Il possibile protrarsi del conflitto avviato da Stati Uniti e Israele in Iran potrebbe pesare in modo significativo sui bilanci delle famiglie toscane. Se nei giorni scorsi avevamo esaminato un settore in particolare, una panoramica generale viene dalla nota recentemente diffusa dall’IRPET (Istituto regionale per la programmazione economica della Toscana), che mostra come l’aumento dei prezzi dell’energia potrebbe portare a un aggravio medio di circa 768 euro annui per nucleo (senza contare gli altri rincari previsti indipendentemente dalle dinamiche belliche).
La simulazione considera un incremento del 50% del costo dei beni energetici importati per almeno dodici mesi, con effetti a catena sull’intero sistema economico. I maggiori costi si trasferirebbero infatti sui prezzi di beni e servizi, determinando un aumento complessivo della spesa per le famiglie pari all’1,7% del reddito.
L’impatto non sarebbe uniforme: secondo l’analisi, il peso dei rincari tenderebbe a concentrarsi maggiormente sui nuclei con minori disponibilità economiche, che dovrebbero destinare una quota più elevata del proprio reddito per mantenere invariato il livello dei consumi.
Le ricadute si inseriscono in un quadro più ampio. Nello stesso scenario, IRPET stima un aumento dell’inflazione dell’1% e una riduzione del PIL dello 0,3%, legati soprattutto alle tensioni sui mercati energetici già in atto, con forti incrementi dei prezzi di petrolio, gas ed energia elettrica.
A livello produttivo, l’aumento dei costi energetici rischia di incidere significativamente sui margini delle imprese. Secondo IRPET, circa il 5% delle aziende toscane – pari a oltre 15mila realtà – potrebbe vedere il proprio margine operativo passare in negativo. Le conseguenze si rifletterebbero anche sull’occupazione, con oltre 111mila lavoratori potenzialmente coinvolti in situazioni di difficoltà aziendale, in particolare nei settori più energivori come trasporti, ristorazione e alcune filiere manifatturiere.
La nota sottolinea comunque che si tratta di simulazioni basate su ipotesi e non di previsioni: un’evoluzione diversa del conflitto, in particolare una sua rapida risoluzione, potrebbe ridurre sensibilmente gli effetti economici stimati.





