Per i Comuni che ospitano impianti industriali di produzione energetica rinnovabile sono previste misure compensative. Queste, secondo il DM del 10/09/2010, possono arrivare a costituire il 3% dei proventi percepiti dal gestore, ma il loro utilizzo è sottoposto ad alcuni limiti. L’allegato dello stesso atto riporta testualmente: “Fermo restando, anche ai sensi del punto 1.1 e del punto 13.4 delle presenti linee guida, che per l’attività di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili non è dovuto alcun corrispettivo monetario in favore dei Comuni, l’autorizzazione unica può prevedere l’individuazione di misure compensative, a carattere non meramente patrimoniale, a favore degli stessi Comuni e da orientare su interventi di miglioramento ambientale correlati alla mitigazione degli impatti riconducibili al progetto, ad interventi di efficienza energetica, di diffusione di installazioni di impianti a fonti rinnovabili e di sensibilizzazione della cittadinanza sui predetti temi”.
Di fronte a tali possibili vincoli, nell’intervista video a TTV.it il Sindaco ha spiegato come si è mosso il suo comune per poter effettuare anche altre tipologie di interventi, a partire da alcune opere di utilità sociale. Lo stesso primo cittadino si è inoltre soffermato su altri aspetti, come quelli che si legano alla presenza e all’intensità dei venti e quelli relativi allo smaltimento degli aerogeneratori una volta che il parco eolico dovrà essere dismesso.

