Sanità, sopralluogo della presidente Proietti all’ospedale di Città di Castello

Tra fondi PNRR, Lascito Mariani e Polo oncologico, l’Usl Umbria 1 ha presentato il nuovo assetto diagnostico e assistenziale

Ammodernamento tecnologico, nuove apparecchiature diagnostiche, investimenti PNRR e primi mesi di attività del Polo oncologico. Sono stati questi i temi al centro del sopralluogo effettuato lunedì mattina dalla presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, titolare della delega alla Sanità, all’ospedale di Città di Castello.

La visita istituzionale è servita a fare il punto sul potenziamento del presidio tifernate, dove negli ultimi mesi sono stati completati interventi rilevanti sul parco tecnologico e digitale ospedaliero, con l’obiettivo di migliorare la capacità diagnostica della struttura e contribuire alla riduzione dei tempi di attesa. Al sopralluogo hanno preso parte il direttore generale dell’Usl Umbria 1 Emanuele Ciotti, il personale del presidio, la consigliera regionale Letizia Michelini, il sindaco di Città di Castello Luca Secondi, l’assessore comunale alle politiche sociali Benedetta Calagreti e il delegato della Provincia di Perugia e sindaco di Lisciano Niccone Gianluca Moscioni.

Uno dei punti principali riguarda l’ammodernamento della diagnostica. Grazie ai fondi PNRR sono state sostituite grandi apparecchiature, tra cui un polifunzionale, una Tac 128 strati e una risonanza magnetica. A queste si aggiunge un’ulteriore risonanza magnetica acquistata attraverso le risorse del Lascito Mariani, oggetto nei mesi scorsi di un percorso condiviso tra Usl Umbria 1 e Comune di Città di Castello.

Secondo i dati illustrati durante l’incontro, il potenziamento tecnologico ha prodotto un incremento dell’attività ordinaria del 20% nel periodo gennaio-aprile 2026 rispetto allo stesso periodo del 2025. Un elemento che l’azienda sanitaria collega alla possibilità di ottimizzare i tempi delle prestazioni, migliorare l’appropriatezza diagnostica e rendere più tempestivi i percorsi di cura.

Il direttore generale dell’Usl Umbria 1 Emanuele Ciotti ha sottolineato il lavoro svolto per garantire la continuità dei servizi durante i cantieri, ringraziando i tecnici e il personale coinvolto. “Grazie ai lavori svolti, ora abbiamo in questo presidio anche due risonanze magnetiche, di cui una acquistata con i soldi del Lascito Mariani, che ci serviranno a potenziare la parte della diagnostica”, ha spiegato Ciotti, ricordando anche l’avvio di nuove assunzioni di medici e tecnici radiologi.

A entrare nel dettaglio delle ricadute operative è stata Francesca Garinei, direttore facente funzione del servizio di Diagnostica per Immagini dell’Usl Umbria 1. Le due risonanze magnetiche, operative rispettivamente da ottobre 2025 e da marzo 2026, consentono scansioni più rapide e, in alcuni casi, una riduzione fino al 35% dei tempi previsti. “La riduzione dei tempi di acquisizione ha portato ovviamente anche a un comfort per il paziente stesso e ad un’esperienza diagnostica sicuramente più tollerabile”, ha affermato Garinei, evidenziando l’impatto sul numero di esami effettuabili e quindi sull’attesa dei pazienti.

Nel corso della visita la presidente Proietti ha effettuato un sopralluogo anche in Radiologia e ha incontrato gli operatori del Polo oncologico, attivo dallo scorso febbraio al piano terra dell’ospedale, ingresso B. Il servizio è aperto dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 13.30, con una mail dedicata e un numero telefonico specifico. Inserito nella Rete oncologica regionale e presente anche negli ospedali di Branca e Pantalla, il Polo ha lo scopo di orientare e accompagnare i cittadini con sospetta o accertata diagnosi oncologica.

Nel servizio lavorano oncologi e infermieri case manager, con funzioni di ascolto, presa in carico, programmazione delle prestazioni, attivazione dei gruppi oncologici multidisciplinari e monitoraggio della continuità del percorso. Dalla sua attivazione, il Polo di Città di Castello ha preso in carico circa 44 nuovi casi sui 96 complessivamente seguiti al momento.

Il responsabile dell’Ambulatorio di Oncologia medica degli ospedali di Città di Castello e Branca, Michele Montedoro, ha spiegato che il Polo nasce per “orientare e supportare” i pazienti con sospetta o accertata diagnosi oncologica, in modo da avviare il prima possibile un percorso di cura definito. Il servizio prevede anche un monitoraggio più stretto del percorso e un supporto alle famiglie, con l’obiettivo di garantire cure omogenee a livello regionale e consentire ai malati, quando possibile, di curarsi vicino al proprio domicilio.

A margine del sopralluogo, la presidente Proietti ha visitato anche il nuovo reparto di terapia intensiva, i cui lavori sono in corso di ultimazione. Il programma complessivo di potenziamento dell’ospedale tifernate, destinato a concludersi nei prossimi mesi, ha un valore di circa 10 milioni di euro. Le risorse derivano dal Decreto Legge 34/2020, legato alla riorganizzazione della rete ospedaliera dopo l’emergenza Covid, e dai fondi PNRR della Missione 6, dedicata all’ammodernamento tecnologico e digitale.

Gli interventi strutturali riguardano anche l’ampliamento dei posti letto di terapia intensiva, che arriveranno a 12, della semi-intensiva, prevista a 14, e il riammodernamento del Pronto soccorso. Sul fronte delle apparecchiature, il presidio è stato dotato di una Tac da 128 strati con software specialistici per diversi ambiti diagnostici, di un polifunzionale per il Pronto soccorso, di una risonanza magnetica da 1,5 tesla con tunnel da 70 centimetri e dell’ulteriore risonanza Magnetom Sola acquistata con il Lascito Mariani, completa di software cardiologico e cerebrale avanzato e bobina dedicata per imaging mammella predisposta per biopsia. Nei mesi precedenti erano già stati installati anche un acceleratore lineare per la Radiologia e una Tac 64 strati per il Pronto soccorso.

Il sindaco Luca Secondi ha definito la visita della presidente Proietti un passaggio utile per fare il punto sugli investimenti e sul funzionamento del Polo oncologico. Il primo cittadino ha sottolineato come le nuove tecnologie non siano sostitutive di quelle già presenti, ma siano destinate ad ampliare le risposte diagnostiche e operative del presidio tifernate, riducendo il ricorso ad altri ospedali della regione per alcune prestazioni.

La presidente Stefania Proietti ha inquadrato gli interventi dentro una strategia regionale di rete tra presidi ospedalieri. “Il nostro compito è quello di mettere in rete i vari presidi ospedalieri specializzandoli”, ha dichiarato, richiamando la necessità di costruire reti cliniche regionali e condizioni migliori per il lavoro del personale sanitario. Proietti ha ricordato anche l’impegno legato ai fondi PNRR, con “sei milioni e mezzo di euro” destinati all’installazione di 14 grandi apparecchiature programmate.

“La sanità pubblica non si sta fermando”, ha concluso la presidente, collegando il completamento dei lavori in corso alla costruzione del nuovo piano sociosanitario regionale. Per l’ospedale di Città di Castello si apre ora una fase di verifica concreta: capire quanto il nuovo assetto tecnologico, l’aumento dell’attività diagnostica e l’avvio del Polo oncologico riusciranno a incidere sui tempi di accesso, sulla continuità dei percorsi e sulla capacità del presidio tifernate di rispondere ai bisogni sanitari dell’Alto Tevere.

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