Industria, in 12 anni in provincia di Arezzo perso il 15% delle imprese manifatturiere

Il rapporto IRPET richiama la necessità di rafforzare investimenti, filiere e capacità di trattenere valore nei territori

In provincia di Arezzo il numero delle imprese manifatturiere attive si è ridotto del 15,1% tra il 2012 e il 2024. È uno dei dati contenuti nella nuova nota di lavoro dell’IRPET dedicata alla questione industriale in Toscana, che analizza l’evoluzione del comparto e invita a distinguere tra una vera contrazione della capacità produttiva e una più generale difficoltà a crescere.

Posto pari a 100 il numero delle imprese manifatturiere presenti nel 2012, il dato aretino scende infatti a 84,9 nel 2024. La flessione è più marcata rispetto alla media regionale, pari a 86,9, ma meno pesante di quella registrata nelle province di Siena, Pisa e Firenze.

Il quadro non è però uniforme. Nella provincia di Arezzo aumenta il peso delle imprese più strutturate: quelle con un numero di addetti compreso tra 50 e 249 passano dall’1,9% del totale nel 2012 al 2,8% nel 2024, mentre le aziende con almeno 250 dipendenti salgono dallo 0,1 allo 0,3%. Si riduce invece leggermente il numero delle imprese con 10-49 addetti, passate da 782 a 772.

Secondo l’IRPET, questi dati non sono sufficienti per parlare di una deindustrializzazione generalizzata della Toscana. Il valore prodotto dalla manifattura non si sarebbe ridotto in termini assoluti, ma sarebbe cresciuto meno rispetto ad altri settori. Il problema principale riguarda quindi la capacità del sistema industriale di generare nuovo valore aggiunto, innovare e trattenere nei territori una parte maggiore del reddito prodotto.

Lo studio richiama anche l’indebolimento delle relazioni tra imprese, un elemento particolarmente importante nei sistemi caratterizzati dalla presenza di piccole aziende. Con l’allungamento delle filiere e la crescente dipendenza da committenti esterni, la ridotta dimensione può trasformarsi da fattore di flessibilità in elemento di fragilità.

Le indicazioni avanzate riguardano il rilancio degli investimenti, il rafforzamento dei rapporti tra imprese e settori, il miglioramento del posizionamento sui mercati internazionali e una minore dipendenza dalle importazioni di materie prime e beni intermedi.

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