Casa della Salute di Anghiari, la Asl rassicura: “Sui servizi non si torna indietro”

Finanziamenti, servizi e personale sono salvi. Lo dichiara Giampiero Luatti, direttore facente funzione della Zona Distretto Aretina. Il futuro della Casa della Salute di Anghiari e Monterchi continua ad essere al centro del dibattito pubblico in Valtiberina: il passaggio al nuovo modello delle Case di Comunità, previsto dalla riorganizzazione della sanità territoriale e sostenuto dagli investimenti del PNRR, aveva infatti suscitato nelle scorse settimane timori tra cittadini, amministratori e operatori sanitari, soprattutto riguardo al possibile ridimensionamento dei servizi e alla perdita degli incentivi destinati al personale amministrativo della struttura.

Le preoccupazioni sono aumentate dopo il pensionamento del dottor Giuseppe Peli, storico medico di medicina generale della struttura, sostituito in questi giorni dal dottor Notargiacomo, e hanno accompagnato il confronto istituzionale sul futuro del presidio sanitario anghiarese.

Il tema è stato affrontato nel corso dell’incontro che il direttore generale della Asl Toscana Sud Est, Marco Torre, ha avuto con i sindaci della Valtiberina lo scorso 25 maggio 2026, convocato per fare il punto sulla riorganizzazione della sanità territoriale.

A confermare il clima di confronto è stato il sindaco di Monterchi, Alfredo Romanelli: “Durante l’incontro il dottor Torre ha personalmente garantito il mantenimento degli incentivi per il personale amministrativo e l’erogazione dei servizi. Siamo molto felici di questa promessa e speriamo che questa volontà sia rispettata e garantita ufficialmente dalla Asl. Per Monterchi la presenza e l’operatività della Casa della Salute sono un elemento vitale”.

Non sono mancate le rassicurazioni anche dal direttore Giampiero Luatti, il quale conferma la linea dell’azienda sanitaria.

“Sui servizi ai cittadini non si torna indietro e, in questa fase transitoria, gli incentivi vengono pienamente confermati”, spiega Luatti, sottolineando come le risorse economiche già destinate alla Casa della Salute restino disponibili anche dopo il pensionamento del dottor Peli e vengano utilizzate per garantire continuità all’attività del suo sostituto e del personale di supporto.

Secondo il direttore, il passaggio dalle Case della Salute alle Case di Comunità rappresenta una fase delicata ma necessaria, resa ancora più complessa dalla carenza di personale sanitario e dai nuovi accordi regionali sulla medicina generale. “La Valtiberina è un’area espansa con alcuni Comuni piccoli e isolati, proprio per questo la presenza delle strutture in loco è tanto importante e speriamo di poter presto assumere nuovo personale”.

Il progetto delle Case di Comunità e i tempi di attuazione

La riforma prevede il superamento dell’attuale organizzazione a favore di una rete territoriale strutturata secondo il modello Hub & Spoke (traducibili con struttura “centrale” e “succursale”): il presidio principale sarà la nuova Casa di Comunità Hub di Sansepolcro, mentre Anghiari-Monterchi e Pieve Santo Stefano-Caprese Michelangelo diventeranno Case di Comunità Spoke, mantenendo però un ruolo operativo fondamentale per i rispettivi territori.

“La Casa di Comunità di Sansepolcro, realizzata grazie ai fondi PNRR, è già entrata nella fase operativa – dichiara Luatti –. Sono stati avviati i trasferimenti del personale infermieristico e specialistico, mentre nei prossimi mesi è previsto il progressivo inserimento dei pediatri e, successivamente, dei medici di medicina generale, compatibilmente con i tempi tecnici necessari per il trasferimento degli studi professionali”.

È già attivo l’ambulatorio medico H24, destinato a diventare uno dei punti cardine del nuovo sistema territoriale, con la prospettiva di gestire anche i casi a bassa complessità che oggi si rivolgono impropriamente ai pronto soccorso.

Secondo le indicazioni fornite dalla Asl, la struttura raggiungerà la piena operatività organizzativa entro la fine dell’anno, mentre il completamento del percorso richiederà anche un graduale cambiamento culturale, sia tra gli operatori sia tra i cittadini.

Parallelamente, l’azienda conferma la volontà di mantenere e rafforzare i servizi nelle sedi di Anghiari e Monterchi, sviluppando attività specialistiche, telemedicina e assistenza nelle aree più periferiche della Valtiberina. Un modello certo non congeniale per i pazienti più anziani, ma che guarda al futuro.

Il dibattito nazionale sulla riforma

La vicenda locale si inserisce in un confronto che negli ultimi giorni ha creato scompiglio nel governo. Dalla Lega sono stati espressi dubbi sul progetto, mentre i sindacati dei medici di medicina generale hanno definito la riforma “dannosa” se applicata senza un adeguato coinvolgimento della categoria. Anche le opposizioni, a partire da Alleanza Verdi Sinistra, hanno sollevato critiche, parlando di divisioni all’interno della maggioranza.

Il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato ha però ribadito che “le Case di Comunità saranno aperte nei tempi previsti” e che il nuovo modello di sanità di prossimità sarà realizzato con il coinvolgimento dei medici di medicina generale. Anche il ministro della Salute Orazio Schillaci ha recentemente definito il progetto “una rivoluzione dalla quale non si può tornare indietro”, ricordando che le nuove strutture dovranno integrare medici di famiglia, specialisti, infermieri e altri professionisti sanitari per alleggerire la pressione sugli ospedali.

A livello nazionale le strutture ospedaliere sono spesso in difficoltà a causa di tre fattori strutturali: carenza di fondi, alta percentuale di popolazione anziana e fragile e scarsità di personale medico abilitato sul territorio.

Gli incentivi e la fase transitoria

Sul fronte degli incentivi, il messaggio della Asl è netto: fino alla definizione del nuovo accordo aziendale le risorse rimarranno disponibili e saranno utilizzate per garantire gli stessi servizi oggi presenti.

“Non spariscono i fondi e non vengono sottratte risorse ai territori. In questa fase transitoria garantiamo esattamente quello che avevamo prima”, spiega Luatti.

“Il nuovo accordo regionale prevede una maggiore integrazione tra i medici di medicina generale di una stessa area, che in futuro potranno organizzarsi in forma associata condividendo anche le risorse destinate al personale amministrativo e ai servizi di supporto – spiega sempre il direttore –. Fino a quel momento, il livello delle prestazioni rimarrà invariato”.

Quanto emerge è che al momento la Casa della Salute non subirà profondi cambiamenti. i prossimi cambiamenti saranno discussi nel 2027: il pensionamento della dottoressa Rosella Guadagni, che ha accompagnato la struttura in in un fase di transizione, all’assegnazione di incarico a un nuovo medico e gli accordi economici verranno discussi in regione tra l’Asl e i sindacati di categoria.

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