Svolta per la gestione dell’acqua in Toscana: sarà interamente pubblica

I comuni di Firenze, Prato e Pistoia fanno retromarcia sull’apertura al socio privato e chiedono di ridisegnare il modello gestionale che sarà esteso a tutta la regione

Una decisione che interessa tutta la regione

Quella di ieri è stata una giornata importante per tutta la Toscana, quindi anche per quelle zone, come la Valtiberina e la Provincia di Arezzo, che a breve saranno chiamate a scegliere le modalità di gestione dell’acqua. Nell’area centrale della regione che corrisponde alle province di Firenze, Prato, Pistoia e del Valdarno aretino (i cui comuni sono riuniti nella Conferenza Territoriale n. 3 del Medio Valdarno), da tempo si era scelto di includere la gestione dell’acqua nella multiutility “Plures”, definendo un modello che, nella misura del 30%, prevedeva anche la presenza di un socio privato. Prima di procedere c’è innanzitutto da ribadire che questo territorio sta da tempo facendo da apripista anche per tutti gli altri, delineando il perimetro e gettando le fondamenta su cui poi, con minori margini decisionali, anche i sindaci delle altre province saranno chiamati a compiere delle scelte.

Ebbene, sino ad oggi il modello che era stato formalmente individuato prevedeva una gestione mista pubblico-privata che, a partire dalla sua prima elaborazione, aveva suscitato critiche da parte dei comitati e di tutti quei soggetti che, dallo scorso maggio, sono confluiti nella Rete Toscana per la Tutela dei Beni Comuni e che, a livello regionale, sono da anni in prima linea nella lotta per la ripubblicizzazione della gestione dell’acqua. Nel corso del tempo anche tra i sindaci è andato ampliandosi il fronte di coloro che hanno iniziato a mettere in discussione tale indirizzo: quest’ultimo, infatti, andava a disattendere sia quello precedente espresso dall’Assemblea dell’AIT (ovvero di optare per una soluzione in house totalmente pubblica), sia il principio di fondo, sancito dal referendum del 2011, secondo cui la gestione idrica non può essere utilizzata per generare profitti.

Il cambio di marcia

Si era arrivati così alla decisione dello scorso novembre che aveva disposto di effettuare ulteriori approfondimenti prima di procedere all’individuazione di un nuovo socio privato. Gli ultimi dodici mesi sono, quindi, stati scanditi da diverse importanti tappe che hanno conferito concretezza a una proposta alternativa che potesse riportare la gestione idrica entro un alveo totalmente pubblico: sono, in questo senso, certamente da annoverare le crescenti prese di posizione da parte di amministratori e forze politiche che, a più riprese, hanno manifestato la volontà di muoversi in questa direzione. Al di fuori del filone politico e istituzionale, ad incalzare e alimentare un dibattito pubblico su questo tema hanno contribuito le azioni intraprese dalla Rete Toscana per la Tutela dei Beni Comuni, come il convegno organizzato lo scorso maggio sulla possibilità di percorrere la strada di un affidamento in house.

In definitiva, tutti questi passaggi hanno fatto sì che nella Conferenza Territoriale di ieri si giungesse a discutere e approvare un ordine del giorno che segna una netta discontinuità rispetto alle posizioni assunte in passato: nell’ambito della riunione si è infatti provveduto a deliberare – all’unanimità – la sospensione del bando per l’individuazione del nuovo socio privato di Publiacqua, dando mandato all’AIT “per la valutazione comparativa fra la forma di gestione precedentemente individuata nella gara a doppio oggetto e quella tramite società interamente pubblica in house”. L’idea è quella che questa prospettiva “possa esercitarsi auspicabilmente per il tramite di società partecipata da Plures” (che sarà così non quotata in borsa e interamente pubblica).

Per poter intraprendere questa strada è quindi stata concessa una proroga tecnica a Publiacqua fino al 31/12/2026, visto che altrimenti la scadenza dei termini di affidamento del servizio idrico integrato alla stessa non consentirebbe di espletare l’iter delineato.

Un passo avanti nella lunga strada della ripubblicizzazione

Soddisfazione per quanto approvato è stata espressa già da alcuni sindaci – in particolare dal Lorenzo Falchi di Sesto Fiorentino – oltre che dai rappresentanti della Rete Toscana per la Tutela dei Beni Comuni che, durante lo svolgimento della riunione, hanno organizzato un presidio di fronte alla sede dell’AIT. Proprio dalle pagine social di tale soggetto aggregativo si può leggere da un lato la soddisfazione per il passo in avanti che è stato compiuto per giungere all’obiettivo di una completa ripubblicizzazione, ma dall’altro anche la volontà di continuare a vigilare affinché i prossimi step da effettuare possano essere coerenti con quanto deliberato. Dopo questo primo passaggio ci sarà, in particolare, da attendere la “convalida” di quanto approvato anche all’Assemblea dell’AIT, poi bisognerà modificare i patti parasociali, oltre che gli statuti di Publiacqua e della multiutility “Plures”, visto che al momento gli stessi sono incompatibili con qualsiasi forma di gestione in house. All’interno della stesa plures, infine, dovrà essere introdotto il meccanismo del controllo analogo attraverso cui le istituzioni pubbliche potranno sorvegliare attivamente le società partecipate in house.

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