“No alla macro-Asl in Umbria”: cresce il fronte critico a Città di Castello

Mozione in consiglio comunale contro l’ipotesi di accorpamento. Le forze politiche chiedono garanzie per l’ospedale tifernate e il distretto altotiberino

L’ipotesi di accorpamento delle due aziende sanitarie umbre entra nel dibattito politico tifernate. I gruppi consiliari di opposizione hanno annunciato una mozione di “fermo e assoluto dissenso politico” rispetto all’eventualità di una fusione tra Usl Umbria 1 e Usl Umbria 2 in un’unica azienda sanitaria regionale, chiedendo al sindaco di attivarsi per la tutela dei servizi dell’Alta Valle del Tevere e per la salvaguardia dell’autonomia distrettuale.

La mozione ha come proponente e primo firmatario Valerio Mancini ed è sottoscritta anche da Riccardo Leveque, Elda Rossi, Tommaso Campagni, Roberto Marinelli e Filippo Schiattelli. L’atto prende posizione su una questione che, secondo i firmatari, starebbe emergendo nel quadro del confronto sul nuovo Piano sanitario regionale e che rischierebbe di modificare in profondità l’attuale organizzazione della sanità umbra.

Il sistema regionale è oggi articolato in due aziende sanitarie locali. La Usl Umbria 1 serve un bacino di circa 489mila residenti su un territorio di oltre 2.400 chilometri quadrati, comprendendo anche l’Alta Valle del Tevere. La Usl Umbria 2 copre invece l’area folignate, spoletina, la Valnerina e la provincia di Terni, per circa 365mila cittadini. Secondo la mozione, l’eventuale accorpamento darebbe vita a una macro-azienda da oltre 850mila assistiti, con il rischio di accentrare funzioni, uffici e sedi decisionali.

Il nodo, per i firmatari, riguarda soprattutto la distanza tra governance sanitaria e territori. Nel documento si sostiene che un accentramento amministrativo potrebbe comportare “un progressivo e inevitabile allontanamento dei centri decisionali dai territori”, privando l’Alta Valle del Tevere “della necessaria rappresentanza” e della capacità di incidere sulle scelte programmatorie e gestionali.

Al centro della mozione c’è anche la tutela del Presidio ospedaliero di Città di Castello, classificato come DEA di I livello. L’ospedale tifernate viene definito “un hub fondamentale per le reti d’emergenza-urgenza”, dotato di specialità mediche e chirurgiche, terapia intensiva e diagnostica avanzata. Per i consiglieri di opposizione, il presidio deve mantenere “un ruolo apicale e non da succursale” dentro il sistema sanitario regionale.

La mozione richiama anche le preoccupazioni emerse in altri consessi dell’Umbria, citando l’atto urgente depositato in Consiglio regionale dall’opposizione di centrodestra contro ipotesi di accentramento e fusione. Secondo i firmatari, il timore di una perdita di autonomia e di un depotenziamento dei servizi locali non riguarderebbe solo l’Altotevere, ma avrebbe ormai assunto una dimensione regionale.

Il documento impegna il sindaco a esprimere, a nome della comunità tifernate, “la più ferma e assoluta contrarietà politica” all’ipotesi di fusione delle due Usl o ad altre forme di accorpamento amministrativo che possano compromettere l’autonomia del territorio. Chiede inoltre di attivarsi presso la presidente della Regione Stefania Proietti e l’assessorato alla Sanità per ribadire la centralità del distretto sanitario dell’Alta Valle del Tevere e del presidio ospedaliero di Città di Castello.

Tra le richieste contenute nella mozione c’è anche quella di pretendere che nel nuovo Piano sanitario regionale vengano confermate le autonomie e le funzioni dei distretti sanitari, considerati strumenti essenziali per le cure primarie e per la programmazione sociosanitaria locale. Al sindaco viene inoltre chiesto di promuovere, anche nel ruolo di presidente di Federsanità Anci Umbria, un raccordo con altri territori e Comuni della regione per contrastare una riorganizzazione giudicata penalizzante per le comunità locali.

Uno dei passaggi politicamente più significativi riguarda la proposta di convocare gli “Stati Generali sulla Sanità in Altotevere”, aperti a operatori sanitari, cittadini e amministratori. L’obiettivo indicato dai firmatari è far conoscere le eccellenze della sanità territoriale e ospedaliera, costruendo al tempo stesso un’azione comune “a difesa del diritto alla salute, della prossimità dei servizi ai cittadini e dell’equità nella distribuzione delle risorse sanitarie regionali”.

“La difesa del diritto alla salute non si fa con tagli e accorpamenti”

Il tema ha acceso il dibattito politico cittadino anche fuori dalle sedi consiliari. Nei giorni scorsi sulla stessa vicenda erano intervenute Sinistra per Castello e Rifondazione comunista Alto Tevere, esprimendo una posizione netta contro l’ipotesi di un’unica Asl regionale e chiedendo di rafforzare l’ospedale di Città di Castello e i servizi territoriali.

“La difesa del diritto alla salute non si fa con i tagli e gli accorpamenti burocratici”, sostengono le due forze politiche, secondo cui le indiscrezioni sul nuovo Piano socio-sanitario regionale delineerebbero “uno scenario preoccupante”. Per Sinistra per Castello e Rifondazione, l’assetto della sanità umbra dovrebbe restare fondato su due Usl e due aziende ospedaliere, garantendo risorse e investimenti per tutti i territori.

Nella nota si sottolinea che il confronto sulle modalità organizzative non può essere liquidato come un dettaglio tecnico. Al contrario, “è una questione di sostanza”. L’eventuale macro-Asl, secondo questa lettura, “farebbe risparmiare poco e penalizzerebbe molto i territori”, rischiando di indebolire la prossimità dei servizi e l’equilibrio istituzionale tra le diverse aree dell’Umbria.

Nel documento viene chiesto anche un piano straordinario di assunzioni, con lo stop alle esternalizzazioni e la valorizzazione del personale, “a partire dall’ospedale di Città di Castello, dal suo Pronto Soccorso e dalle strutture territoriali”. Da qui l’appello a cittadini, sindaci del comprensorio e forze sociali a mobilitarsi contro logiche di centralizzazione ritenute rischiose per la qualità delle cure e per l’equità sociale. La discussione è dunque destinata a proseguire.

POPOLARI

- Partecipanti sostenitori -spot_img
spot_img

Indaghiamo, raccontiamo, approfondiamo

Supporta l'informazione locale: dona il tuo 5x1000 a Fondazione Progetto Valtiberina

- Partecipanti sostenitori -spot_img
- Partecipanti sostenitori -spot_imgspot_img