Eolico nei crinali appenninici: il progetto di “Badia del Vento” e i punti dove saranno installate le pale

Ognuno dei sette aerogeneratori potrà raggiungere una potenza massima di 4,2 MW

Che da un punto di vista energetico i crinali appenninici stiano richiamando a sé una certa attenzione lo si può evincere da alcuni numeri. Innanzitutto da quello relativo ai progetti di parchi eolici che sono stati presentati agli organi competenti: per l’area montana riguardante i comuni della Toscana orientale e quelli limitrofi dell’Emilia-Romagna e delle Marche se ne contano ben sette, per un totale di 66 pale. Di questi l’attenzione si sta però riversando principalmente su un progetto, ovvero sull’unico che, per ora, ha ricevuto l’ok da parte della Regione Toscana. Si tratta di “Badia del Vento”, un parco eolico che con i suoi sette aerogeneratori di grande taglia andrà a interessare il crinale che, oltre a fungere da confine regionale, separa il Comune di Badia Tedalda (AR) da quello di Casteldelci (RN). In pratica l’area individuata, tutta per poco ancora in Toscana, è quella posta a nord della frazione di Rofelle, proprio in prossimità della parte sommitale del rilievo. Nella sua relazione tecnica descrittiva, l’azienda che ha presentato il progetto – La Fabbrica Energie Rinnovabili Alternative Srl – scrive testualmente che questa zona, “per le caratteristiche orografiche del terreno e per la direzione prevalente dei venti, risulta essere quella ottimale” per la realizzazione di un parco eolico.

Le pale saranno costituite da una torre di acciaio, con un’altezza di 112 metri, sul cui mozzo andrà a installarsi una rotora tripala con un diametro di 136 metri. Complessivamente ogni aerogeneratore avrà quindi un’altezza di 180 metri e potrà produrre energia pulita e rinnovabile ogni qualvolta il vento farà muovere le pale ad una velocità compresa tra i 3 e i 27 m/s (con produzione massima nell’intervallo 12,50-24,50 m/s). La potenza massima delle singole pale potrà raggiungere i 4,2 MW, per un totale di 29,40 MW.

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Spaccato della navicella di un aerogeneratore.

L’impianto eolico “Badia del Vento” immetterà energia elettrica nella Rete Elettrica Nazionale attraverso una nuova cabina di consegna, realizzata e gestita dalla stessa società proponente, che sarà collocata, sempre nel Comune di Badia Tedalda, in prossimità di una nuova stazione elettrica della società che gestisce nazionalmente le reti di trasmissione dell’energia, ovvero Terna Spa.

In un’ottica futura, il fatto che il Comune di Badia Tedalda si troverà a ospitare un parco eolico di queste dimensioni dovrebbe consentire allo stesso di compensare l’impatto negativo delle pale e delle strutture ad esse connesse, con compensazioni che potrebbero garantire al comune toscano di ottenere il 3% del fatturato dell’impianto. Ciò, ovviamente, andrebbe a costituire un’entrata davvero significativa per il bilancio dell’ente comunale, attraverso la quale sarebbe possibile realizzare progetti attrattivi in un contesto territoriale che, al momento, appare piuttosto esposto a dinamiche di spopolamento e marginalizzazione.

Parte delle posizioni e degli orientamenti che fino ad oggi sono stati espressi dagli enti territoriali coinvolti potrebbero proprio essere spiegate da questo tipo di condizione, visto che le pale poste in un crinale che fa da confine comunale e regionale andrebbero a creare un impatto anche in altri comuni limitrofi, in particolare quelli del versante romagnolo, a partire da Casteldelci, che si troverebbero comunque ad affrontare alcuni disagi, senza però essere risarciti di ciò. Non a caso, rispetto a “Badia del Vento” ad oggi abbiamo il Comune di Badia Tedalda e la Regione Toscana che sono favorevoli al progetto, mentre i comuni romagnoli e la loro Regione di competenza, l’Emilia-Romagna, sono espressamente contrari allo stesso. In altre parole, una contrapposizione piuttosto prevedibile, che peraltro va a prescindere gli orientamenti politici in nome di interessi territoriali che scorrono lungo la linea dei crinali che fanno da limite amministrativo. Proprio tale condizione di confine, con gli impianti che in questi casi possono essere installati, per pochissimo, da una parte invece che dall’altra, è la stessa che induce gli amministratori locali a riguardarsene bene a respingere certi progetti, dato che gli stessi, qualora un impianto dovesse essere accettato dai comuni limitrofi, si troverebbero comunque a subirne l’impatto, senza essere compensati da alcun beneficio.

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L’area in cui saranno installate le pale del progetto “Badia del Vento”. Elaborazione cartografica realizzata utilizzando la cartografia catastale della Regione Toscana.

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