Il parco eolico “Badia del Vento” e l’interrogativo sui dati anemologici

Quali sono i motivi per cui la Regione Toscana, su richiesta del proponente, ha secretato lo studio sul potenziale eolico?

Sin da quando ha iniziato a prendere corpo l’ipotesi di installare impianti eolici industriali nei crinali appenninici, il progetto “Badia del Vento” è oggetto di discussioni e dibattiti. Questo si deve essenzialmente al fatto che l’istallazione di aerogeneratori come quelli indicati nelle schede tecniche, quindi con un’altezza di 180 metri, potrebbe generare diversi rilevanti impatti, sia di tipo ambientale che paesaggistico ed economico. Nei diversi articoli pubblicati su questo argomento si è non a caso cercato di approfondire alcuni degli aspetti che potrebbero produrre conseguenze piuttosto significative sul territorio individuato. Proprio in considerazione di ciò, in una fase di valutazione iniziale in cui ogni cittadino dovrebbe avere il diritto di farsi un’idea sul progetto, è doveroso rilevare che, al momento, non è possibile porre in raffronto i benefici con le possibili controindicazioni per mancanza di alcune, rilevanti informazioni.

Per dare un peso al piatto della bilancia in cui dovrebbero idealmente essere collocati i benefici, sarebbe infatti necessario sapere quanta energia potrebbero produrre gli aerogeneratori che saranno istallati nel crinale che fa da confine tra Badia Tedalda (AR) e Casteldelci (RN). Al fine di poter ricavare questa informazione non basta conoscere il modello di pala che è stato previsto dal progetto, ma bisognerebbe avere anche un’idea sulle direzioni, le frequenze e l’intensità dei venti che spirano nelle zone considerate. In altre parole, per poter individuare il potenziale del parco eolico sarebbe opportuno consultare i dati anemologici dell’area in cui questo sorgerà.

Con l’intento di fornire una presentazione articolata del progetto, la società proponente ha depositato presso la Regione Toscana un insieme di documenti che, in osservazione alle norme sulla trasparenza, sono stati resi fruibili e consultabili on-line. Tra tali dati è però stato omesso il file con lo studio anemologico realizzato da La Fabbrica Energie Rinnovabili Alternative Srl. La richiesta per accedere a questo tipo di informazioni era stata avanzata anche dalla sezione della Valmarecchia di Italia Nostra nel 2023, a cui però la Regione Toscana ha risposto con un diniego. Come si legge nel testo sottoscritto dalla responsabile del Settore Valutazione Impatto Ambientale (VIA) e Valutazione Ambientale Strategica (VAS), il diniego a mostrare o fornire il documento richiesto è stato motivato dal fatto che la stessa società che lo ha presentato avrebbe espressamente richiesto di non renderlo pubblico.

Come specificato nella missiva intestata alla sezione valmarecchiese di Italia Nostra, il motivo della secretazione sarebbe riconducibile all’esigenza di tutelare la riservatezza delle informazioni industriali o commerciali, visto che i dati sui venti (a partire dal numero di ore equivalenti) potrebbero avere un valore economico oltre che strategico, pertanto qualora queste venissero rese note potrebbero arrecare pregiudizio alla società stessa che le ha raccolte.

Sul merito di questa risposta si è espressa anche la Coalizione TESS (che, come indica l’acronimo, cerca di promuovere una Transizione Energetica Senza Speculazione), la quale ha in primo luogo sottolineato il fatto che il vento è un elemento naturale non assoggettabile al dominio privatistico di un soggetto economico. Oltre a ciò, a monte del dibattito che si è innescato, per i membri della coalizione sarebbe imprescindibile fornire una risposta concreta a quella che per ora è poco più che una supposizione, ovvero l’obiezione – sollevata da alcuni – che sul tratto di Appennino in cui sorgerà il parco eolico la ventosità potrebbe essere nettamente inferiore agli standard nordeuropei per i quali sono stati progettati gli aerogeneratori da 180 metri previsti dal progetto.

In altre parole, in questa fase non è possibile fornire una risposta a questo interrogativo e, di conseguenza, anche le relative considerazioni che si potrebbero elaborare in un dibattito su un’ipotetica analisi dei costi (ambientali, paesaggistici, ecc.) e dei benefici, potrebbe risultare zoppa. Tra l’altro, al momento non ci sono altri canali di accesso pubblici per reperire informazioni significative sui venti, visto che per la Toscana il sito con i dati anemometrici non riporta i valori medi per ogni località. Per questo specifico ambito, le uniche informazioni rintracciabili nel web sono quelle relative al “Rapporto di valutazione del potenziale eolico” che fu compilato con i dati raccolti nel triennio 2004-2007: dal riepilogo dello stesso si può evincere che (a quota 75 metri s.l.m.) sul crinale che separa Badia Tedalda da Casteldelci la velocità media del vento dovrebbe essere tra i 6 e i 6,5 m/s, mentre le ore equivalenti annue si aggirerebbero tra le 2000 e le 2500. C’è però da dire che tale studio fu realizzato per tutta la regione e che quindi, soffermandosi su un specifica località, certi valori potrebbero non essere particolarmente precisi. Anche per questo motivo, al fine di poter sviluppare considerazioni più puntuali sarebbe dunque doveroso prendere in esame dati che possano aderire quanto più possibile alle particolari condizioni del territorio per cui è stato sviluppato il progetto di “Badia del Vento”.

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