriori investimenti. La Ferrovia Centrale Umbra dovrebbe essere adeguata a un tonnellaggio superiore, con interventi stimati oltre i 150 milioni di euro. “Investire sulla Ferrovia Centrale Umbra significa rafforzare una dorsale strategica capace di integrarsi con la rete ferroviaria nazionale”.
La presidente ha quindi lanciato un appello al Governo, a RFI e al Gruppo Ferrovie dello Stato. “L’Umbria non può essere lasciata in questa condizione di isolamento. A pagarne le conseguenze sono prima di tutto i pendolari. Investire in Umbria significa collegare meglio il Nord e il Sud del Paese, rafforzare l’Italia mediana, favorire il turismo e rendere il sistema dei trasporti più sostenibile”.





