“Le parole del dottor Torre non mi rassicurano. Parlerò personalmente con lui a metà aprile”. Così commenta il sindaco di Anghiari Alessandro Polcri l’ordine del giorno discusso in comune sulla Casa della salute. La struttura sanitaria negli anni è diventata un punto di riferimento per centinaia di cittadini della Valtiberina. Un presidio costruito lentamente, con investimenti pubblici e con il lavoro quotidiano di medici e operatori, che sorge sull’eredità di quello che molti anni fa era il piccolo ospedale locale.
Oggi il futuro della Casa della salute di Anghiari è al centro di un crescente clima di preoccupazione. La riorganizzazione della sanità territoriale prevista a livello nazionale e regionale – legata anche ai finanziamenti del Pnrr – potrebbe infatti cambiare profondamente il ruolo della struttura anghiarese, con il rischio, secondo alcuni medici che vi lavorano, di una progressiva perdita di servizi.
La riforma della sanità territoriale
Il cambiamento nasce dal nuovo modello organizzativo della sanità territoriale, che prevede il superamento delle Case della salute a favore delle Case della comunità, strutture organizzate secondo un sistema gerarchico di hub e spoke dislocati nei territori di riferimento.
In Valtiberina, il centro principale sarà a Sansepolcro, dove è in fase di attivazione la Casa della comunità collegata al complesso dell’ospedale della Valtiberina, che già ospita il Cup ospedaliero e i poliambulatori. Il nuovo modello prevede che molte attività sanitarie territoriali vengano coordinate da questa struttura centrale, mentre i presidi locali dovrebbero svolgere un ruolo più limitato.
Una trasformazione che nasce da accordi nazionali e regionali e che si inserisce nel quadro istituzionale italiano: la sanità, infatti, è oggi una materia di competenza regionale, a seguito della Riforma del Titolo V della Costituzione del 2001, che ha attribuito alle Regioni la gestione del sistema sanitario.
Le preoccupazioni dei medici
I primi ad esprimere la propria perplessità e preoccupazione sono stati gli stessi medici che operano nella struttura sita oggi tra Via del Campo della Fiera e Corso Matteotti. Secondo fonti della stessa Casa della salute, la riorganizzazione potrebbe avere conseguenze concrete sui servizi oggi garantiti ai cittadini. Uno dei nodi principali riguarda le risorse economiche che oggi permettono alla struttura di funzionare. Molte attività – dalle prenotazioni delle visite specialistiche alla gestione dei pazienti cronici – sono sostenute da incentivi specifici previsti per le Case della salute.
Il rischio imminente, quindi, è quello di un passaggio delicato, in cui i servizi potrebbero essere ridotti prima che il nuovo sistema sia pienamente operativo. il termine per l’allestimento del nuovo hub a Sansepolcro è previsto per la fine di maggio.
Michele Cambi, medico di medicina generale in servizio ad Anghiari, afferma, a seguito di un incontro con il direttore di zona Giampiero Luatti, che la riorganizzazione comporterà anche cambiamenti nell’organizzazione del lavoro dei medici di base:
“Riguarda noi che dobbiamo fare delle ore, in base al nuovo accordo regionale, a disposizione della Asl per fare ambulatorio alla Casa di Comunità di Sansepolcro – spiega il dottor Cambi –. Io farò due turni alla settimana da sei ore. A livello di Anghiari niente di nuovo. Ma questa Casa di Comunità dovrà ospitare un po’ tutti”.
Il problema del personale
Proprio il tema del personale rappresenta uno dei punti più delicati: nel prossimo futuro la struttura di Anghiari potrebbe trovarsi in forte difficoltà. Da un lato per l’imminente pensionamento di due medici, dall’altro per la necessità di redistribuire parte dei professionisti rimasti nelle altre sedi previste dal nuovo assetto sanitario dell’hub.
Il rischio, segnalano alcuni operatori sanitari, è che la Casa della salute possa progressivamente trovarsi sguarnita di personale, oltre che di fondi, con inevitabili ricadute sull’offerta di servizi.
La dottoressa Rosella Guadagni, medico di lungo corso in servizio presso la Casa della Salute di Anghiari, ha fortunatamente ottenuto una proroga al pensionamento. Tramite richiesta formale inviata a dicembre 2025, il direttore dell’Unità operativa complessa Ignazio Troisi ha convalidato il rinnovo del servizio fino a dicembre 2026. La motivazione è la necessità di un numero di medici minimo ai fini di garantire le attività e la dimostrata impossibilità di reperire nuovo personale abilitato nella zona.
Del resto in tutta Italia mancano medici specializzati abilitati allo svolgimento della professione, e nell’ambito della Asl Toscana Sud-Est (di cui la Valtiberina fa parte) si inserisce anche l’ulteriore problematica della evidente separazione territoriale. I comuni della Valtiberina sono lontani dai grandi centri, scarsamente collegati dai mezzi pubblici, in una area sanitaria che si estende da Sestino all’Isola del Giglio.
Un presidio costruito negli anni
La prospettiva di un ridimensionamento preoccupa anche perché la Casa della salute di Anghiari è considerata da molti un esempio di sanità territoriale efficiente e di valore. La struttura è cresciuta negli anni grazie al lavoro di medici e operatori sanitari e agli investimenti pubblici che hanno permesso di costruire una rete di servizi utilizzata quotidianamente da molti cittadini. Un asset importante in un comune con un’alta percentuale di anziani.
“Questa struttura è stata costruita con fatica”, racconta Cambi. “È il risultato del lavoro di tanti professionisti e di buoni investimenti. Non viene fuori dal nulla”. Secondo il medico il sistema attuale funziona proprio grazie alla presenza di personale e servizi di supporto.
L’interesse della politica
Il tema è arrivato anche in consiglio comunale ad Anghiari. Durante una recente seduta, il consigliere di opposizione Mario Checcaglini ha presentato un ordine del giorno chiedendo chiarimenti sull’evoluzione del presidio sanitario.
Il sindaco Alessandro Polcri ha risposto leggendo alcuni passaggi di una lettera inviata dal direttore generale della Ausl Toscana Sud-Est Marco Torre, nella quale si invitava alla tranquillità rispetto alla riorganizzazione in corso.
Lo stesso primo cittadino, tuttavia, avrebbe espresso alcune preoccupazioni sulla situazione e ha annunciato l’intenzione di incontrare personalmente Torre a metà aprile per approfondire il futuro della struttura. Polcri ha inoltre affermato: “Dobbiamo difendere la Casa della salute e investire di più nella sanità”.
Nel frattempo, contattato per chiarire quale sarà il futuro dei servizi sanitari ad Anghiari e quale ruolo avrà la Casa della salute nel nuovo assetto organizzativo, il direttore della Zona distretto Valtiberina Giampiero Luatti non ha rilasciato dichiarazioni, né esito diverso hanno avuto le richieste avanzate più in generale all’Azienda sanitaria.
Il processo di riorganizzazione della sanità territoriale è ancora in corso e nei prossimi mesi dovrebbero emergere indicazioni più precise su come verranno distribuiti i servizi tra i diversi presidi della Valtiberina. Nel frattempo ad Anghiari il dibattito resta aperto.






