Secondo il Rapporto sul turismo in Toscana curato da Irpet, nel 2025 le presenze registrate in Valtiberina sono aumentate del 4,1% rispetto al 2024 e di oltre il 18% rispetto al 2019, ultimo anno prima della pandemia. La crescita più recente è stata sostenuta soprattutto dai visitatori stranieri, le cui presenze sono aumentate di più del 16,5%, il quarto miglior risultato fra i 28 ambiti turistici toscani. Di segno opposto la componente italiana, diminuita di quasi il 5%. Il saldo complessivo resta quindi positivo, ma mostra una crescente dipendenza del territorio dalla domanda internazionale.
Nel confronto con gli altri ambiti turistici della provincia di Arezzo, la Valtiberina presenta una delle dinamiche migliori nell’ultimo anno, anche se resta distante dal Casentino, che guida la crescita con un aumento delle presenze intorno al 16% sul 2024. Più contenuti, invece, i risultati della Val di Chiana e del Valdarno, entrambi sostanzialmente stabili o in lieve aumento, mentre l’ambito di Arezzo città registra una variazione leggermente negativa.
Lo scenario cambia osservando il confronto con il 2019. Tutti gli ambiti provinciali risultano sopra i livelli precedenti alla pandemia: il Casentino mostra l’incremento più marcato, vicino al 70%, seguito dalla Val di Chiana e dal Valdarno, mentre la Valtiberina precede l’ambito di Arezzo.
I dati locali si inseriscono in un quadro regionale favorevole. Nel 2025 la Toscana ha raggiunto circa 55,5 milioni di presenze turistiche, con una crescita del 3,8% sul 2024 e dell’8,1% sul 2019. La componente straniera, arrivata a 32,8 milioni di presenze, rappresenta ormai quasi il 60% del totale e ha generato oltre l’80% dell’incremento registrato nell’ultimo anno.
La domanda italiana è invece più debole: pur crescendo dell’1,8% sul 2024, resta inferiore del 5,7% rispetto ai livelli pre-pandemia. Si tratta di una tendenza che in Valtiberina appare ancora più evidente, considerato il calo delle presenze nazionali registrato nell’ultimo anno.
Il rapporto Irpet descrive una Toscana entrata in una fase diversa dal rimbalzo successivo all’emergenza sanitaria. La crescita prosegue a ritmi più ordinari ed è sempre più selettiva, condizionata dall’aumento dei costi di viaggio, dall’incertezza geopolitica e da una maggiore attenzione dei visitatori al rapporto tra qualità e prezzo.
Cambiano anche le modalità del soggiorno. Nel 2025 le presenze nelle strutture extralberghiere sono aumentate del 6,9%, mentre quelle alberghiere sono diminuite dello 0,8%. A espandersi sono soprattutto le locazioni turistiche brevi e le forme di ospitalità più flessibili o legate all’esperienza del territorio. Cresce inoltre l’interesse per borghi, paesaggio, enogastronomia, cammini, attività all’aria aperta e turismo rurale, segmenti particolarmente rilevanti per le aree interne.





