Museo della Battaglia, il Tar dà ragione a Spadaccini: il comune chiarisce la procedura e gli scenari futuri

La storica dell’arte vince la causa dopo l’annullamento della nomina di Gregorio Maria Mattei. Allo studio il ricorso al Consiglio di Stato

Dalle sale del museo alle aule di tribunale. La vicenda della direzione scientifica del Museo della Battaglia e di Anghiari continua a far discutere e ha visto un nuovo capitolo con la pronuncia del Tribunale Amministrativo Regionale della Toscana, che ha accolto il ricorso di Benedetta Spadaccini, ex direttrice scientifica della struttura.

La sentenza annulla la nomina di Gregorio Maria Mattei e ripristina Spadaccini nella guida del museo, riportando al centro la questione dei requisiti richiesti dal bando e dell’applicazione del principio di equipollenza.

La sentenza del TAR

La prima sezione del TAR Toscana, presieduta dalla magistrata Silvia De Felice, ha pubblicato la sentenza il 23 marzo 2026. L’oggetto del contenzioso è l’incarico di prestazione d’opera della durata di diciotto mesi, per il quale il comune di Anghiari aveva indetto una selezione pubblica nel febbraio 2025. Il bando prevedeva la valutazione dei titoli e un colloquio conoscitivo, con requisiti minimi basati su una laurea specialistica, magistrale o del vecchio ordinamento in materie attinenti alla gestione museale.

Gregorio Maria Mattei era risultato primo in graduatoria con 24 punti, mentre Spadaccini era stata identificata come seconda con un punteggio di 22,5. La storica dell’arte ha impugnato la procedura, contestando irregolarità nella composizione della commissione e genericità dei criteri di valutazione. Tuttavia, il nodo centrale della disputa riguarda i requisiti accademici richiesti.

Mattei risulta in possesso di una laurea triennale in Cooperazione Internazionale e un diploma di specializzazione in Cura e progettazione di allestimenti artistici, conseguito presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze. Il comune aveva richiamato il principio di equipollenza per sostenere che i titoli fossero equivalenti a quelli richiesti dal bando. Il TAR ha chiarito che tale principio «opera ex lege esclusivamente per l’ammissione ai pubblici concorsi finalizzati all’accesso alle qualifiche funzionali del pubblico impiego» e non si estende automaticamente agli incarichi esterni. In sostanza, il caso in questione non era un concorso pubblico per un posto da dirigente, ma un incarico a tempo determinato.

Il TAR non può, per sua natura, entrare nel merito delle decisioni della commissione giudicante, valutando solo la correttezza formale della procedura. Non si tratta, quindi, di giudicare chi fosse più preparato, ma se la procedura amministrativa abbia rispettato legge e requisiti del bando.

Le dichiarazioni del sindaco e dell’opposizione

Alessandro Polcri, sindaco di Anghiari, presidente della Provincia di Arezzo e laureato in Giurisprudenza, ha commentato la sentenza spiegando: “Tutte le obiezioni sollevate da Spadaccini sono state respinte, tranne l’interpretazione del principio dell’equipollenza. Quella, però, è una lettura, non un orientamento consolidato. La giurisprudenza dice che il principio vale per i concorsi pubblici a tempo indeterminato e non per incarichi individuali, ma è un nodo soggetto a interpretazione”.

Il sindaco ha chiarito anche il ruolo della commissione: “Ha valutato i titoli in buona fede, con trasparenza, coinvolgendo direttori di altri musei. Era composta da due membri esterni e uno interno. Io personalmente suppongo che il politico non abbia competenze nel merito. Noi non possiamo entrare in queste decisioni che sono di carattere amministrativo, che a noi non competono e per le quali faremmo abuso d’ufficio se entrassimo in determinate considerazioni”.

Riguardo all’eventuale ricorso al Consiglio di Stato, Polcri ha dichiarato: “La decisione spetta alla nostra difesa tecnica. Se il nostro avvocato riterrà che ci siano elementi validi, proseguiremo; altrimenti ci atteniamo alla sentenza del TAR”.

Sulla vicenda ha espresso la propria perplessità anche l’opposizione del comune di Anghiari. Danilo Bianchi, ex sindaco, ha dichiarato: “Come consiglieri di minoranza più volte abbiamo presentato interrogazioni su questo argomento con risposte evasive e lacunose da parte del sindaco. Non ci convinceva il modo con cui era stata fatta la selezione. Il TAR della Toscana conferma i nostri  dubbi, dichiarando l’illegittimità della gara e ribaltando l’esito a favore della ricorrente. Dulcis in fundo il comune di Anghiari è stato condannato anche alla rifusione delle spese liquidate in 3000 euro che pagheranno tutti i cittadini anghiaresi”.

