Il progetto del parco eolico denominato “Badia del Vento”, lo stesso di cui si è più volte parlato, è ancora oggi l’unico ad avere ottenuto l’approvazione della Regione Toscana, quindi aver completato il complesso iter autorizzativo che è previsto in questi casi. Dopo due anni e mezzo di istruttoria si è infatti tenuta la conferenza dei servizi decisoria finale, a cui è seguita – lo scorso mese di luglio – la definitiva approvazione, all’unanimità, della Giunta della Regione Toscana, ovvero dell’ente titolare del procedimento PAUR (Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale). I lavori sarebbero quindi già potuti partire, se non fosse che le Regioni Marche ed Emilia-Romagna, spronate da alcuni comuni come Casteldelci e Borgo Pace, si sono appellate alla Legge 241 del 7 agosto 1990 (in particolare all’art. 14 quinquies) e, assieme al Ministero della Cultura, si sono opposte al progetto rivolgendosi direttamente al Consiglio dei Ministri.
Al momento, dunque, la proposta dell’impianto eolico “Badia del Vento” è stata bloccata da tale organo esecutivo, nonostante gli ok già espressi da tutti i settori della Regione Toscana e, seppur con prescrizioni, da altri enti come la Provincia di Arezzo, l’Unione dei Comuni Montani della Valtiberina Toscana e il Comune di Badia Tedalda. A questo punto, cosa potrebbe succedere? Quanto tempo potrebbe essere necessario per sbloccare il progetto e procedere all’allestimento del cantiere?
Così come indicato dalla legge sopra citata, tutti i soggetti interessati si sono già riuniti, con un doppio appuntamento, presso il Consiglio dei Ministri per provare a trovare un accordo. A volte nell’ambito di tali confronti è possibile ricorrere a lievi modifiche progettuali e convergere reciprocamente in un’intesa. Nel caso specifico, però, chi si è opposto a Badia del Vento ha contestato il progetto nella sua interezza, pertanto di fronte a una situazione di totale incompatibilità non è stato possibile individuare e sottoscrivere un’intesa.
A questo punto a sciogliere il nodo sarà quindi lo stesso Consiglio dei Ministri che, in teoria, dovrebbe decidere se accogliere o respingere l’azione di opposizione che è stata presentata contro il progetto. Ciò dovrebbe avvenire alla prima riunione successiva alla scadenza del termine di tempo previsto per raggiungere l’intesa, anche se poi in realtà la calendarizzazione viene decisa in base all’agenda del Governo. Al momento siamo quindi ancora in attesa che il Consiglio dei Ministri si pronunci, pertanto ad oggi è pressoché impossibile ipotizzare quanto tempo potrebbe essere necessario attendere prima di avere un verdetto. Di certo una volta che questo arriverà si potrà capire se l’impianto eolico potrà essere realizzato oppure no.
È però opportuno sottolineare che un eventuale via libera da parte del Consiglio dei Ministri non andrà a far partire immediatamente il cantiere. In questa situazione è infatti sin troppo semplice prevedere che di fronte a un eventuale sblocco del progetto, i soggetti che si sono opposti allo stesso faranno ricorso al TAR. Su questo l’assessore all’Ambiente dell’Emilia-Romagna, Irene Priolo, ha già annunciato – rispondendo a un’interrogazione presentata dalla minoranza – che se il Comune di Casteldelci intraprenderà un’azione di questo tipo, la Regione lo sosterrà. Ciò significa che anche se dovesse esserci l’approvazione da parte del Governo, a Badia Tedalda bisognerà attendere ancora diversi mesi (forse anni) prima di poter procedere all’effettiva installazione delle maxi-pale eoliche previste dal progetto.





