Pronto soccorso di Arezzo, polemica sull’affidamento dei codici minori alle associazioni

Per la Asl è una “misura temporanea”, ma non mancano le critiche: “Si abdica al privato”. Convenzione dal 1º luglio per un massimo di 567mila euro

Dal 1° luglio al pronto soccorso dell’ospedale San Donato di Arezzo cambierà la gestione dei codici a bassa priorità. Accoglienza e presa in carico dei codici minori saranno affidate a un’Associazione temporanea di scopo formata dal volontariato sanitario, con la Federazione regionale delle Misericordie della Toscana come capogruppo e la partecipazione di Anpas, Croce Rossa Italiana, Arciconfraternita della Misericordia di Arezzo e Croce Rossa di Arezzo.

La decisione è contenuta nella delibera 626 del 18 giugno, firmata dal direttore generale della Asl Toscana Sud Est Marco Torre. Il servizio sarà attivo tutti i giorni dell’anno, dalle 8 alle 20, con la presenza contemporanea di un medico, un infermiere e un volontario. La convenzione avrà durata di un anno, con possibilità di rinnovo per un’ulteriore annualità, e prevede un rimborso massimo di 567.210 euro. Prima dell’avvio operativo è previsto un periodo di affiancamento di dieci giorni.

La Asl presenta la misura come “temporanea ed eccezionale” e la collega alle difficoltà del pronto soccorso aretino: aumento degli accessi, sovraffollamento degli spazi e carenza di personale medico nella medicina e chirurgia d’accettazione e d’urgenza. Secondo i dati riportati nei giorni scorsi, al San Donato si registrano mediamente tra 170 e 180 accessi al giorno, con circa 37 codici minori giornalieri sulla base dei dati 2025.

L’obiettivo indicato dall’azienda è ridurre i tempi di attesa e di permanenza dei pazienti a bassa priorità, alleggerire il carico sul pronto soccorso e migliorare i percorsi di accoglienza. La Asl, rispondendo alle prime critiche, ha respinto l’accusa di privatizzazione, sottolineando che l’avviso è rivolto agli organismi di volontariato e che la soluzione arriva dopo il mancato esito dei tentativi di reclutare personale medico aggiuntivo.

La scelta, però, ha aperto un fronte di contestazione sindacale e politica riguardante sia il metodo sia il merito della decisione. Per il segretario NurSind Claudio Cullurà, il rischio è che il servizio pubblico stia “abdicando al privato”, mentre restano aperte domande sul personale impiegato, sulle responsabilità nella presa in carico dei pazienti e sull’utilizzo delle risorse previste.

Critiche anche dalla Cisl, che ha contestato il mancato confronto preventivo con le organizzazioni sindacali e ha richiamato la delicatezza del servizio. Accoglienza e codici minori, secondo il sindacato, non possono essere trattati come attività accessorie, perché rappresentano la prima interfaccia tra cittadino e sistema sanitario in un momento di bisogno.

La Cgil Arezzo ha definito l’esternalizzazione “una cura peggiore del male”. Il segretario generale Tracchi ha parlato di una scelta che, a suo giudizio, finisce per svalutare il sistema sanitario pubblico e i suoi operatori, invece di affrontare i problemi organizzativi e di personale che pesano da tempo sul pronto soccorso del San Donato.

Sul caso è intervenuto anche il Movimento 5 Stelle di Arezzo, con la coordinatrice provinciale Cristiana Quaratini. Il gruppo territoriale ha posto una serie di domande sulla durata effettiva della sperimentazione, sulla possibilità di rinnovo, sui criteri con cui saranno valutati i risultati, sull’eventuale confronto tra il costo della convenzione e l’assunzione diretta di personale sanitario, oltre che sull’impatto della misura nelle ore serali e notturne, escluse dal servizio.

Un altro intervento è arrivato da Giuseppe Ricci, ex direttore della Usl 8 di Arezzo, che in una lettera indirizzata al nuovo sindaco del capoluogo Marcello Comanducci ha chiesto di affrontare con urgenza la questione. Ricci ha definito l’avvio del nuovo percorso una “privatizzazione degli accessi al Pronto Soccorso” e ha sollecitato il sindaco a convocare il direttore generale della Asl per chiedere la revoca della delibera, valutando anche un passaggio in Consiglio comunale.

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