Le difficoltà del pronto soccorso dell’ospedale di Città di Castello sono arrivate lunedì 22 giugno all’attenzione del consiglio comunale, con un’interrogazione presentata dalla consigliera di maggioranza Anna Maria Giorgi del Partito Democratico.
Giorgi ha richiamato il ruolo essenziale del pronto soccorso e del 118 per Città di Castello e per i territori limitrofi, sottolineando le criticità legate alla carenza di personale medico. Secondo quanto riferito dalla consigliera, per garantire la copertura dei turni si ricorrerebbe a medici in pensione, medici di medicina generale e prestazioni aggiuntive del personale già in servizio.
Al centro dell’interrogazione anche lo spostamento, nel giro di circa un anno e mezzo, di due medici del pronto soccorso tifernate, uno verso l’ospedale di Gubbio-Gualdo Tadino e l’altro verso Città della Pieve. Una scelta giudicata da Giorgi “quantomeno singolare”, in un contesto già segnato da carenze strutturali. La consigliera ha chiesto quindi chiarimenti sulle ragioni dei trasferimenti, sul mancato reintegro, sui costi per coprire i turni e sulle prospettive del servizio.
A rispondere è stato il sindaco Luca Secondi, sulla base di una nota ricevuta dalla direzione della Usl Umbria 1. L’azienda, ha riferito il sindaco, conferma l’impegno a garantire la piena operatività del servizio, pur in un quadro di carenza di specialisti in medicina d’emergenza-urgenza definito critico a livello nazionale e regionale.
Nella risposta sono state elencate le iniziative avviate per il reclutamento: un concorso pubblico per dirigenti medici di medicina d’emergenza-urgenza, con assunzione dei candidati idonei disponibili; la futura assunzione di quattro professionisti, tre dei quali subordinati al conseguimento della specializzazione nel novembre 2026 e uno nel novembre 2027; l’attivazione di un nuovo concorso tramite l’Azienda ospedaliera di Perugia; un avviso a tempo determinato, scaduto il 9 giugno, con cinque candidati ammessi; e una richiesta all’Università di Perugia per l’inserimento di specializzandi nelle strutture.
Sulle assegnazioni del personale, la Usl ha spiegato che le riallocazioni avvengono in base alle esigenze complessive della rete aziendale dell’emergenza-urgenza, con l’obiettivo di garantire continuità e sicurezza su tutti i presidi. Secondi ha precisato che, in un contesto di scarsità di risorse, l’azienda punta a coprire le situazioni di maggiore criticità ed evitare interruzioni dei servizi essenziali.
Il sindaco ha poi evidenziato come il tema del pronto soccorso debba essere affrontato anche sul piano organizzativo complessivo. Secondo Secondi, una parte degli accessi potrebbe essere gestita attraverso i servizi territoriali e le case di comunità, mentre le liste d’attesa spingerebbero alcuni cittadini a rivolgersi al pronto soccorso per ottenere più rapidamente prestazioni diagnostiche. Per questo, ha osservato, il rafforzamento dell’organico deve accompagnarsi a un riassetto del sistema a monte.
Nella replica, Giorgi si è detta solo parzialmente soddisfatta. Pur prendendo atto dei concorsi e degli impegni per il futuro, la consigliera ha rilevato che non sarebbe stato chiarito il motivo dello spostamento dei due medici. “L’ospedale di Città di Castello è un presidio di prossimità essenziale”, ha affermato, sostenendo che il pronto soccorso tifernate debba essere tutelato anche per evitare ulteriori pressioni sul personale rimasto in servizio.





