Dal momento in cui ha acquisito un’effettiva concretezza, quindi dal 26 gennaio 2023, il progetto della multiutility toscana è stato accompagnato da un dibattito costante. Sin dalle prime battute si è infatti costituito un fronte ampio che, a partire dal Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua, ne ha messo in luce gli elementi più controversi. In particolare le critiche si sono subito concentrate sulla possibile prospettiva di quotazione in borsa e sul fatto che l’aggregazione di servizi avrebbe impedito la piena ripubblicizzazione del servizio idrico.
In due anni e mezzo ci sono quindi stati momenti più o meno accesi di discussione, con un crescendo di intensità che ha raggiunto il suo apice in questi ultimi mesi. Nel corso del 2025 sono, infatti, intervenute alcune importanti novità – sintetizzabili nei punti seguenti – da cui si sono generate ripercussioni di varia natura.
Novità sul fronte politico
Innanzitutto c’è da dire che, da un punto di vista politico, dentro la multiutility è cresciuto lo schieramento dei cosiddetti comuni critici che hanno lavorato per delineare un percorso alternativo che impedisca a un socio privato di entrare in possesso del 30% delle quote sociali. Questo particolare aspetto è infatti quello che si lega maggiormente al futuro della gestione del servizio idrico, creando i presupposti affinché lo stesso possa tornare sotto il completo controllo pubblico. Tale presa di posizione è arrivata dopo che all’interno della compagine societaria l’orientamento di rinunciare alla quotazione in borsa era, per giunta, già divenuto predominante.
Proposte alternative alla multiutility
Al di fuori del circuito politico-amministrativo, nello stesso lasso di tempo ha materialmente preso il via il lavoro della Rete Toscana per la Tutela dei Beni Comuni: riunendo forze ed esperienze del mondo dell’associazionismo, il soggetto in questione ha già, di fatto, iniziato a suggerire azioni attraverso cui si potrebbe concretamente superare il modello della multiutility, arrivando così a ripubblicizzare il servizio idrico.
Vicende giudiziarie e cambiamento degli equilibri politici
Risulta, infine, da segnalare il fatto che l’inchiesta di Prato che ha portato alle dimissioni della sindaca Ilaria Bugetti, ha creato qualche ripercussione anche sul progetto della multiutility. Con il 18,1% Prato è infatti il secondo socio della società che, dal momento in cui è nata, si è preposta di gestire acqua, rifiuti, gas ed energia in tutta la Toscana. L’uscita di scena di un soggetto istituzionale con un peso del genere non può, quindi, che essere un dato rilevante. Oltre a ciò, il fatto che la vicenda potrebbe estendere l’ombra della corruzione fino all’ambito di azione della multiutility, pone qualche difficoltà in più sul prosieguo del cammino che è stato intrapreso a gennaio del 2023.
Riassumendo all’osso, quelli sopra riportati sono i principali fatti che negli ultimi mesi si sono trovati a interferire, in maniera non secondaria, con il progetto della multiutility toscana. Di fronte a tutto ciò, con un verdetto popolare che rimane sullo sfondo (quello del referendum del 2011), ci si sarebbe potuti aspettare una messa in discussione del progetto, e invece no. Anzi, la multiutility proseguirà con forza il suo cammino. Solo che lo farà con un nuovo nome – “Plures” – e con un nuovo piano industriale di 2,5 miliardi che è stato presentato nei giorni scorsi. In mezzo a tante novità, l’operazione è dunque stata rilanciata, con una strategia che, oltre a rinunciare alla quotazione in borsa, sembra voler puntare molto sulla sostenibilità. Sono proprio i nuovi obiettivi che la società ha comunicato di voler raggiungere che sembrano suonare quasi a mo’ di slogan. Qualcosa che può far implicitamente comprendere che il passaggio che la stessa sta cercando di compiere è parte di un processo di “ribrendizzazione” che la porterà ad acquisire una nuova identità. Una nuova pelle, in pratica, dentro la quale continuerà a operare un ente che, per le sue peculiarità funzionali, non potrà lasciare spazio a un’effettiva ripubblicizzazione del servizio idrico.





