Dopo l’entrata in esercizio ordinario della diga, il dibattito sul futuro di Montedoglio riguarda anche il rapporto con la Valtiberina e con le comunità che da decenni convivono con l’invaso.
In questo secondo capitolo del nuovo speciale di TTV, l’attenzione si concentra in particolare sulla possibile valorizzazione turistica del lago, una prospettiva più volte evocata nel corso degli anni ma rimasta finora, almeno in larga parte, poco più che un’intenzione.
Il video affronta anche alcune criticità legate alla gestione idrogeologica e forestale dell’area. Da tempo, infatti, vengono segnalati problemi che contribuiscono a intensificare i processi erosivi lungo i corsi d’acqua a monte dell’invaso, con effetti che riguardano direttamente la tenuta del territorio e la qualità complessiva del bacino.
Tra i temi al centro dell’approfondimento ci sono anche le possibili difficoltà di distribuzione dell’acqua a uso irriguo nell’Altotevere umbro, in particolare nei distretti 13 e 14. In questa zona, come emerso dai contributi raccolti, l’aumento degli ettari da irrigare rispetto alle previsioni iniziali rischia di creare nuovi squilibri: il laghetto di compenso, pensato originariamente per rispondere ai bisogni di circa 600 ettari, oggi dovrebbe servire una superficie quasi doppia.
Su questi aspetti interviene anche l’assessore regionale toscano Filippo Boni, chiamato a fare il punto sulle questioni ancora aperte e sulle prospettive di intervento. Il tema, del resto, non riguarda soltanto l’utilizzo dell’acqua, ma il modo in cui la diga potrà diventare nei prossimi anni una risorsa effettiva per territori diversi, dall’Alta Valle del Tevere, fino ad altre aree dell’Italia centrale.
Montedoglio è oggi una grande infrastruttura pienamente operativa. Ma perché il suo potenziale possa tradursi in benefici concreti per tutti, dalle comunità più vicine al lago ai territori che attingono alla sua risorsa idrica, sarà necessario passare dalle prospettive alle azioni.