La posizione di Benedetta Spadaccini

Spadaccini non ha rilasciato dichiarazioni aggiuntive sulla vicenda, limitandosi a esprimere soddisfazione per la decisione del TAR: “Sto valutando le decisioni sulla base delle prospettive future”. La storica dell’arte conferma così la propria intenzione di considerare le eventuali mosse legali future senza commentare direttamente l’operato del comune o la nomina di Mattei.

Equipollenza e titoli a confronto

Il principio di equipollenza permette il riconoscimento di titoli accademici equivalenti ai fini dell’accesso a concorsi pubblici. Nel caso del Museo della Battaglia, esso non poteva essere applicato a un incarico esterno.

Inoltre, nel 2002, con la riforma universitaria e le nuove leggi sull’ordinamento didattico (D.Lgs. 509/1999 e successivi decreti), il principio di equipollenza è stato fortemente limitato, perché i titoli di studio hanno cominciato a essere valutati in base a regole più puntuali, soprattutto per i concorsi pubblici. La questione si pone, ad esempio, per tutti i laureati che hanno conseguito un titolo all’estero e devono farlo riconoscere secondo la legge italiana.

Oltre alla sentenza del TAR, è possibile evidenziare come, sulla carta, Benedetta Spadaccini risultasse la candidata più idonea. La storica possiede un dottorato di ricerca in Storia delle arti presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, un diploma alla Scuola di Archivistica, Paleografia e Diplomatica presso l’Archivio di Stato di Milano, una laurea in Conservazione dei Beni Culturali (vecchio ordinamento, quindi equivalente a una odierna laurea magistrale) presso l’Università degli studi di Parma e un anno di esperienza come direttrice del Museo della Battaglia e di Anghiari. Mattei, invece, possiede una laurea triennale di altro ambito e un diploma di specializzazione.

Da un punto di vista accademico e gestionale, Spadaccini soddisfaceva pienamente i requisiti del bando. Non è dato sapere quale criterio (che si suppone legittimo) abbia portato alla scelta di un cambio alla direzione.

Polcri, però, ha sottolineato: “Il direttore scientifico non è un ruolo essenziale. Il Museo civico di Sansepolcro non ne ha uno, così come il Museo della Madonna del Parto di Monterchi. Noi come comune abbiamo sempre dato incarichi a persone con competenze specifiche senza considerare il titolo come vincolante per l’amministrazione”. Il sindaco ha anche ribadito che la commissione ha discrezionalità tecnica nella valutazione e che il TAR non può sostituirsi alla commissione nel giudicare il merito.

Tra febbraio e marzo 2025 si è svolta la fase iniziale della vicenda: a febbraio è stato pubblicato il bando per l’incarico di diciotto mesi come direttore scientifico del Museo della Battaglia e di Anghiari, con requisiti che richiedevano una laurea magistrale o del vecchio ordinamento in materie pertinenti, la valutazione dei titoli e un colloquio conoscitivo. A marzo 2025 è scaduto l’incarico di Benedetta Spadaccini, artefice della riapertura al pubblico della struttura avvenuta a ottobre 2024, e che nel frattempo aveva dovuto assentarsi per maternità a causa della nascita del suo primo figlio. Oggi l’incarico di direttrice amministrativa è coperto ad interim da Elisabetta Borghesi.

Scenari futuri

Con la sentenza, Spadaccini dovrebbe tornare alla guida del Museo della Battaglia con un contratto di diciotto mesi. Il comune dovrà procedere alla stipula dell’incarico e al pagamento delle spese legali, stimate in circa 3.000 euro. Mattei, invece, non risulta in alcun modo coinvolto e non subirà ulteriori conseguenze. L’assessora Alberica Barbolani ha espresso la propria solidarietà alla dottoressa Spadaccini.

Resta aperta la possibilità di un eventuale ricorso al Consiglio di Stato. Nel frattempo, l’amministrazione continuerà a rispettare la sentenza e a garantire trasparenza e correttezza nelle procedure future.

La vicenda evidenzia l’importanza di una definizione chiara dei requisiti nei bandi di nomina e i limiti dell’applicazione dell’equipollenza. L’esperienza di Anghiari rappresenta un caso esemplare per altri enti locali, tra esigenze di trasparenza, valutazione delle competenze e rispetto della normativa. Certo è che un omune con un alto numero di musei pro capite e un numero importante di strutture da gestire, trarrebbe giovamento dalla presenza di figure tecniche competenti che possano svolgere il mandato in continuità, tranquillità e autonomia.

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